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Basket, Olimpiamente alla scoperta di Gentile. Un talento in odore di Nba

Il magazine che segue le vicende dell'EA7 intervista il capitano che a fine stagione potrebbe lasciare l'Italia e iniziare l'avventura americana con la maglia degli Houston Rockets

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MILANO - Il talento era nel Dna, il carattere pure. Alessandro Gentile è un predestinato, immarcabile a tratti, già mvp del campionato e miglior giovane di Eurolega, sfrontato come e più di papà Nando. Ogni partita come una sfida, contro tutti, spesso vinta. "Sono fatto così, non sono in grado di sorriderti se non ho voglia di sorridere. Quella che vedete in campo è la mia faccia, che piaccia o no. L'importante, per me, è che piaccia a chi mi vuole bene". A volte quell'espressione un po' così lo tradisce, ma dietro l'aria da duro c'è un ragazzo che conosce i propri limiti e sa di dover lavorare sodo per crescere ancora, per diventare ancora più forte, più completo, più uomo-squadra. "Devo pulire un po' il mio gioco e migliorare a rimbalzo e nel tiro. E pensare che da ragazzino tiravo solo da 3...".
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All'Olimpia Gentile arrivò ragazzino, preso a metà stagione da Treviso dove stava esplodendo per volontà di Sergio Scariolo. In tre anni e mezzo con la società e con la città ha costruito un rapporto denso, diventando uomo-simbolo. Chissà per quanto ancora... Le sirene dell'NBA, con Houston che lo ha scelto e lo aspetta, sono troppo forti ormai? Basterà un eventuale scudetto-bis a tenerlo a Milano, o sarà l'estate delle grandi scelte per un ragazzo di soli 22 anni? "Ho ancora due anni di contratto qui a Milano, dove ho sempre dato tutto: quello che è certo è che penserò molto prima di decidere"
 
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