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Basket, Logan è la certezza di Sassari. Rivoluzione Milano, Reggio sempre italiana

A pochi giorni dall'inizio dei raduni il punto sul mercato dei club di serie A. La Dinamo campione riparte da una conferma importante, nove volti nuovi nell'Olimpia. Grissin Bon nel segno del tricolore, Venezia si affida alla continuità

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ROMA - Il post più atteso, Stefano Sardara lo ha scritto qualche giorno fa, il 25 luglio. "Welcome back Kyle" ha annunciato il presidente della Dinamo - uno dei dirigenti più attivi sui social - ufficializzando così il rinnovo di David Kyle Logan, uno dei principali protagonisti della Sassari capace di vincere lo scudetto nella passata stagione, quella del clamoroso triplete. La firma di Logan è uno dei tasselli più importanti della nuova Dinamo, affidata per il settimo anno di fila a Meo Sacchetti. Sassari ha conservato un po' della sua anima italiana (Sacchetti, Devecchi e Formenti, salutato dopo nove anni capitan Vanuzzo) rinnovando completamente - Logan a parte - il parco stranieri. Pescando tra chi l'Italia l'aveva già assaggiata (l'ex Siena Haynes, il lungo Varnado), chi l'aveva scoperta da poco (l'ala Eyenga vista nella seconda parte di stagione a Varese), chi da qualche anno (Rok Stipcevic da Roma), scegliendo nel mazzo quello che potrebbe essere un colpo da novanta (Petway) e completando il tutto con l'ex Maccabi Joe Alexander. Una squadra che come sempre dovrà prima di tutto far divertire.
 
Il duello presumibilmente sarà ancora con Milano. Dopo aver fallito completamente l'ultima stagione l'Olimpia ha rivoluzionato tutto. Partendo dalla società, dove è tornato sul ponte di comando Livio Proli, passando per la guida tecnica, affidata a Jasmin Repesa, alla quarta esperienza italiana dopo Fortitudo (sua la firma sullo scudetto), Roma e Treviso. Dal repulisti totale si sono salvati in due, capitan Gentile e Cerella, ben nove gli arrivi: Cinciarini, Lafayette, Jenkins, Simon, Hummel, McLean, Macvan, Lawal e Magro. Un nuovo corso che ha un solo obiettivo, riprendersi lo scudetto.
Reggio Emilia ha dovuto giocoforza cambiare, Cinciarini ha accettato la corte di Milano, Mussini ha scelto l'avventura al college. Al loro posto sono arrivati Stefano Gentile, chiamato ad un ruolo di responsabilità dopo l'esperienza non positivissima di Cantu e Di Nicolao, sceso in Legadue lo scorso anno per giocare con continuità. Il colpo grosso la Grissin Bon lo ha fatto firmando Aradori, reduce da un'esperienza all'estero tra Turchia e Spagna e i play off con Venezia. Importanti le conferme di Polonara, Della Valle, Kaukenas e soprattutto Darius Lavrinovic, giocatore che quando non è stato tormentato dagli infortuni ha dimostrato di poter fare la differenza.
Venezia è la squadra che ha cambiato di meno. Sempre affidata a Recalcati la Reyer è ripartita da un importante zoccolo duro composto da sette giocatori (Goss, Peric, Ress, Jackson, Ruzzier, Ortner e Viggiano.) rinnovando completamente l'asse play-pivot con Mike Green (un ritorno in Italia) e Josh Owens, centro della matricola rivelazione Trento della passata stagione. Stefano Tonut, protagonista in A2 Gold con Trieste, rappresenta l'investimento italiano di una squadra lunga e solida cui manca solo l'ala piccola per chiudere il roster.
 
Incuriosisce Brindisi, in questi anni brava a cambiare ma a restare comunque competitiva. Bucchi (quinta stagione all'Enel) avrà una squadra quasi tutta nuova (Cournooh e Zerini le uniche conferme) ma con diverse certezze (il cavallo di ritorno Reynolds, l'ex Varese e Avellino Banks, il camerunese Kadji campione d'Italia a Sassari) e giocatori (Harris e Gagic) con una buona esperienza europea.
Un compito difficile è quello che attende Trento. La prima volta in serie A è andata ben oltre le più rosee aspettative, Final Eight di coppa Italia, play off partendo dal quarto posto in stagione regolare e pass per l'Eurocup. Coach Buscaglia ha mantenuto la stellina Pascolo, in regia ci sarà ancora Forray che con Baldi Rossi, Flaccadori e Sanders rappresenta la linea di congiunzione con la passata stagione. La Dolomiti si è mossa con calma sul mercato, la batteria di italiani è stata allungata con Poeta, dagli States sono arrivati Sutton, l'ex New Orleans Wright e Lockett, un'ala piccola reduce da un'ottima stagione in Germania al Braunschweig.
 
Se Bologna è la squadra che ha chiuso per prima il roster confermando gran parte dei protagonisti della passata stagione compresi gli americani Ray e Gaddy (Williams, Odom e Pittman i nuovi Usa), Cantù ha cambiato completamente volto partendo dalla panchina (il debuttante Corbani) e continuando nella costruzione del roster (Abass e Lagana' le uniche conferme). Stessa cosa hanno fatto a Varese, Pesaro e Pistoia dove la parola d'ordine è stata ricostruzione. Cremona si è tenuta stretta Vitali e Cusin, Capo d'Orlando è ripartita da Basile e Nicevic piazzando colpi importanti (Ilievski e Jasaitis), Avellino è quella più in ritardo (al momento nel roster ci sono solo Veikalas e Cervi). All'insegna della continuità il mercato della neopromossa Torino. Della squadra del ritorno in A sono rimasti Mancinelli, Giachetti, Rosselli, Fantoni e Miller, sotto canestro è arrivato Ebi, in regia l'ex Varese Robinson, mancano l'ala piccola e un cambio dei lunghi. Ripescata al posto di Roma, Caserta ha pescato esperienza in Italia (Daniele Cinciarini, Amoroso), americani di sostanza (l'ex Capo d'Orlando Hunt) e qualche scommessa.
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