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Basket, finale scudetto: Logan rialza Sassari, Reggio spreca un'occasione

La Dinamo vince in volata (80-77) e accorcia le distanze (1-2) nella serie che assegna il tricolore. La squadra di Sacchetti parte bene ma nel terzo quarto si ferma, la Grissin Bon vola a +13 ad inizio dell'ultimo periodo prima di subire la reazione dei sardi guidati dalla guardia americana che a suon di triple (19 punti con 5/7 da tre) firma il successo. Sabato la quarta sfida ancora a Sassari

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SASSARI  - Sassari riacciuffa la speranza per un soffio e si porta sul 2-1 con la Grissin Bon nella finale scudetto. La Dinamo batte una bellissima Reggio (80-77). Anzi no, Logan con un ultimo quarto da urlo (19 punti con 5/7 da tre) piega i reggiani, aiutato da un Palaserradimigni che è stato davvero l'uomo in più. Sassari vince, ma non convince, capace di andare sotto di 14 punti con un terzo quarto disastroso e di piegare gli ospiti solo con la trance agonistica dei singoli e di difendere come ha saputo fare nella serie con Milano soltanto a tratti. Reggio Emilia, invece, inciampa, ma anche se sconfitta non soltanto esce a testa alta, ma consapevole di avere in mano l'arma per finire Sassari.

I reggiani sapevano che non poteva essere la Dinamo vista nelle prime due partite, ma lo è stata per gran parte della gara. Non poteva mollare soprattutto con un palazzetto che continua a crederci e i tifosi che nell'ultimo allenamento, mercoledì sera, si sono presentati in quasi 300 con gli striscioni.
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Così l'ini?zio gara sembra una festa, con Logan che mette dentro un tiro da tre e il vantaggio. Basta però una distrazione in difesa e Reggio Emilia sente l'odore della bestia ferita. Si vede che è capace di azzannare, non soltanto con Kaukenas che è la solita certezza e con Cinciarini, non si lascia intimidire, perché è giovane, perché l'inno a inizio partita la meglio gioventù italiana della Grissinbon lo ha urlato e gli americani della Dinamo sono rimasti, giocoforza, muti.

Il palazzetto però l'inno lo canta e le canta subito ai suoi giocatori quando, dopo un buon avvio,  Sassari sembra voler replicare la difesa molle e i tiri sconsiderati che le sono costati il due a zero nella serie. Reggio ci crede di più e va a + 6 dopo due minuti con una zona che costringe Sassari a tirare malissimo. Quel che manca di più ai padroni di casa è la difesa aggressiva con raddoppi sul play che ha affondato Milano. Menetti però al 6' dà fiato a Kaukenas e la Dinamo ha la cattiveria per approfittarne con Dyson. La difesa premia e con grande fatica il Banco riesce a chiudere il primo quarto 26 a 22.

Sacchetti fa una gestione attenta degli uomini, Menetti ha il problema di Lavrinovic che ha tre falli e la difesa di Sassari comincia a girare. Si sacrificano su Kaukenas a turno Devecchi e Sanders, Logan fa capire che è in serata (chiuderà con 7 su 12 da tre) e a tre minuti dall'intervallo c'è il massimo vantaggio per la squadra di casa: 31 a 22. Basta però un soffio e la Grissinbon è sempre lì, capace di perdere la palla e recuperarla subito e soprattutto di ragionare di più, tanto che il primo tempo finisce 43 a 37.

Il solito terzo quarto della Dinamo, un buio totale che coach Sacchetti non riesce a evitare, siano gare europee, campionato o serie scudetto. Il parziale è di 16 a 0, con Reggio che fa il suo lavoro e la Dinamo che butta palloni già recuperati, sceglie soluzioni improponibili un po' con tutti e dà l'idea di non aver più voglia di lottare. Della Valle è il più spietato, infila due triple, Kaukenas apre la difesa e sciorina assist tutti mettono su una zona contro cui il Banco sa solo andare a sbattere senza cercare di aprirla e di ribaltare palla. Finisce 47 a 56 e ormai sembra crederci soltanto il pubblico.
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Poi il miracolo Logan: Reggio lo lascia tirare e lui infila cinque triple, Menetti chiama minuto, prova a mettere un quintetto più alto togliendo Della Valle, ma non riesce a frenare la ritrovata tranche agonistica di Sassari. Ci mettono del loro gli arbitri che non fanno capire quale sia il metro scelto e nella bagarre la Dinamo ha più sfrontatezza. Perfino il perfetto Kaukenas e il concreto Cinciarini sbagliano e a 1.40 dal termine, dopo aver inseguito quasi sempre Sassari torna in parità. Succede di tutto, con Lvrinovic che va in palla per un fallo tecnico, Sosa che sembra resuscitato e conquista il sorpasso. L'ultimo minuto è una guerra di nervi che premia Sassari. A tre secondi dalla fine Reggio avrebbe ancora la possibilità di acciuffare un supplementare perché Della Valle è in lunetta sul 78 a 73. L'ordine è di sbagliare il secondo, ma la gioventù è cosi, se sbaglia lo fa per caso, non per volontà. Infatti il libero va dentro e sulla faccia stupita e sconsolata di Della Valle, Sassari esulta.

Ma ha ragione coach Menetti a dire che la sua squadra "ha giocato una gara strepitosa per 40 minuti" e che alla fine è mancata la calma e non la lucidità. Il solito Sacchetti-filosofo invece chiede una nuova regola per abolire il terzo quarto.  Si gioca di nuovo sabato sera, con Reggio che ha capito che le basta poco per violare anche il Palaserradimigni.

Banco di Sardegna Sassari-Grissin Bon Reggio Emilia 80-77
(26-22, 43-37, 47-56)
Banco di Sardegna Sassari: Logan25, Sosa 13, Formenti, Sanders 13, Devecchi, Lawal 7, Chessan.e., Dyson 16,Sacchetti 4,Vanuzzo, Brooks 2, Kadji. All. Sacchetti.
Grissin Bon Reggio Emilia: Chikoko 8, Polonara 14, Lavrinovic 9, Della Valle18, Pechacekn.e., Pini, Kaukenas 16, Cervi, Silins 3, Casun.e., Lavacchiellin.e., Cinciarini 9. All. Menetti.
Arbitri:Tolga Sahin, Dino Seghetti, Roberto Chiari.
Note - tiri da due: Sassari 17/43, Reggio20/34 - tiri da tre: Sassari10/29, Reggio7/22 - totale tiri: Sassari 27/72, Reggio27/56 - tiri liberi:Sassari 16/21, Reggio16/24 - rimbalzi: Sassari39, Reggio 38. Usciti per 5 falli: Lavrinovic al 39', Dyson al 40', Silins al 40'. Spettatori: 5mila.
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