ROMA - Piccoli ma forti. Con Pistoia, capolista a punteggio pieno insieme a Reggio Emilia, l'altra sorpresa di questo scorcio iniziale di campionato è Capo d'Orlando. Due vittorie e una sconfitta (a Venezia dopo un overtime) il bilancio nelle prime tre giornate della Betaland, squadra costruita in estate seguendo una traccia ben precisa. La racconta Giulio Griccioli, senese della contrada del Nicchio, cresciuto nel settore giovanile della Mens Sana, seconda stagione in Sicilia dopo la salvezza di un anno fa. "Nel provare a pianificare, un piccolo club non deve differenziarsi più di tanto da una grande squadra. Certo lo fa con mezzi minori, ed è per questo che bisogna inventarsi qualcosa".
Che tradotto in idee nel vostro caso significa?
"Con il giemme Peppe Sindoni, un ragazzo giovane ma che ha piena conoscenza della pallacanestro, abbiamo deciso di puntare su un profilo diverso, dare cioè un'impronta futura alla squadra di quest'anno. Abbiamo preso ragazzi giovani, alcuni da tornei sconosciuti, inserendoli in un gruppo dove la strada è indicata dai più esperti".
I vostri ''vecchietti terribili''. Basile, 41 anni a gennaio, e Nicevic, 39 primavere abbondanti, c'erano già. Sono arrivati Ilievski, 35 anni, e Jasaitis, 33.
"Tutti giocatori che io chiamo 'di scuola', che provengono da un passato che li ha portati a fare esperienze che molti dei loro compagni soltanto sognano e tantissimi dei loro avversari neanche possono immaginare".
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Una formula che al momento sembra indovinata.
"Dico la verità, non ci aspettavamo di partire così bene. Abbiamo avuto un po' di problemi durante la preparazione, inserito Ilievski a dieci giorni dall'inizio del campionato. Aver vinto già due partite ci lascia fiduciosi del lavoro che stiamo facendo ma anche consapevoli che siamo solo alla terza giornata e che è troppo presto per restare tranquilli''.
Nel vostro roster ci sono due '98, due '96 e due '95. Come si fa a far andare d'accordo gioventù ed esperienza?
"La difficoltà maggiore per un allenatore è proprio questa. Noi lavoriamo al mattino con gli americani (Bowers, attualmente fermo per infortunio, e Oriakhi) e i più giovani, non solo sulla tecnica individuale ma anche sulla conoscenza del gioco. I giovani devono avere voglia di imparare, di crescere un po' alla volta. Il club gli offre l'opportunità di farlo in un campionato importante. Faccio due esempi, Laquintana e Perl. Laquintana veniva da una stagione importante a Biella in A2, lo abbiamo richiamato, si è scontrato con un livello mai toccato prima ma ha risposto bene. Perl, un ragazzo ungherese di 20 anni con potenzialità da giocatore di prima fascia, si è trovato catapultato in quintetto per l'infortunio di Stojanovic (un classe '97 di cui si dice un gran bene, ndr) senza soffrire la responsabilità che gli è finita sulle spalle".
Come avete convinto Jasaitis?
"Con lui la scintilla è scoccata subito. Quando gli ho parlato di quello che sarebbe stato il suo ruolo all'interno della squadra, della leadership tecnica che volevamo dargli, lui è rimasto colpito e mi ha ringraziato. Così come Ilievski si è messo a disposizione con umiltà, senso di ruolo, per un allenatore gestire un gruppo così è molto stimolante''.
Basile invece è la sicurezza. Non passa mai di moda.
"Penso siano due i fattori che lo hanno convinto a continuare. La magia di Capo d'Orlando, un posto dove persone di spessore come Gianluca si sentono protette e allo stesso tempo stimolate. E poi il modo in cui è stata costruita la squadra, il mix di esperti e giovani, con due americani che arrivano da esperienze di college di alto livello e la forte matrice europea".
Al secondo anno di serie A Griccioli che allenatore è?
"Ho fatto un percorso credo graduale, spero e credo di essere cresciuto rispetto a quando sono uscito dal settore giovanile. Capo d'Orlando è un posto speciale, nel quale si lavora bene, con una società che se crede in qualcosa va fino in fondo. Io qui sto benissimo e penso solo a dare il meglio. Al futuro penseremo più avanti''.
Pistoia in testa, voi subito dietro. E' il campionato della sorprese.
"L'inizio è un momento di assestamento per tanti. Ci sono squadre che si trovano ad affrontare le coppe, la prima settimana con tre partite e pochi allenamenti. Alla lunga credo che i valori reali delle squadre verranno fuori e si delineeranno le fasce di appartenenza. Noi speriamo di essere non nell'ultima fascia ma comunque in vetta all'ultima in modo da raggiungere l'obiettivo principale che è quello di una salvezza tranquilla e la crescita di questi ragazzi che possano costruire l'ossatura portante della squadra della prossima stagione".
Che tradotto in idee nel vostro caso significa?
"Con il giemme Peppe Sindoni, un ragazzo giovane ma che ha piena conoscenza della pallacanestro, abbiamo deciso di puntare su un profilo diverso, dare cioè un'impronta futura alla squadra di quest'anno. Abbiamo preso ragazzi giovani, alcuni da tornei sconosciuti, inserendoli in un gruppo dove la strada è indicata dai più esperti".
I vostri ''vecchietti terribili''. Basile, 41 anni a gennaio, e Nicevic, 39 primavere abbondanti, c'erano già. Sono arrivati Ilievski, 35 anni, e Jasaitis, 33.
"Tutti giocatori che io chiamo 'di scuola', che provengono da un passato che li ha portati a fare esperienze che molti dei loro compagni soltanto sognano e tantissimi dei loro avversari neanche possono immaginare".
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Una formula che al momento sembra indovinata.
"Dico la verità, non ci aspettavamo di partire così bene. Abbiamo avuto un po' di problemi durante la preparazione, inserito Ilievski a dieci giorni dall'inizio del campionato. Aver vinto già due partite ci lascia fiduciosi del lavoro che stiamo facendo ma anche consapevoli che siamo solo alla terza giornata e che è troppo presto per restare tranquilli''.
Nel vostro roster ci sono due '98, due '96 e due '95. Come si fa a far andare d'accordo gioventù ed esperienza?
"La difficoltà maggiore per un allenatore è proprio questa. Noi lavoriamo al mattino con gli americani (Bowers, attualmente fermo per infortunio, e Oriakhi) e i più giovani, non solo sulla tecnica individuale ma anche sulla conoscenza del gioco. I giovani devono avere voglia di imparare, di crescere un po' alla volta. Il club gli offre l'opportunità di farlo in un campionato importante. Faccio due esempi, Laquintana e Perl. Laquintana veniva da una stagione importante a Biella in A2, lo abbiamo richiamato, si è scontrato con un livello mai toccato prima ma ha risposto bene. Perl, un ragazzo ungherese di 20 anni con potenzialità da giocatore di prima fascia, si è trovato catapultato in quintetto per l'infortunio di Stojanovic (un classe '97 di cui si dice un gran bene, ndr) senza soffrire la responsabilità che gli è finita sulle spalle".
Come avete convinto Jasaitis?
"Con lui la scintilla è scoccata subito. Quando gli ho parlato di quello che sarebbe stato il suo ruolo all'interno della squadra, della leadership tecnica che volevamo dargli, lui è rimasto colpito e mi ha ringraziato. Così come Ilievski si è messo a disposizione con umiltà, senso di ruolo, per un allenatore gestire un gruppo così è molto stimolante''.
Basile invece è la sicurezza. Non passa mai di moda.
"Penso siano due i fattori che lo hanno convinto a continuare. La magia di Capo d'Orlando, un posto dove persone di spessore come Gianluca si sentono protette e allo stesso tempo stimolate. E poi il modo in cui è stata costruita la squadra, il mix di esperti e giovani, con due americani che arrivano da esperienze di college di alto livello e la forte matrice europea".
Al secondo anno di serie A Griccioli che allenatore è?
"Ho fatto un percorso credo graduale, spero e credo di essere cresciuto rispetto a quando sono uscito dal settore giovanile. Capo d'Orlando è un posto speciale, nel quale si lavora bene, con una società che se crede in qualcosa va fino in fondo. Io qui sto benissimo e penso solo a dare il meglio. Al futuro penseremo più avanti''.
Pistoia in testa, voi subito dietro. E' il campionato della sorprese.
"L'inizio è un momento di assestamento per tanti. Ci sono squadre che si trovano ad affrontare le coppe, la prima settimana con tre partite e pochi allenamenti. Alla lunga credo che i valori reali delle squadre verranno fuori e si delineeranno le fasce di appartenenza. Noi speriamo di essere non nell'ultima fascia ma comunque in vetta all'ultima in modo da raggiungere l'obiettivo principale che è quello di una salvezza tranquilla e la crescita di questi ragazzi che possano costruire l'ossatura portante della squadra della prossima stagione".