MILANO - Al netto di una polemica sullo scudetto perso lo scorso anno, polemica che scatena in un amen una ridda di reazioni prima di chiudersi davanti ad un post di scuse, Andrea Cinciarini può godersi la festa. La coppa Italia che torna a Milano dopo 20 anni porta anche la firma del play della nazionale, al secondo trofeo in carriera dopo l'EuroChallenge conquistata nel 2014 con Reggio Emilia.
Vittoria doveva essere e vittoria è stata, Cinciarini.
"Volevamo questa coppa, perché erano tanti anni che Milano non la vinceva e anche per dare un segnale, per tracciare la strada".
Milano squadra da battere.
"Nessuno si è mai tirato dietro, ma spesso si dimentica che i successi si costruiscono col tempo. Questa è una squadra nuova, che ha dovuto fare i conti con tanti infortuni e che di recente ha inserito tre giocatori. Non è facile trovare gli equilibri giusti, quantomeno serve un po' di tempo e tanta fiducia".
Siete passati attraverso due delusioni.
"La sconfitta in Supercoppa e una Eurolega che non è stata all'altezza delle aspettative. Ecco perché ci tenevamo particolarmente a vincere la coppa Italia, lo dovevamo a noi stessi, al signor Armani che ogni anno investe tantissimi soldi, ai nostri tifosi".
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Anche per lei l'inizio di stagione non è stato dei più semplici.
"Ma io sapevo che non sarebbe stato facile. Ho lasciato una seconda casa come Reggio Emilia, la mia voglia di vincere era tanta. E' vero, ho fatto fatica, non conoscevo schemi, compagni. Se mi do un merito è quello di non aver mai mollato".
I risultati pian piano iniziano a vedersi.
"E' cresciuta l'intesa con Repesa, mi richiama tantissimo durante la partita. Lui è un grande allenatore e giustamente vuole sempre il massimo".
Che segnale lanciate alle vostre avversarie?
"E' stato importante vincere la coppa perché è il primo trofeo del 2016 e vogliamo non sia l'ultimo. Vogliamo arrivare in fondo all'Eurocup e poi c'è uno scudetto da vincere. Tra un po' recupereremo anche Alessandro Gentile, il nostro capitano. Posso solo immaginare quanto ha sofferto a non poter giocare, ma sono sicuro che tornerà più forte di prima e ci darà una grande mano".
Una Milano ricca di talento ma non solo.
"Credo che in queste Final Eight si sia vista la mano di Repesa. Lui vuole una squadra aggressiva per 40'. Ognuno di noi ha la possibilità di essere protagonista, dobbiamo andare avanti così. Questa è una squadra che forse ha meno talento di quelle del passato ma che ha più gente che vuole sbucciarsi le ginocchia. Il talento da solo non basta. Quello che ha fatto la differenza in queste tre partite è che ognuno di noi ha tolto qualcosa a se stesso per darlo alla squadra. Ma sia chiaro, questo successo deve essere solo l'inizio''.
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Vittoria doveva essere e vittoria è stata, Cinciarini.
"Volevamo questa coppa, perché erano tanti anni che Milano non la vinceva e anche per dare un segnale, per tracciare la strada".
Milano squadra da battere.
"Nessuno si è mai tirato dietro, ma spesso si dimentica che i successi si costruiscono col tempo. Questa è una squadra nuova, che ha dovuto fare i conti con tanti infortuni e che di recente ha inserito tre giocatori. Non è facile trovare gli equilibri giusti, quantomeno serve un po' di tempo e tanta fiducia".
Siete passati attraverso due delusioni.
"La sconfitta in Supercoppa e una Eurolega che non è stata all'altezza delle aspettative. Ecco perché ci tenevamo particolarmente a vincere la coppa Italia, lo dovevamo a noi stessi, al signor Armani che ogni anno investe tantissimi soldi, ai nostri tifosi".
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Anche per lei l'inizio di stagione non è stato dei più semplici.
"Ma io sapevo che non sarebbe stato facile. Ho lasciato una seconda casa come Reggio Emilia, la mia voglia di vincere era tanta. E' vero, ho fatto fatica, non conoscevo schemi, compagni. Se mi do un merito è quello di non aver mai mollato".
I risultati pian piano iniziano a vedersi.
"E' cresciuta l'intesa con Repesa, mi richiama tantissimo durante la partita. Lui è un grande allenatore e giustamente vuole sempre il massimo".
Che segnale lanciate alle vostre avversarie?
"E' stato importante vincere la coppa perché è il primo trofeo del 2016 e vogliamo non sia l'ultimo. Vogliamo arrivare in fondo all'Eurocup e poi c'è uno scudetto da vincere. Tra un po' recupereremo anche Alessandro Gentile, il nostro capitano. Posso solo immaginare quanto ha sofferto a non poter giocare, ma sono sicuro che tornerà più forte di prima e ci darà una grande mano".
Una Milano ricca di talento ma non solo.
"Credo che in queste Final Eight si sia vista la mano di Repesa. Lui vuole una squadra aggressiva per 40'. Ognuno di noi ha la possibilità di essere protagonista, dobbiamo andare avanti così. Questa è una squadra che forse ha meno talento di quelle del passato ma che ha più gente che vuole sbucciarsi le ginocchia. Il talento da solo non basta. Quello che ha fatto la differenza in queste tre partite è che ognuno di noi ha tolto qualcosa a se stesso per darlo alla squadra. Ma sia chiaro, questo successo deve essere solo l'inizio''.
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