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Basket, Recalcati e l'esame play off: ''Venezia, fammi vedere di che pasta sei fatta''

L'ex ct azzurro ha portato la Reyer ad uno storico secondo posto. ''Non era nelle nostre previsioni, siamo diventati presto una squadra''. Da stasera il quarto contro Cantù, con un Aradori in più nel motore: ''Può darci tanto''

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ROMA - Non sappiamo se Carlo Recalcati riuscirà a vincere lo scudetto anche a Venezia diventando così il primo allenatore campione d'Italia con quattro club diversi, ma quello che l'ex ct azzurro ha fatto finora a Venezia lo ha già proiettato nella storia della Reyer. Il secondo posto in stagione regolare alle spalle di Milano è il miglior risultato mai raggiunto dai lagunari dopo la conquista degli scudetti dei lontani anni '40. "Siamo contenti di ciò che abbiamo fatto finora - spiega Recalcati, diventato con 526 successi l'allenatore con più vittorie in serie A -. Siamo partiti con progetti diversi, meno ambiziosi, pensando ai play off come obiettivo principale. Chiudere al secondo posto e con un cammino così regolare non era nelle nostre previsioni".
La classifica dice che Venezia è l'anti-Milano...
"Ma queste sono etichette che lasciamo ad altri. Io mi tengo stretto questo secondo posto, risultato di mesi di lavoro che abbiamo utilizzato per diventare una squadra. Qui era tutto nuovo, dall'allenatore ai giocatori, prima ancora di pensare ai risultati dovevamo diventare una squadra. Ci siamo riusciti in pochi mesi quando a volte non basta una stagione intera per farcela. Adesso vedremo di che pasta siamo fatti e se saremo capaci di essere protagonisti fino in fondo".
Il segreto per andare avanti nei play off?
"Chi, e parlo non solo di me, ha esperienza di play off sa che non può fidarsi e affidarsi solo al fatto di avere una eventuale bella in casa. Per fare strada bisogna essere capaci di vincere in trasferta, avere la tenuta mentale per rimediare ad eventuali scivoloni in casa. Ecco, serve questo".
E magari anche qualche rinforzo dell'ultimo momento. Voi avete aggiunto Aradori, non uno qualsiasi.
"Non eravamo nella necessità di dover cercare un rinforzo. Pietro - che conosco molto bene - aveva la possibilità di uscita nel caso in cui si fosse salvato anzitempo in Spagna, ha manifestato la volontà e il desiderio di fare i play off in Italia e noi abbiamo sfruttato l'opportunità per aggiungere un giocatore che conosce il campionato italiano, che ha giocato già tanti play off e può essere un'aggiunta importante per la nostra squadra".
Secondi in campionato ma 0-6 nelle sfide con Milano, Reggio Emilia e Sassari. E' un dato che la scoccia?
"Non è una cosa che mi assilla. A parte le due sfide con Milano, con le altre abbiamo giocato alla pari. È vero che sono partite che non siamo stati capaci di vincere, ma hanno dimostrato che non c'è grande distanza tra noi e loro".
Che serie sarà quella con Cantù?
"Averli battuti due volte in stagione regolare conta fino ad un certo punto ma non cambia la difficoltà dell'impegno. Cantù è stata costruita per scelta in maniera opposta rispetto a noi, sarà una sfida tra due squadre che punteranno su fattori diversi e su peculiarità diverse. Come sempre vincerà chi riuscirà a limitare  meglio le qualità dell'avversario".
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