✕

Basket, Eurolega; Gherardini: ''Stavolta il Fenerbahce vuole vincere. Datome una sorpresa"

Da venerdì a Berlino la Final Four, il giemme dei turchi non si nasconde: ''Il Cska ha ancora qualcosa in più, noi rispetto ad un anno fa siamo più pronti''. Sull'azzurro: ''Grande giocatore ma soprattutto ragazzo super. Bargnani? Tanta sfortuna, se torna in Europa può essere uno dei top per 3-4 anni''
3 minuti di lettura
ROMA - Gigi Datome ci prova dal campo, lui da dietro la scrivania. Maurizio Gherardini è l'altro spicchio d'Italia colorato di gialloblù alla Final Four di Eurolega, in programma da venerdì a domenica a Berlino. Ex vicepresidente dei Toronto Raptors, Gherardini - quattro scudetti da dirigente alla Benetton Treviso - da due anni è il giemme di un Fenerbahce per il secondo anno di fila tra le migliori quattro d'Europa.

Che Final Four si aspetta?
"Lo scorso anno eravamo gli invitati al ballo per la prima volta, sapevamo di trovare squadre più pronte della nostra e che dovevamo studiare come diventare più grandi. In questa stagione fin dall'inizio l'obiettivo era di tornare alla Final Four ma di farlo con ambizioni e convinzioni diverse. Credo che il gap con chi sta davanti si sia ulteriormente ridotto, non so se vinceremo ma la differenza rispetto ad un anno fa è che oggi vogliamo giocarci le nostre chance".
…
ROMA - Gigi Datome ci prova dal campo, lui da dietro la scrivania. Maurizio Gherardini è l'altro spicchio d'Italia colorato di gialloblù alla Final Four di Eurolega, in programma da venerdì a domenica a Berlino. Ex vicepresidente dei Toronto Raptors, Gherardini - quattro scudetti da dirigente alla Benetton Treviso - da due anni è il giemme di un Fenerbahce per il secondo anno di fila tra le migliori quattro d'Europa.

Che Final Four si aspetta?
"Lo scorso anno eravamo gli invitati al ballo per la prima volta, sapevamo di trovare squadre più pronte della nostra e che dovevamo studiare come diventare più grandi. In questa stagione fin dall'inizio l'obiettivo era di tornare alla Final Four ma di farlo con ambizioni e convinzioni diverse. Credo che il gap con chi sta davanti si sia ulteriormente ridotto, non so se vinceremo ma la differenza rispetto ad un anno fa è che oggi vogliamo giocarci le nostre chance".
Parliamo delle avversarie. Caja Laboral e Lokomotiv Kuban si presentano a Berlino da esordienti, il Cska non vince l'Eurolega dal 2008 ma è una presenza praticamente fissa.
"Kuban la conosciamo bene, ci abbiamo giocato contro due volte. Sicuramente loro e Caja (avversario del Fenerbahce nella seconda semifinale, ndr) sono state le sorprese reali di questa Eurolega, hanno puntato su giocatori - vedi Bourousis che era reduce da stagioni non felici primi a Milano e poi a Madrid - che avevano una storia importante ma non davano la certezza di poter portare una squadra così avanti. Delle quattro il Cska è quella che ha l'abitudine a giocare queste partite ma anche giocatori che hanno già giocato e vinto gare così importanti. Un vantaggio non da poco quando sei sotto pressione".
L'allenatore più vincente (8 volte campione d'Europa) però lo avete voi. Obradovic.
"Lui rientra nella categoria degli assi fuori dal normale. Non è facile trovare persone che raggiungono il massimo successo ma restano ugualmente affamati di vittorie. La sua grandezza, al di là delle qualità come allenatore che sono indiscutibili, sta nel riuscire a trasmettere a chi gli sta intorno questa voglia di non perdere mai. Non si vince tanto se non si hanno doti straordinarie. Lui riesce a entrare nella testa dei giocatori e a trasmettere loro il suo dna di vincente".
Zelimir Obradovic 
Lei con le finali di Eurolega non ha un grandissimo feeling. La sesta occasione può essere quella buona?
"Ne ho giocate quattro con il Benetton, con il Fenerbahce è la seconda. Più che alle sconfitte guardo al fatto che per perdere le partite bisogna arrivare a giocarle. Vincere l'Eurolega è un obiettivo che si sogna per tutta la vita, non è una cattiva cosa avere ogni anno la possibilità di raggiungerlo, certo non sarebbe male riuscire ogni tanto a metterci le mani sopra".
L'idolo dei tifosi del Fenerbahce è un italiano. Gigi Datome l'ha sorpresa?
"Siamo contentissimi di averlo con noi e non solo per le sue qualità di giocatore. In fondo lo conoscevamo, almeno sulla carta sapevamo cosa poteva fare. Non avremmo mai immaginato che sarebbe riuscito ad integrarsi con la facilità con cui si è integrato, che avrebbe assunto questa leadership dentro al gruppo e che il gruppo gliela riconoscesse. Abbiamo scoperto un Gigi molto versatile, in grado di fare tantissime cose, di giocare e sacrificarsi nelle situazioni più diverse. La cosa ancora più apprezzabile è aver trovato una persona che al di là di quello che fa sul campo ti sorprende per il tipo di ragazzo che è, per come ragiona, per come legge un libro o parla di filosofia. E' un ragazzo diverso dalla media ed è per questo che è diventato un beniamino del pubblico".
Voi alla Final Four di Eurolega, il Galatasaray che vince l'Eurocup. In questo momento sotto canestro comanda la Turchia.
"La Turchia forse è la migliore lega europea in quella che è l'equazione qualità di giocatori, qualità di investimenti e qualità di strutture. In questo momento è quello che fa la differenza rispetto agli altri paesi. Italia compresa. Anche noi abbiamo vissuto il nostro momento di splendore, oggi in Italia non credo manchino le idee ma la ricchezza di poter investire in strutture. Di avere cioè una dimensione diversa. La sensazione comunque è che stia migliorando la qualità del gioco, ci sono segnali di vitalità".
Gigi Datome 
Cosa c'è di ''americano'' nella gestione del Fenerbahce?
"Parliamo di modelli diversi e quindi di approcci gestionali diversi. Stiamo lavorando per potenziare il marketing, l'area dei social media. Abbiamo quasi 30 milioni di tifosi, una marea gialloblù che ci accompagna ovunque. Quest'anno abbiamo giocato a Brooklyn con i Nets e c'erano 7 mila tifosi di Fenerbahce Usa".
Lei che lo conosce molto bene, cosa succede a Bargnani?
"Andrea ha avuto la sfortuna di incappare in infortuni che lo hanno fermato o rallentato in momenti importanti della carriera. Credo che un domani apprezzeremo tutto ciò che ha fatto come giocatore più di quanto lo stiamo apprezzando oggi. Sono convinto che se deciderà di tornare in Europa sarà uno dei grandi protagonisti del basket europeo per i prossimi 3-4 anni". 
L'ultima è una curiosità: cosa l'ha sorpresa di più nella sua esperienza in America?
"Quanto sia massacrante arrivare a giocare in una stagione anche più di 100 partite. A Toronto seguivo la squadra in trasferta, charter di lusso, hotel a cinque stelle, non facevo praticamente nulla eppure mi stancavo. Qualche giorno fa a Istanbul è venuto a trovarmi Nemanja Bjelica che quest'anno ha giocato la sua prima stagione nella Nba con Minnesota, mi ha detto che ad un certo punto dell'anno ha finito la benzina, non ne aveva più, energie fisiche e mentali prosciugate. Chi vince l'anello? Cleveland mi ha sorpreso ma dico San Antonio".