TORONTO - Cleveland può riprovare a conquistare per la prima volta l'agognato Anello. I Cavaliers vincono gara-6 della finale di Eastern Conference, espugnando Toronto con un netto 113-87 e chiudendo così sul 4-2 la serie al meglio delle sette partite, e per la seconda volta consecutiva scenderanno in campo per giocarsi il titolo Nba. Lo scorso anno furono i Warriors a trionfare, quest'anno l'altra finalista uscirà dal confronto tra Oklahoma City e i campioni in carica di Golden State. Niente da fare, dunque, stavolta per i Raptors che nella loro prima volta in finale di conference avevano colto il successo nei due precedenti incontri casalinghi, rendendo il confronto meno scontato di quello che si attendeva.
PER LEBRON SESTA FINALE NBA CONSECUTIVA - La squadra dell'Ohio parte subito in vantaggio nel primo quarto (31-25), per poi allungare ulteriormente nel secondo periodo quando lo scarto sale a 14 lunghezze (55-41) grazie soprattutto ai "Big Three" di Cleveland. Il team canadese accusa fino a 21 punto di ritardo, ma con orgoglio rialza la testa, sospinto anche dall'incitamento dei suoi calorosi tifosi: spinta da DeMar Derozan (20 punti) e soprattutto Kyle Lowry (35 di bottino personale), Toronto recupera, arrivando fino a -10 (88-78), ma i Cavaliers fanno valere la loro esperienza e la profondità del loro roster, gestendo con padronanza la situazione, presi per mano dalla loro star. Il trascinatore dei Cavs, ancora una volta, è infatti LeBron James, che mette a referto 33 punti (14 solo nel primo quarto a mettere il match sul giusto binario), 11 rimbalzi e sei assist, e giocherà l'ennesima finale della sua carriera: la sesta consecutiva per il Prescelto, qualcosa di inedito da mezzo secolo nella Lega professionistica americana. "King James", campione con Miami nel 2012 e 2013, è infatti l'ottavo giocatore a riuscire in tale impresa, il primo a non far parte della squadra dei Boston Celtics che dominavano la scena Nba negli anni Sessanta. "Dovevo esprimere il mio miglior basket, dovevo giocare in modo aggressivo - ha commentato il quattro volte Mvp, con soddisfazione - Siamo migliorati molto e credo che possiamo ancora migliorare, visto che abbiamo avuto alti e bassi, ma è incredibile essere giunti a questo punto. Sono fiero dei miei compagni, il nostro staff ha fatto un lavoro eccezionale. E' un motivo d'orgoglio, certo, ma anche un invito a rimanere umili in vista della finale".
NEI CAVS GRAN PARTITA ANCHE DI IRVING E LOVE - In effetti è stata una grande prestazione anche quella di Kyrie Irving, che fa registrare al suo attivo 30 punti, 4 rimbalzi e 9 assist. In doppia cifra anche Kevin Love (20 punti e 12 rimbalzi) e Jr Smith (15). I Cavaliers devono attendere per conoscere il nome dell'avversaria che contenderà loro il titolo, nella finale che prenderà il via giovedì 2 giugno: o la rivincita dello scorso anno con Golden State (finì 4-2 per i Warriors) o la sfida con gli Oklahoma City Thunder, che conducono la serie della finale di Western Conference per 3-2 e sabato notte hanno un match ball davanti al proprio pubblico in gara 6. E' un'intera regione che spera nella consacrazione, sfatando il tabù, visto che la città dell'Ohio aspetta un trionfo da una delle sue tre squadre (basket, baseball, football) dal lontano 1964, il digiuno più lungo per una città statunitense che dispone di una franchigia in una Lega professionistica.
PER LEBRON SESTA FINALE NBA CONSECUTIVA - La squadra dell'Ohio parte subito in vantaggio nel primo quarto (31-25), per poi allungare ulteriormente nel secondo periodo quando lo scarto sale a 14 lunghezze (55-41) grazie soprattutto ai "Big Three" di Cleveland. Il team canadese accusa fino a 21 punto di ritardo, ma con orgoglio rialza la testa, sospinto anche dall'incitamento dei suoi calorosi tifosi: spinta da DeMar Derozan (20 punti) e soprattutto Kyle Lowry (35 di bottino personale), Toronto recupera, arrivando fino a -10 (88-78), ma i Cavaliers fanno valere la loro esperienza e la profondità del loro roster, gestendo con padronanza la situazione, presi per mano dalla loro star. Il trascinatore dei Cavs, ancora una volta, è infatti LeBron James, che mette a referto 33 punti (14 solo nel primo quarto a mettere il match sul giusto binario), 11 rimbalzi e sei assist, e giocherà l'ennesima finale della sua carriera: la sesta consecutiva per il Prescelto, qualcosa di inedito da mezzo secolo nella Lega professionistica americana. "King James", campione con Miami nel 2012 e 2013, è infatti l'ottavo giocatore a riuscire in tale impresa, il primo a non far parte della squadra dei Boston Celtics che dominavano la scena Nba negli anni Sessanta. "Dovevo esprimere il mio miglior basket, dovevo giocare in modo aggressivo - ha commentato il quattro volte Mvp, con soddisfazione - Siamo migliorati molto e credo che possiamo ancora migliorare, visto che abbiamo avuto alti e bassi, ma è incredibile essere giunti a questo punto. Sono fiero dei miei compagni, il nostro staff ha fatto un lavoro eccezionale. E' un motivo d'orgoglio, certo, ma anche un invito a rimanere umili in vista della finale".
NEI CAVS GRAN PARTITA ANCHE DI IRVING E LOVE - In effetti è stata una grande prestazione anche quella di Kyrie Irving, che fa registrare al suo attivo 30 punti, 4 rimbalzi e 9 assist. In doppia cifra anche Kevin Love (20 punti e 12 rimbalzi) e Jr Smith (15). I Cavaliers devono attendere per conoscere il nome dell'avversaria che contenderà loro il titolo, nella finale che prenderà il via giovedì 2 giugno: o la rivincita dello scorso anno con Golden State (finì 4-2 per i Warriors) o la sfida con gli Oklahoma City Thunder, che conducono la serie della finale di Western Conference per 3-2 e sabato notte hanno un match ball davanti al proprio pubblico in gara 6. E' un'intera regione che spera nella consacrazione, sfatando il tabù, visto che la città dell'Ohio aspetta un trionfo da una delle sue tre squadre (basket, baseball, football) dal lontano 1964, il digiuno più lungo per una città statunitense che dispone di una franchigia in una Lega professionistica.