Basket, Trento e la rimonta record. Poeta: ''Dovevamo salvare almeno la faccia''
di NICOLA APICELLASotto nel secondo tempo di 33 punti a Cremona, la Dolomiti è riuscita nell'impresa di rimontare e conquistare i due punti. Trascinata dal play campano, tornato in Italia dopo due stagioni in Spagna. ''Non potevo scegliere meglio''
ROMA - Una delle rimonte più pazze che il nostro basket ricordi. Una partita che in America sarebbe diventata immediatamente la sceneggiatura di un film. Cremona, minuto 22 della sfida tra Vanoli e Trento. Il tabellone dice 56-23 in favore della squadra padrona di casa. In pratica partita in ghiaccio, direbbe Dan Peterson ''mamma butta la pasta''. Ma all'improvviso, come in ogni impresa che si rispetti, accade qualcosa. La scintilla che cambia la partita (vinta 83-76 da Trento). La miccia la accende Peppe Poeta, il play di Battipaglia arrivato alla Dolomiti per portare esperienza e qualità al servizio della formazione di Buscaglia. Inizia un'altra partita, Trento diventa padrona del campo, Cremona va in tilt, il parziale del secondo tempo è clamoroso: 60-27 in favore della Dolomiti, primato assoluto in serie A per una squadra in trasferta (è record invece la rimonta da -26 di metà gara). Poeta segna 18 punti dal 20' in ava…
ROMA - Una delle rimonte più pazze che il nostro basket ricordi. Una partita che in America sarebbe diventata immediatamente la sceneggiatura di un film. Cremona, minuto 22 della sfida tra Vanoli e Trento. Il tabellone dice 56-23 in favore della squadra padrona di casa. In pratica partita in ghiaccio, direbbe Dan Peterson ''mamma butta la pasta''. Ma all'improvviso, come in ogni impresa che si rispetti, accade qualcosa. La scintilla che cambia la partita (vinta 83-76 da Trento). La miccia la accende Peppe Poeta, il play di Battipaglia arrivato alla Dolomiti per portare esperienza e qualità al servizio della formazione di Buscaglia. Inizia un'altra partita, Trento diventa padrona del campo, Cremona va in tilt, il parziale del secondo tempo è clamoroso: 60-27 in favore della Dolomiti, primato assoluto in serie A per una squadra in trasferta (è record invece la rimonta da -26 di metà gara). Poeta segna 18 punti dal 20' in avanti con una serie incredibile di triple da nove metri. Chiude con 23 punti, 8 assist e 29 di valutazione. Chapeau.
Bentornato in serie A Poeta. Sia onesto, sul -33 cosa ha pensato?
"Che almeno dovevamo salvare la faccia e provare a fare qualcosa. La verità è che noi eravamo scarichi mentre Cremona era fin troppo carica. All'inizio c'è mancata energia e se viene meno quella diventiamo una squadra normale. Loro hanno avuto percentuali irreali tirando con l'80% da tre, il resto lo abbiamo fatto noi con scelte sbagliate, palle perse. Insomma, un disastro".
Cosa è successo nell'intervallo?
"Il coach ci ha detto che a quel punto era inutile parlare di tattica se prima non tiravamo fuori l'orgoglio. Bisognava salvare almeno la faccia, iniziare a difendere con energia e fare canestro. Pensare di riprenderla era difficile, ma siamo una squadra compatta, ci trasciniamo a vicenda e - credo si sia visto - non molliamo facilmente".
Nessun piano rimonta quindi.
"Siamo stati bravi a non andare ognuno per conto proprio ma a giocare di squadra, senza pensare di poterla risolvere con un tiro da 25 punti. Un po' alla volta, possesso dopo possesso. Cremona ha avuto un po' il braccino, noi ci siamo esaltati e l'abbiamo portata a casa''.
Due anni in Spagna, adesso Trento.
"In Spagna sono stato benissimo, esperienza fantastica. Nell'ultima stagione mi sono fatto male al ginocchio e ho giocato poco. Potevo rimanere lì, ma credo che Trento in questo momento sia una delle società più solide in Italia. C'è un progetto, idee chiare, un club che ha voglia di confermarsi in Italia e affermarsi in Europa. Mi sembrava un'ottima opportunità per ripartire dopo un anno difficile e l'ho presa al volo".
Che ambiente ha trovato?
"Una famiglia, e non lo dico perché finora sta andando tutto bene. La squadra è integrata nel tessuto sociale della città. C'è passione ma al tempo stesso grande serenità. E poi organizzazione super, davvero un bel posto per giocare a pallacanestro".
Buscaglia che allenatore è?
"Una persona molto umile, sono convinto che farà una grande carriera. Ha tanta voglia di fare, energia, è uno che ha fatto la gavetta, sa cosa significa soffrire. Ha idee chiare, sa cosa vuole e dove vuole arrivare".
Poeta cosa porta a Trento?
"Sicuramente esperienza. Non sono più un ragazzino, questo è il mio decimo campionato di serie A. Oggi riesco ad interpretare le gare in maniera più serena. Prima magari ero più aggressivo, non aspettavo che la partita venisse da me. Ora riesco a leggere le situazioni, capisco se serve fare canestro o dare equilibrio".
Le faccio i nomi di due suoi compagni: Wright e Flaccadori.
"Wright è il potenziale mvp del campionato, un giocatore completo, con un'energia pazzesca. Può giocare tre ruoli, dall'ala al pivot, è molto duttile ed è una persona eccezionale, Flaccadori è un talento che sta crescendo, credo sia nel posto giusto al momento giusto".
Cosa le piace di questo campionato?
"Che siamo primi in classifica... Scherzi a parte, il fatto che finalmente i club iniziano a credere nei giocatori italiani. Ci sono squadre come noi e Reggio Emilia che hanno un'ossatura italiana, club che gli italiani li fanno partire in quintetto. Un segnale importante".
Capitolo Nazionale, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto dopo l'Europeo?
"Senza dubbio mezzo pieno. Negli ultimi quattro anni con coach Pianigiani si è sempre fatto un passo avanti, credo che essere arrivati nelle prime sei e aver conquistato la qualificazione al preolimpico non sia un cattivo risultato".
A proposito di risultati, metta la firma sotto gli obiettivi stagionali di Trento.
"Conquistare i play off, qualificarci alla Final Eight di coppa Italia e passare il primo turno di Eurocup. Può bastare no?".
Bentornato in serie A Poeta. Sia onesto, sul -33 cosa ha pensato?
"Che almeno dovevamo salvare la faccia e provare a fare qualcosa. La verità è che noi eravamo scarichi mentre Cremona era fin troppo carica. All'inizio c'è mancata energia e se viene meno quella diventiamo una squadra normale. Loro hanno avuto percentuali irreali tirando con l'80% da tre, il resto lo abbiamo fatto noi con scelte sbagliate, palle perse. Insomma, un disastro".
Cosa è successo nell'intervallo?
"Il coach ci ha detto che a quel punto era inutile parlare di tattica se prima non tiravamo fuori l'orgoglio. Bisognava salvare almeno la faccia, iniziare a difendere con energia e fare canestro. Pensare di riprenderla era difficile, ma siamo una squadra compatta, ci trasciniamo a vicenda e - credo si sia visto - non molliamo facilmente".
Nessun piano rimonta quindi.
"Siamo stati bravi a non andare ognuno per conto proprio ma a giocare di squadra, senza pensare di poterla risolvere con un tiro da 25 punti. Un po' alla volta, possesso dopo possesso. Cremona ha avuto un po' il braccino, noi ci siamo esaltati e l'abbiamo portata a casa''.
Due anni in Spagna, adesso Trento.
"In Spagna sono stato benissimo, esperienza fantastica. Nell'ultima stagione mi sono fatto male al ginocchio e ho giocato poco. Potevo rimanere lì, ma credo che Trento in questo momento sia una delle società più solide in Italia. C'è un progetto, idee chiare, un club che ha voglia di confermarsi in Italia e affermarsi in Europa. Mi sembrava un'ottima opportunità per ripartire dopo un anno difficile e l'ho presa al volo".
Che ambiente ha trovato?
"Una famiglia, e non lo dico perché finora sta andando tutto bene. La squadra è integrata nel tessuto sociale della città. C'è passione ma al tempo stesso grande serenità. E poi organizzazione super, davvero un bel posto per giocare a pallacanestro".
Buscaglia che allenatore è?
"Una persona molto umile, sono convinto che farà una grande carriera. Ha tanta voglia di fare, energia, è uno che ha fatto la gavetta, sa cosa significa soffrire. Ha idee chiare, sa cosa vuole e dove vuole arrivare".
Poeta cosa porta a Trento?
"Sicuramente esperienza. Non sono più un ragazzino, questo è il mio decimo campionato di serie A. Oggi riesco ad interpretare le gare in maniera più serena. Prima magari ero più aggressivo, non aspettavo che la partita venisse da me. Ora riesco a leggere le situazioni, capisco se serve fare canestro o dare equilibrio".
Le faccio i nomi di due suoi compagni: Wright e Flaccadori.
"Wright è il potenziale mvp del campionato, un giocatore completo, con un'energia pazzesca. Può giocare tre ruoli, dall'ala al pivot, è molto duttile ed è una persona eccezionale, Flaccadori è un talento che sta crescendo, credo sia nel posto giusto al momento giusto".
Cosa le piace di questo campionato?
"Che siamo primi in classifica... Scherzi a parte, il fatto che finalmente i club iniziano a credere nei giocatori italiani. Ci sono squadre come noi e Reggio Emilia che hanno un'ossatura italiana, club che gli italiani li fanno partire in quintetto. Un segnale importante".
Capitolo Nazionale, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto dopo l'Europeo?
"Senza dubbio mezzo pieno. Negli ultimi quattro anni con coach Pianigiani si è sempre fatto un passo avanti, credo che essere arrivati nelle prime sei e aver conquistato la qualificazione al preolimpico non sia un cattivo risultato".
A proposito di risultati, metta la firma sotto gli obiettivi stagionali di Trento.
"Conquistare i play off, qualificarci alla Final Eight di coppa Italia e passare il primo turno di Eurocup. Può bastare no?".