Basket, Reggio riparte senza coppe. Menetti: ''Nuova sfida per restare vincenti''
di NICOLA APICELLAChiuso il ciclo lituano la Grissin Bon rilancia puntando forte sul suo nucleo di italiani. Il coach: ''Ci vorrà pazienza ma possiamo fare grandi cose''. Unico neo non giocare le coppe: ''Tanto silenzio, sarà uno stimolo in più''
ROMA - Ha vissuto un'estate un po' così, Max Menetti. Perché ha dovuto mandare giù la seconda finale scudetto consecutiva finita male, perché la sua Reggio si è trovata al centro del balletto delle coppe, iscritta prima all'Eurocup e poi fuori da tutto, infine perché l'allenatore della Grissin Bon ha dovuto ripensare una squadra che ha salutato Kaukenas e Lavrinovic e chiuso il ciclo lituano.
E' corretto parlare di nuovo ciclo, coach Menetti?
"E' evidente che qualcosa si è chiuso, ma non so se è giusto parlare di ciclo che finisce. Alla fine siamo la squadra che ha confermato più giocatori rispetto alla scorsa stagione (sette, ndr), forse perché sono andati via elementi importanti sembriamo quasi nuovi, in realtà siamo andati sul sicuro".
Seguendo ancora la strada del made in Italy.
"Continuiamo ad essere diversi per scelta puntando forte sul nostro …
E' corretto parlare di nuovo ciclo, coach Menetti?
"E' evidente che qualcosa si è chiuso, ma non so se è giusto parlare di ciclo che finisce. Alla fine siamo la squadra che ha confermato più giocatori rispetto alla scorsa stagione (sette, ndr), forse perché sono andati via elementi importanti sembriamo quasi nuovi, in realtà siamo andati sul sicuro".
Seguendo ancora la strada del made in Italy.
"Continuiamo ad essere diversi per scelta puntando forte sul nostro …
ROMA - Ha vissuto un'estate un po' così, Max Menetti. Perché ha dovuto mandare giù la seconda finale scudetto consecutiva finita male, perché la sua Reggio si è trovata al centro del balletto delle coppe, iscritta prima all'Eurocup e poi fuori da tutto, infine perché l'allenatore della Grissin Bon ha dovuto ripensare una squadra che ha salutato Kaukenas e Lavrinovic e chiuso il ciclo lituano.
E' corretto parlare di nuovo ciclo, coach Menetti?
"E' evidente che qualcosa si è chiuso, ma non so se è giusto parlare di ciclo che finisce. Alla fine siamo la squadra che ha confermato più giocatori rispetto alla scorsa stagione (sette, ndr), forse perché sono andati via elementi importanti sembriamo quasi nuovi, in realtà siamo andati sul sicuro".
Seguendo ancora la strada del made in Italy.
"Continuiamo ad essere diversi per scelta puntando forte sul nostro nucleo di italiani. Lanciamo una nuova sfida e lo facciamo senza paura: continuare ad essere vincenti e restare in alto''.
Per riuscirci cosa servirà?
"Chiederò una leadership diffusa, spalmata in tanti giocatori. Sono convinto che ce ne sono tanti che ancora non sanno di avere la capacità di essere leader, l'obiettivo è tirare fuori queste qualità da chi ancora non ne ha la consapevolezza. Non so se riusciremo a tradurre sul campo tutto ciò che ho in testa, so che dovrò avere pazienza, ci vorrà tanto bastone ma anche tanta carota. Se riusciremo a far valere tutte le motivazioni per una sfida nuova sarà una stagione molto interessante".
Nella costruzione della nuova Reggio si è partiti da qualcosa che conoscevate già: Riccardo Cervi.
"Ho ritrovato un giocatore che aveva voglia di tornare a casa, che ad Avellino è cresciuto sotto tutti gli aspetti. E' maturato come persona ed ha acquisito sicurezza e consapevolezza nei propri mezzi".
Needham invece c'era già ma anche lui è come se fosse un volto nuovo.
"Di lui mi ha colpito la capacità di incidere subito, è arrivato due giorni prima l'inizio dei play off, catapultato da una squadra di medio livello in Germania ad una che giocava per un obiettivo importante. Praticamente non lo abbiamo mai allenato, ha qualità e io ci punto molto. Non è stata una scommessa azzardata, chiedete anche a Tanjevic che dal nulla lo ha inserito nella nazionale del Montenegro che si sta giocando la qualificazione agli Europei''.
Le vere novità sono Lesic e Delroy James. Che giocatori sono?
"Lesic arriva da una scuola di alto livello, quella serba. Ha giocato un po' nel sommerso per esplodere lo scorso anno con una stagione clamorosa all'Olimpia Lubiana. E' un giocatore molto tecnico, che fa del dentro-fuori la sua caratteristica migliore, ha grandi motivazioni e viene da noi con la voglia di incidere. Delroy è un giocatore dalla grande personalità, uno che si mette a disposizione del gruppo, che porta energia e atletismo. Nei momenti di difficoltà la sua esperienza ci sarà molto utile''.
Che campionato sarà?
"Se continuiamo a pensare agli anni ottanta, a quanto era forte e bello il nostro basket, ci facciamo solo del male. Non mi piace questa aria disfattista che puntualmente si respira ad ogni inizio di stagione. La vicenda coppe non ha aiutato ad alzare il livello dei giocatori arrivati in Italia, la sola a trarne vantaggio è stata Milano, ma negli anni allenatori e club italiani hanno avuto la forza di inventarsi giocatori e di creare buone squadre anche senza mezzi clamorosi. Che campionato sarà? Credo come sempre molto interessante. Sulla carta la forbice tra Milano e il resto del gruppo si è allargata, il compito nostro e delle altre sarà di mettersi a vicenda i bastoni tra le ruote ma soprattutto di provare a metterli a Milano''.
Che è la sola italiana in Eurolega. Mentre voi le coppe non le giocherete.
"Ed è una cosa che ovviamente non ci fa piacere, una vicenda che ci ha creato problemi sul mercato perché molti giocatori neanche le ascoltano le proposte dei club che non giocano le coppe. Sono rimasto colpito dal silenzio che ha accompagnato il tutto, ho letto pochissimi commenti degli addetti ai lavori, anche se di recente ho parlato con il presidente Petrucci e le sue parole mi fanno pensare che qualcosa cambierà. Sarà uno stimolo in più per noi, se pensiamo di aver subito un torto abbiamo tutta una stagione per riconquistare la coppa sul campo".
E' corretto parlare di nuovo ciclo, coach Menetti?
"E' evidente che qualcosa si è chiuso, ma non so se è giusto parlare di ciclo che finisce. Alla fine siamo la squadra che ha confermato più giocatori rispetto alla scorsa stagione (sette, ndr), forse perché sono andati via elementi importanti sembriamo quasi nuovi, in realtà siamo andati sul sicuro".
Seguendo ancora la strada del made in Italy.
"Continuiamo ad essere diversi per scelta puntando forte sul nostro nucleo di italiani. Lanciamo una nuova sfida e lo facciamo senza paura: continuare ad essere vincenti e restare in alto''.
Per riuscirci cosa servirà?
"Chiederò una leadership diffusa, spalmata in tanti giocatori. Sono convinto che ce ne sono tanti che ancora non sanno di avere la capacità di essere leader, l'obiettivo è tirare fuori queste qualità da chi ancora non ne ha la consapevolezza. Non so se riusciremo a tradurre sul campo tutto ciò che ho in testa, so che dovrò avere pazienza, ci vorrà tanto bastone ma anche tanta carota. Se riusciremo a far valere tutte le motivazioni per una sfida nuova sarà una stagione molto interessante".
Nella costruzione della nuova Reggio si è partiti da qualcosa che conoscevate già: Riccardo Cervi.
"Ho ritrovato un giocatore che aveva voglia di tornare a casa, che ad Avellino è cresciuto sotto tutti gli aspetti. E' maturato come persona ed ha acquisito sicurezza e consapevolezza nei propri mezzi".
Needham invece c'era già ma anche lui è come se fosse un volto nuovo.
"Di lui mi ha colpito la capacità di incidere subito, è arrivato due giorni prima l'inizio dei play off, catapultato da una squadra di medio livello in Germania ad una che giocava per un obiettivo importante. Praticamente non lo abbiamo mai allenato, ha qualità e io ci punto molto. Non è stata una scommessa azzardata, chiedete anche a Tanjevic che dal nulla lo ha inserito nella nazionale del Montenegro che si sta giocando la qualificazione agli Europei''.
Le vere novità sono Lesic e Delroy James. Che giocatori sono?
"Lesic arriva da una scuola di alto livello, quella serba. Ha giocato un po' nel sommerso per esplodere lo scorso anno con una stagione clamorosa all'Olimpia Lubiana. E' un giocatore molto tecnico, che fa del dentro-fuori la sua caratteristica migliore, ha grandi motivazioni e viene da noi con la voglia di incidere. Delroy è un giocatore dalla grande personalità, uno che si mette a disposizione del gruppo, che porta energia e atletismo. Nei momenti di difficoltà la sua esperienza ci sarà molto utile''.
Che campionato sarà?
"Se continuiamo a pensare agli anni ottanta, a quanto era forte e bello il nostro basket, ci facciamo solo del male. Non mi piace questa aria disfattista che puntualmente si respira ad ogni inizio di stagione. La vicenda coppe non ha aiutato ad alzare il livello dei giocatori arrivati in Italia, la sola a trarne vantaggio è stata Milano, ma negli anni allenatori e club italiani hanno avuto la forza di inventarsi giocatori e di creare buone squadre anche senza mezzi clamorosi. Che campionato sarà? Credo come sempre molto interessante. Sulla carta la forbice tra Milano e il resto del gruppo si è allargata, il compito nostro e delle altre sarà di mettersi a vicenda i bastoni tra le ruote ma soprattutto di provare a metterli a Milano''.
Che è la sola italiana in Eurolega. Mentre voi le coppe non le giocherete.
"Ed è una cosa che ovviamente non ci fa piacere, una vicenda che ci ha creato problemi sul mercato perché molti giocatori neanche le ascoltano le proposte dei club che non giocano le coppe. Sono rimasto colpito dal silenzio che ha accompagnato il tutto, ho letto pochissimi commenti degli addetti ai lavori, anche se di recente ho parlato con il presidente Petrucci e le sue parole mi fanno pensare che qualcosa cambierà. Sarà uno stimolo in più per noi, se pensiamo di aver subito un torto abbiamo tutta una stagione per riconquistare la coppa sul campo".