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Basket, Menetti: ''Reggio Emilia resta diversa per vincere''

Il coach della Grissin Bon archivia lo scudetto solo sfiorato e guarda con ottimismo alla nuova stagione. Con una squadra che nonostante l'addio di Cinciarini conferma la sua anima italiana: ''E' la nostra forza. Aradori avrà un ruolo centrale, Gentile e De Nicolao possono crescere tanto"

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ROMA - Possibile dimenticare? "Certo che è possibile. Bisogna avere la forza di farlo''. Max Menetti ha voltato pagina. Lo scudetto appena sfiorato adesso è un ricordo. Forse ancora un po' troppo fresco per essere cancellato del tutto ma abbastanza lontano per guardare avanti. Ad una stagione, la prossima, che Reggio Emilia - targata Grissin Bon fino al 2017 - spera di vivere ancora da protagonista.
Dica la verità coach, la finale persa con Sassari non la fa dormire la notte o ha già resettato tutto?
"E' stata una stagione spettacolare che purtroppo non ha avuto il finale che tutti speravamo. Il rammarico deve esserci perché non abbiamo vinto, ma non possiamo farci vincere da questo sentimento quando si è toccato il punto più alto della nostra storia. Dobbiamo essere felici, per aver espresso forse i momenti più avvincenti degli ultimi anni della pallacanestro italiana, per gli attori messi in campo".
Si volta pagina quindi.
"Con ancora più voglia e forza di riprovarci. Nonostante l'età lavoro da tanti anni in questo ambiente, in 40 anni di storia a Reggio ne abbiamo viste tante. Ci siamo rialzati quando siamo finiti in A2, lo facciamo adesso. Noi ripartiamo dalla stagione più bella della nostra storia, da quello che abbiamo fatto in una situazione di grande difficoltà, da quello che abbiamo mosso nel basket italiano e a Reggio Emilia. Che per la prima volta si è innamorata della pallacanestro in maniera totale".
Ripartite. Ma senza il vostro metronomo Cinciarini passato a Milano.
"Da professionista ognuno cerca di percorrere quella che pensa essere la strada migliore. Faccio i migliori auguri ad Andrea, noi siamo già nell'era Gentile-De Nicolao. Mussini? La sua è stata una scelta di vita, studiare all'interno di una struttura come quella di St. John's, uno dei college più prestigiosi degli Stati Uniti. Una scelta coraggiosa perché non è facile lasciare una città come Reggio".
Parliamo dei volti nuovi. In regia avrete una coppia tutta nuova, Stefano Gentile e De Nicolao.
"Due ragazzi che hanno fatto bene, che hanno esperienza ma allo stesso tempo un passaporto cestistico ancora giovane. Hanno grande voglia di migliorare e forte personalità, credo sia stata la soluzione migliore per rispettare quella che è la nostra idea, essere cioè diversi dalle altre squadre. Seguendo questa strada abbiamo sfiorato uno scudetto, vogliamo continuare a percorrerla".
Che ruolo avrà Aradori?
"Un ruolo importante e credo che nella sua scelta questo aspetto ha avuto il suo peso. Pietro è sempre stato un giocatore importante nei roster in cui ha giocato ma adesso qui il suo ruolo è centrale".
La continuità è rappresentata da Kaukenas, Polonara e Della Valle. E forse Lavrinovic.
"Rimas è immortale, Polonara e Della Valle sono giocatori che hanno voglia e desiderio di crescere, questo ulteriore step potrebbe essere una chiave importante per un'altra grande stagione. Lavrinovic? E' un giocatore assolutamente illegale per il nostro campionato, lo dicono i numeri cosa succedeva con la sua presenza in campo. La società si vuole coprire perché a 36 anni è un giocatore fragile. Se lo confermeremo (la trattativa è a buon punto, ndr) avremo bisogno di un altro giocatore nel reparto lunghi, altrimenti dovremo prenderne due".
Tanta Reggio in nazionale cosa significa?
"Che abbiamo lavorato bene perché si tratta di giocatori che fino a tre anni non erano in pianta stabile in azzurro. Sono giocatori che in nazionale abbiamo portato noi, tutto ciò rende l'idea del tipo di lavoro e di programmazione che la società sta portando avanti".
Che campionato sarà il prossimo?
"Troppo presto per dirlo, siamo in pieno mercato, le squadre cambiano fisionomia ogni giorno. Finora la sola certezza è la ricostruzione praticamente totale di Milano. Ci saranno sorprese, delusioni, come ogni anni. Noi puntiamo a confermarci là in alto".
In una serie A che ha perso anche la Capitale, Roma.
"Ma riacquista Caserta e una piazza come Torino. Purtroppo il momento del basket italiano è anche questo, ma Roma non aveva da tempo un ruolo centrale nel nostro campionato. Bisogna prendere atto che oggi vanno avanti realtà che non rappresentano grandi città, questo non deve essere una sorpresa. Ci sono difficoltà economiche, è giusto anche, come ha fatto Roma, fare un passo indietro anziché rischiare di sparire".
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