Ci siamo Pianigiani. Parte l'Europeo, è pronta l'Italia?
"Siamo pronti. I ragazzi hanno lavorato seriamente. In questo periodo, durante il quale abbiamo tenuto sempre volutamente le porte aperte ad appassionati e addetti ai lavori, credo si sia visto il clima sereno e il fatto che nessuno si sia mai tirato indietro. Quello che non va è che ancora stiamo andando a strappi sul campo. Non stiamo dimostrando di avere una continuità, soprattutto mentale, per 40 minuti e purtroppo sappiamo che fin dal primo giorno qui a Berlino dovremo confrontarci o con squadre top, collaudate e rodate con continuità di rendimento da anni, o con squadre che potranno essere spinte dal fatto di giocare in casa come Germania o Turchia".
Cosa può fare la differenza?
"Ogni squadra ha una sua identità tecnica diversa. Noi già da qualche estate, giocoforza, dobbiamo puntare sulla versatilità e sull'atipicità perché non possiamo essere una squadra che macina o stritola gli avversari con la durezza. Mi auguro che nessuno abbia più fame e più desiderio di noi perché poi parte tutto da li. Cosa non abbiamo? Non abbiamo un vissuto comune derivante da qualche estate consecutiva in questo tipo di manifestazioni. Non abbiamo una spiccata abitudine a questo tipo di pallacanestro nella maggioranza dei nostri giocatori".
Può sembrare banale, l'obiettivo qual è?
"Competere, guadagnare rispetto e, molto meno prosaicamente, cercare di passare il primo turno, data la difficoltà del nostro girone. Dobbiamo cercare di essere più pronti possibile. Se 'salviamo le penne' dal girone più duro poi, nelle gare a eliminazione diretta, ce la giochiamo alla pari".
Un'Italia con tanto talento non si era mai vista.
"Ma il talento da solo non basta, anche perché tolti gli Stati Uniti le Nazionali più forti del mondo sono qui e di talento ne hanno tutti in abbondanza".
C'erano tutti - compresi gli Nba - anche nel 2011. E non andò bene. Perché stavolta sarà diverso?
"In quattro anni c'è una vita sportiva in mezzo, per cui nulla è paragonabile. Spero in più possa esserci un percorso di lavoro condiviso con tutto lo staff per qualche estate consecutiva e che costituisca per i giocatori una base emotiva importante che allora non c'era".
Quanta pressione mette sapere che questo Europeo è il trampolino per le Olimpiadi?
"Tutti sono consapevoli che i primi 7 posti danno una chance per Rio. Ora però dobbiamo focalizzarci sul presente e sulle prime 5 partite. Bisogna passare il turno e poi battere un avversario almeno del nostro livello negli scontri diretti. Solo dopo saremo a un passo dal pre-olimpico".
Con quale spirito va vissuto questo appuntamento?
"Va vissuto con l'intensità e la passione che merita un evento del genere quando porti i colori del tuo Paese. Spero anche con la serenità di aver fatto tutto il possibile per prepararci al meglio e con la voglia di trasmettere vibrazioni sul campo. Vorrei che, al di là di una vittoria o una sconfitta, una palla che esce o che entra, potesse emergere il lavoro di tante persone".
Girone di ferro il nostro.
"Tostissimo, perché si rischia di non passare il primo turno o magari passarlo come quarta classificata e trovare magari una Francia fortissima e che gioca in casa. Il nostro girone è il peggiore che potesse capitare ma non ci fasciamo la testa: c'è da essere pronti subito e giocarcela".
Pregi e difetti delle nostre avversarie?
"Spagna e Serbia giocano per l'oro come sempre. Hanno questo tipo di vissuto sia come Nazionale che come singoli giocatori nei vari club di Eurolega. Germania e Turchia, con caratteristiche diverse, sono squadre di taglia fisica superiore alla nostra e anche loro hanno talento diffuso e giocatori Nba. Soprattutto, giocheranno in casa data la numerosa comunità turca presente a Berlino e in tutta la Germania. Il palazzo sarà esaurito. L'Islanda gioca con la durezza, l'entusiasmo e l'assoluta atipicità di uno stile di gioco che la può rendere una mina vagante".
Per finire, come se lo aspetta questo Europeo?
"Vedo squadre di prima fascia assoluta come Francia, Serbia, Grecia e alcune altre subito dietro come Spagna, Lituania, Germania e Turchia, Croazia cui vorrei riuscisse ad aggiungersi l'Italia".
"Siamo pronti. I ragazzi hanno lavorato seriamente. In questo periodo, durante il quale abbiamo tenuto sempre volutamente le porte aperte ad appassionati e addetti ai lavori, credo si sia visto il clima sereno e il fatto che nessuno si sia mai tirato indietro. Quello che non va è che ancora stiamo andando a strappi sul campo. Non stiamo dimostrando di avere una continuità, soprattutto mentale, per 40 minuti e purtroppo sappiamo che fin dal primo giorno qui a Berlino dovremo confrontarci o con squadre top, collaudate e rodate con continuità di rendimento da anni, o con squadre che potranno essere spinte dal fatto di giocare in casa come Germania o Turchia".
Cosa può fare la differenza?
"Ogni squadra ha una sua identità tecnica diversa. Noi già da qualche estate, giocoforza, dobbiamo puntare sulla versatilità e sull'atipicità perché non possiamo essere una squadra che macina o stritola gli avversari con la durezza. Mi auguro che nessuno abbia più fame e più desiderio di noi perché poi parte tutto da li. Cosa non abbiamo? Non abbiamo un vissuto comune derivante da qualche estate consecutiva in questo tipo di manifestazioni. Non abbiamo una spiccata abitudine a questo tipo di pallacanestro nella maggioranza dei nostri giocatori".
Può sembrare banale, l'obiettivo qual è?
"Competere, guadagnare rispetto e, molto meno prosaicamente, cercare di passare il primo turno, data la difficoltà del nostro girone. Dobbiamo cercare di essere più pronti possibile. Se 'salviamo le penne' dal girone più duro poi, nelle gare a eliminazione diretta, ce la giochiamo alla pari".
Un'Italia con tanto talento non si era mai vista.
"Ma il talento da solo non basta, anche perché tolti gli Stati Uniti le Nazionali più forti del mondo sono qui e di talento ne hanno tutti in abbondanza".
C'erano tutti - compresi gli Nba - anche nel 2011. E non andò bene. Perché stavolta sarà diverso?
"In quattro anni c'è una vita sportiva in mezzo, per cui nulla è paragonabile. Spero in più possa esserci un percorso di lavoro condiviso con tutto lo staff per qualche estate consecutiva e che costituisca per i giocatori una base emotiva importante che allora non c'era".
Quanta pressione mette sapere che questo Europeo è il trampolino per le Olimpiadi?
"Tutti sono consapevoli che i primi 7 posti danno una chance per Rio. Ora però dobbiamo focalizzarci sul presente e sulle prime 5 partite. Bisogna passare il turno e poi battere un avversario almeno del nostro livello negli scontri diretti. Solo dopo saremo a un passo dal pre-olimpico".
Con quale spirito va vissuto questo appuntamento?
"Va vissuto con l'intensità e la passione che merita un evento del genere quando porti i colori del tuo Paese. Spero anche con la serenità di aver fatto tutto il possibile per prepararci al meglio e con la voglia di trasmettere vibrazioni sul campo. Vorrei che, al di là di una vittoria o una sconfitta, una palla che esce o che entra, potesse emergere il lavoro di tante persone".
Girone di ferro il nostro.
"Tostissimo, perché si rischia di non passare il primo turno o magari passarlo come quarta classificata e trovare magari una Francia fortissima e che gioca in casa. Il nostro girone è il peggiore che potesse capitare ma non ci fasciamo la testa: c'è da essere pronti subito e giocarcela".
Pregi e difetti delle nostre avversarie?
"Spagna e Serbia giocano per l'oro come sempre. Hanno questo tipo di vissuto sia come Nazionale che come singoli giocatori nei vari club di Eurolega. Germania e Turchia, con caratteristiche diverse, sono squadre di taglia fisica superiore alla nostra e anche loro hanno talento diffuso e giocatori Nba. Soprattutto, giocheranno in casa data la numerosa comunità turca presente a Berlino e in tutta la Germania. Il palazzo sarà esaurito. L'Islanda gioca con la durezza, l'entusiasmo e l'assoluta atipicità di uno stile di gioco che la può rendere una mina vagante".
Per finire, come se lo aspetta questo Europeo?
"Vedo squadre di prima fascia assoluta come Francia, Serbia, Grecia e alcune altre subito dietro come Spagna, Lituania, Germania e Turchia, Croazia cui vorrei riuscisse ad aggiungersi l'Italia".