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Basket, Cremona sorpresa tra le grandi. Pancotto: ''Idee e coraggio per salvarci''

La Vanoli è la squadra del momento, in serie positiva da quattro giornate cercherà nel posticipo di Pesaro di allungare la serie positiva. ''L'ambiente fa la differenza. Il mio sogno resta lo scudetto''

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ROMA - E' la squadra più calda del momento, Cremona. Dopo aver vinto una sola volta nelle prime quattro giornate (perdendo al supplementare a Sassari e in casa con Trento sperperando un +33 nel secondo tempo) la Vanoli è in striscia positiva da quattro turni. Nell'ultimo ha fermato la marcia della capolista Pistoia agganciando a quota 10 il gruppetto di chi insegue le due di testa (con i toscani c'è Milano), lunedì nel posticipo fa visita a Pesaro per continuare a volare.

Quattro vittorie consecutive, una classifica mai così bella. Coach Pancotto dove vuole arrivare Cremona?
"Siamo una squadra che deve lottare per non retrocedere, non dobbiamo mai dimenticarlo. Teniamo i piedi a terra, che poi è un po' lo stile della società Vanoli. Abbiamo perso partite - con Sassari e Trento - che potevamo vincere, ma la cosa più importante è che abbiamo la consapevolezza di quello che dobbiamo fare per salvarci. Nelle ultime sei giornate abbiamo vinto cinque volte, a dimostrazione che il lavoro con metodo e continuità può dare i suoi frutti. Quest'anno, rispetto al passato, c'è un campionato più effervescente, ci sono squadre come Torino che hanno 4 punti ma hanno battuto big come Milano. E' un torneo difficile, l'importante è rimanere realisti di fronte al tuo obiettivo e a quello che il campionato ti propone''.

Anche quest'anno Cremona ha puntato molto sul nucleo italiano.
"Fa parte di un progetto, è una scelta fatta con idee e coraggio. Già lo scorso anno avevamo sei italiani e quattro extracomunitari, quest'anno abbiamo cavalcato la stessa onda. E chi ci ha lasciato lo ha fatto perché è cresciuto ed ha trovato un ingaggio migliore. Vogliamo essere una guida, non copiare nessuno. Ci piace pensare che per ottenere un risultato dobbiamo percorrere una strada lunga, siamo all'inizio ma sappiamo dove vogliamo arrivare''.
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Tolte poche eccezioni il sistema sembra però far fatica a cambiare marcia.
"Credo che molto andrebbe fatto alla base, il campionato di serie A dovrebbe essere il culmine di una progettualità che viene dal basso. E poi dobbiamo insegnare ai ragazzi italiani a competere. Si possono avere idee diverse ma dobbiamo credere nei giocatori italiani, nella forza di quello che è il loro valore, anche perché dobbiamo irrobustire la nostra storia di giocatori fatti per il nostro campionato''.

Parlando di italiani, quanto è stato importante il ritorno di Vitali?
"Nei primi mesi senza Luca è stato fondamentale aver distribuito sugli altri le responsabilità. Il gruppo ha risposto benissimo, sono arrivate vittorie che hanno consentito a Vitali di recuperare senza fretta, di entrare con personalità ma senza spostare gli equilibri e le gerarchie che avevamo creato. Ora Luca deve prendere in mano la squadra. In sua assenza il leader era la qualità del gioco, con Vitali dobbiamo integrare la qualità del gioco con la spinta che ci viene da lui''.

La scelta di Sassari di esonerare Sacchetti ha fatto molto rumore. Che idea si è fatto?
"Ai tempi dei miei inizi si facevano progetti industriali di tre-cinque anni e si andava avanti. Oggi si fanno sempre progetti industriali ma con fini finanziari, per cui c'è fretta e non si ha pazienza. I numeri e i trofei vinti dicono che Sassari ha fatto un grandissimo lavoro, non so perché si è arrivati a questa decisione, ma non deve essere stata facile prenderla e tantomeno subirla".

Che campionato sta vedendo?
"Disarticolato perché ci sono tanti risultati strani, effervescente perché in alto domina la provincia. Il ruolo di Cremona? Siamo al settimo anno di A, la parola d'ordine è non fare mai il passo più lungo della gamba. Negli ultimi tre anni la società ha iniziato a programmare, a dare continuità al lavoro. Qui c'è educazione al basket, possibilità di lavorare, si vive in un clima sano dove la gente sa apprezzare le cose che si fanno. I momenti di entusiasmo e quelli negativi si vivono allo stesso modo, credo che questo equilibrio sia alla base dei buoni risultati".

Pancotto, il suo sogno resta sempre lo scudetto?
"Il sogno e soprattutto l'impegno. Ogni giorno, ogni secondo della mia vita lavoro affinché questo sogno possa realizzarsi".
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