TORINO - L'Italia va. Era a quattro passi da Rio, adesso è soltanto a due. Semifinale venerdì, finale sabato: due partite da vincere, senza appello, per spalancare la porta dei Giochi, che Azzurra non frequenta più dal 2004. Per ora macina, più che spaccare. Difende bene e attacca male. Segna poco e incassa meno: tanto basta, aspettando lune meno avare. 68 fatti con la Tunisia, 67 con la Croazia. 41 presi dagli africani, 60 dai vicini d'Adriatico. E' il più puro stile Messina, che in un'altra vita, nel '98, vinse 58-44, con la Virtus Bologna in finale sull'Aek Atene, la sua prima Eurolega, di quattro. Greci allora, greci ora, come si profila la più probabile delle finali qui a Torino, ossia gli ultimi avversari, sabato sera, sulla strada per Olimpia. Si dice probabile, non potendo dire certa, perché mancano altre partite: e, attenzione, una semifinale Croazia-Grecia sarebbe molto più in bilico dell'altra eventuale Italia-Messico, e potrebbero poi in finale ricapitare i croati, battuti ma non domati.
Premiato stamane da Giovanni Malagò con la Palma d'oro del Coni, che non c'entra col cinema di Cannes, ma insignisce i bravi tecnici dello sport italiano (sul cursus honorum, o sulla fiducia, difettando tuttora gli esiti di questa avventura), Messina sta tenendo la barra con mano sicura, tra le insidie di un torneo con troppi squilibri di forze in campo per non designare in Azzurra una comoda favorita. Se ne ignorano i toni usati in spogliatoio, dopo i due primi tempi mosci con Tunisia e Croazia, ma con la scontata oleografia dell'Ettore furioso cozza l'atteggiamento in panchina, sotto gli occhi di tutti durante il gioco: che è stato più rassicurante che esigente, volto a ottenere calma più che vibrar di prestazioni, paziente nel lasciar dentro a lungo due big come Datome e Gallinari, nell'attesa che bucassero l'involucro di tensione che faceva loro impilare solo tiri sbagliati. Con la Tunisia, test leggero, il ct ha dato spazio a tutt'e dodici (tutti in gol, tranne Datome), con la Croazia, partita che non ha dato respiri di relax (l'unico +9 vaporizzato in un minuto di vaccate), ha ridotto la rotazione a otto veri, sfilandone play e pivot di ruolo per riadattare come rincalzi in regia Belinelli o Gentile, nel brevissimo arco di rinuncia ad Hackett, in campo 35', e in area la coppia Gallinari-Melli, la cui duttilità difensiva il ct predilige per i finali punto a punto. Belinelli è stato fin qui il più solido e brillante, incisivo al tiro e forse perfino limitato nei passaggi dalla visuale ridotta che gli consente la maschera. Hackett ha offerto nuove prove di robusta leadership, mentre fra gli attori non protagonisti hanno dato gli apporti più sostanziosi Aradori e Melli. Tutti serviranno, per andare avanti, aver dovizia di soluzioni non spaventerà il tecnico che, fin dalla sua era felice nei club, maneggiava squadre affollate di campioni.
L'Italia, dopo tante estati a piangere su assenze e infortuni, stavolta è sana e intera, la migliore possibile, perfino sfiorata da qualche polemichetta sugli esclusi, come non accadeva dal giurassico: Pianigiani, prima di Messina, aveva faticato spesso a farne dodici, di abili e arruolati. Le assenze stavolta le hanno gli altri. La Croazia ha gli uomini contati: Tomic, centro del Barcellona, l'assenza più vistosa, oltre a quella di un passaportato, ossia un finto dalmata, più nero che bianco, che poteva essere Draper o Lafayette. La Grecia è in pieno ricambio generazionale: dato l'addio al basket da Diamantidis e quello alla nazionale da Spanoulis, i dioscuri della regia che ancora in quest'ultimo anno han vinto partite da soli, mancano pure Zisis, Printezis, Papanikolaou e Sloukas, fino a dare alla squadra un'insolita impronta nera. Non solo Giannis Antetokounmpo, 21 anni, quello dei Milwaukee Bucks, in testa al gruppo, ma anche Thanasis, il fratellone di 23 che sta ai Knicks, a imitarlo. Un gruppo temibile, ma meno di quando stava in mano ad altri dei. Ritrovando attacco, e cioè "fluidità e scioltezza" evocate stamane dal ct fra le virtù da esibire, avendole nello zaino, Rio pare davvero dietro l'angolo.
ORA SFIDA AL MESSICO- Sarà il Messico l'avversario dell'Italia nella semifinale del torneo preolimpico che si disputerà venerdì 8 luglio. I centrocamericani hanno perso 86-70 contro la Grecia di Giannis Antetokounmpo e hanno dunque terminato il girone al secondo posto. Il leader dei messicani, Jorge Gutierrez, playmaker ex Brooklyn Nets e Charlotte Hornets, cercherà di condurre i suoi contro gli azzurri in una partita che nel pronostico appare proibitiva. Big match nell'altra semifinale in programma. Si sfideranno Grecia e Croazia, che ha superato 72-52 la Tunisia chiudendo al secondo posto nel Girone B.
Premiato stamane da Giovanni Malagò con la Palma d'oro del Coni, che non c'entra col cinema di Cannes, ma insignisce i bravi tecnici dello sport italiano (sul cursus honorum, o sulla fiducia, difettando tuttora gli esiti di questa avventura), Messina sta tenendo la barra con mano sicura, tra le insidie di un torneo con troppi squilibri di forze in campo per non designare in Azzurra una comoda favorita. Se ne ignorano i toni usati in spogliatoio, dopo i due primi tempi mosci con Tunisia e Croazia, ma con la scontata oleografia dell'Ettore furioso cozza l'atteggiamento in panchina, sotto gli occhi di tutti durante il gioco: che è stato più rassicurante che esigente, volto a ottenere calma più che vibrar di prestazioni, paziente nel lasciar dentro a lungo due big come Datome e Gallinari, nell'attesa che bucassero l'involucro di tensione che faceva loro impilare solo tiri sbagliati. Con la Tunisia, test leggero, il ct ha dato spazio a tutt'e dodici (tutti in gol, tranne Datome), con la Croazia, partita che non ha dato respiri di relax (l'unico +9 vaporizzato in un minuto di vaccate), ha ridotto la rotazione a otto veri, sfilandone play e pivot di ruolo per riadattare come rincalzi in regia Belinelli o Gentile, nel brevissimo arco di rinuncia ad Hackett, in campo 35', e in area la coppia Gallinari-Melli, la cui duttilità difensiva il ct predilige per i finali punto a punto. Belinelli è stato fin qui il più solido e brillante, incisivo al tiro e forse perfino limitato nei passaggi dalla visuale ridotta che gli consente la maschera. Hackett ha offerto nuove prove di robusta leadership, mentre fra gli attori non protagonisti hanno dato gli apporti più sostanziosi Aradori e Melli. Tutti serviranno, per andare avanti, aver dovizia di soluzioni non spaventerà il tecnico che, fin dalla sua era felice nei club, maneggiava squadre affollate di campioni.
L'Italia, dopo tante estati a piangere su assenze e infortuni, stavolta è sana e intera, la migliore possibile, perfino sfiorata da qualche polemichetta sugli esclusi, come non accadeva dal giurassico: Pianigiani, prima di Messina, aveva faticato spesso a farne dodici, di abili e arruolati. Le assenze stavolta le hanno gli altri. La Croazia ha gli uomini contati: Tomic, centro del Barcellona, l'assenza più vistosa, oltre a quella di un passaportato, ossia un finto dalmata, più nero che bianco, che poteva essere Draper o Lafayette. La Grecia è in pieno ricambio generazionale: dato l'addio al basket da Diamantidis e quello alla nazionale da Spanoulis, i dioscuri della regia che ancora in quest'ultimo anno han vinto partite da soli, mancano pure Zisis, Printezis, Papanikolaou e Sloukas, fino a dare alla squadra un'insolita impronta nera. Non solo Giannis Antetokounmpo, 21 anni, quello dei Milwaukee Bucks, in testa al gruppo, ma anche Thanasis, il fratellone di 23 che sta ai Knicks, a imitarlo. Un gruppo temibile, ma meno di quando stava in mano ad altri dei. Ritrovando attacco, e cioè "fluidità e scioltezza" evocate stamane dal ct fra le virtù da esibire, avendole nello zaino, Rio pare davvero dietro l'angolo.
ORA SFIDA AL MESSICO- Sarà il Messico l'avversario dell'Italia nella semifinale del torneo preolimpico che si disputerà venerdì 8 luglio. I centrocamericani hanno perso 86-70 contro la Grecia di Giannis Antetokounmpo e hanno dunque terminato il girone al secondo posto. Il leader dei messicani, Jorge Gutierrez, playmaker ex Brooklyn Nets e Charlotte Hornets, cercherà di condurre i suoi contro gli azzurri in una partita che nel pronostico appare proibitiva. Big match nell'altra semifinale in programma. Si sfideranno Grecia e Croazia, che ha superato 72-52 la Tunisia chiudendo al secondo posto nel Girone B.