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Basket, Nba; la nuova sfida di Belinelli: "Sacramento, ti porto ai playoff"

Dopo aver lasciato San Antonio, la guardia azzurra si appresta a iniziare la sua nona stagione in America: "Da troppo tempo i Kings non giocano la post-season, speriamo di farcela: qui ho nuove responsabilità, non vedo l'ora di iniziare. Karl è un grande allenatore, sono felice di giocare con Rondo, Gay e Cousins. L'Europeo ancora brucia, ero convinto che potessimo vincere"

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ROMA - Ha lottato per dimostrare al mondo di essere un giocatore all'altezza dell'NBA, superando le prime stagioni difficili con Golden State e Toronto e la tentazione di tornare in Europa, dove avrebbe potuto comodamente recitare un ruolo da protagonista. Il parquet, passo dopo passo, gli ha dato ragione. New Orleans, Chicago, poi San Antonio, fino alla vittoria del titolo. La nuova sfida di Marco Belinelli si chiama Sacramento, che ha puntato su di lui, facendogli firmare un contratto importante e chiedendogli di trasferire esperienza e mentalità vincente a una franchigia che da troppi anni rimane fuori dai playoff. Alla vigilia della sua nona stagione NBA, la guardia di San Giovanni in Persiceto racconta le sue sensazioni.

Passare da una realtà e un'organizzazione storicamente vincente come San Antonio a una che vuole migliorare come quella dei Kings è una sfida senza dubbio diversa rispetto alle altre vinte in passato: cosa cambierà?
"Sicuramente sono due ambienti profondamente differenti: San Antonio da anni è al top per risultati, giocatori e organizzazione. Ora mi trovo in una franchigia che vuole crescere, l'obiettivo è tornare ai playoff dopo tanti anni. Voglio scendere in campo per dare professionalità e mentalità vincente a questo gruppo, allenamento dopo allenamento fino alle partite, per iniziare da subito col piede giusto. Ho ottimi compagni di squadra, con talento e potenziale. Dal mio punto di vista non cambierà molto ma voglio riuscire a ritagliarmi un ruolo importante, andare ai playoff dopo tanti anni che mancano. Penso sia uno step decisivo per una crescita ulteriore. Noi ovviamente scenderemo in campo come se dovessimo vincere il titolo, in una stagione NBA possono succedere tante cose. Vogliamo dimostrare coi fatti che possiamo fare bene. Per me è una grande sfida e sono pronto a raccoglierla, dando sempre il massimo".

Quali sono i piani di coach Karl e com'è lavorare con lui? Vedremo un Belinelli in quintetto o pronto a uscire dalla panchina?
"Mi trovo benissimo, è un allenatore che rispetto e che ha fatto la storia della NBA. Ha un suo stile di gioco molto vivo, molto divertente, ti lascia giocare ed è una cosa molto positiva. Partire in quintetto o dalla panchina non fa differenza, devo in ogni caso essere aggressivo, portare punti e creare per i miei compagni. Penso voglia farmi partire dalla panchina perché è contento di quello che posso dare fuori dallo starting five ma sono a disposizione, la stagione Nba è lunga e tante cose possono cambiare in corso d'opera. Quello che conta è portare alla vittoria Sacramento".

Sarà l'occasione giusta per togliersi la curiosità di giocare con un play come Rondo e con altri giocatori importanti come Cousins e Gay.
"Sono contentissimo di giocare con Rondo, è un leader, lo vedo molto carico per la stagione, vuole fare bene con la maglia dei Kings. È un fantastico compagno di squadra, avere un playmaker come lui che ti mette in ritmo e ti cerca tanto è qualcosa di fantastico. Cousins è un talento pazzesco, speriamo che faccia benissimo anche quest'anno. Rudy Gay secondo me era a livello All Star già a Memphis. Abbiamo tanta voglia di ottenere risultati, arrivare ai playoff ed essere la sorpresa dell'Nba".

Tra i tanti complimenti spesi da coach Karl c'è quello relativo alle doti difensive: quanto ha inciso l'incontro con due allenatori come Thibodeau e Popovich?
"Conta molto la volontà e la voglia di imparare: ho avuto la fortuna di crescere tanto già con coach Monty Williams a New Orleans, poi ovviamente a Chicago e San Antonio. È un bagaglio che ti porti dietro e cerchi di utilizzare per fare bene".

State provando dei quintetti piccoli che prevedano l'utilizzo del doppio play Rondo-Collison?
"Ci troveremo spesso sul parquet con 4 piccoli e Cousins da 5, con Gay ala grande e noi tre insieme. Sono sempre decisioni che spettano al coach e le valutazioni cambiano in base alla partita e agli avversari ma credo possa essere una soluzione molto utile per noi".

Il contratto importante firmato in estate provoca anche una considerazione diversa da parte di tutta l'organizzazione dei Kings?
"Assolutamente sì, qui sicuramente ci sono tanti schemi per me, ho più responsabilità e di questo sono molto contento. Devo portare mentalità vincente e dare qualche consiglio ai giocatori più giovani, penso ad esempio a Ben (McLemore) che è la nostra guardia. Sono veramente felice e non vedo l'ora di iniziare questa nuova avventura".

Uno dei temi caldi in NBA è la possibile riforma del sistema delle conference: qual è l'opinione di chi ha giocato ad altissimi livelli sia nella Eastern che nella Western Conference?
"C'è sicuramente un livello altissimo nella Western, dalla prima all'ultima squadra si trovano sempre franchigie fortissime, mentre a Est ci sono sempre tre-quattro squadre in lotta. Cleveland arriverà quasi sicuramente in finale, è nettamente la più forte a Est, dove c'è un passo diverso rispetto alla Western. Quando ero a Chicago anche il livello dei playoff era inferiore rispetto alle squadre che ho affrontato nei playoff a Ovest con San Antonio. Probabilmente si dovrebbe trovare una via di mezzo ma mi rendo conto che non è una cosa facile".

Dunque, Cleveland strafavorita a Est. E a Ovest?
"Le squadre più forti rimangono San Antonio, i Clippers, che vedo davvero molto bene quest'anno, Oklahoma City, chiaramente Golden State anche se vincere due titoli consecutivi è difficilissimo e l'ho provato sulla mia pelle nella mia esperienza con gli Spurs. Ci sono alcune squadre, come Portland e Dallas, che hanno subito un contraccolpo rispetto allo scorso anno. Noi dovremo essere bravi ad approfittarne, giocando bene da subito ed entrando nelle prime otto. Penso sia fondamentale l'avvio di stagione, se parti bene aumenta la fiducia".

Non c'è più Datome e saranno tre gli italiani al via: un parere sulla stagione che attende Gallinari, chiamato a essere l'uomo franchigia di Denver, e Bargnani, che ha firmato con Brooklyn.
"Il Mago spero possa trovare il suo ritmo in una realtà nuova come quella dei Nets anche se ha avuto qualche infortunio di troppo ultimamente. Il Gallo è fortissimo, adesso oltre a portare punti dovrà anche essere un punto di riferimento fuori dal campo, il leader di Denver. Entrambi hanno le qualità per disputare un'ottima stagione".

Facendo un passo indietro e rimanendo in tema Italbasket, cosa resta del cammino azzurro nell'Europeo?
"C'è qualcosa di positivo, c'è stato un grande risveglio del movimento anche grazie alla visibilità che ci ha dato Sky. Ma non siamo riusciti a vincere e il resto conta poco. Io speravo veramente che potessimo fare bene, non lo dico per dire: ero convinto che potessimo vincere l'Europeo. Avevamo buone carte per farcela, in quelle due settimane non sai mai cosa può capitare. Vedevo squadre avanti come la Serbia, alla fine ha vinto la Spagna che noi avevamo battuto nel girone. Mi sono trovato benissimo con il gruppo, siamo cresciuti da tutti i punti di vista, in campo e fuori dal campo, speriamo di poter ottenere risultati in futuro".

Da una Nazionale a un'altra: che impatto avrà Gregg Popovich come futuro coach di Team USA?
"Sono contentissimo per lui, non è una sorpresa visto che è uno dei migliori coach al mondo, parliamo già di una squadra fortissima che ora avrà anche un qualcosa in più".

Dopo San Francisco, Toronto, New Orleans, Chicago e San Antonio, è il turno di Sacramento: com'è la città?
"Mi trovo molto bene, è una bella città e c'è un clima fantastico: in California non sbagli mai. Sto molto bene negli Stati Uniti durante la stagione cestistica ma se devo pensare in questo momento a dove sarò tra 10-15 anni non mi vedo qui. Amo Bologna, amo San Giovanni in Persiceto, amo l'Italia".
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