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Basket, Avellino tra scommesse e certezze. Sacripanti: ''Riprovarci sarà uno stimolo''

Pino Sacripanti 
La nuova Sidigas riparte dalla conferma di cinque giocatori, un pacchetto esterni tutto di debuttanti e lunghi nuovi. ''Vogliamo essere tra quelle che proveranno a fermare Milano''. Sabato semifinale di supercoppa contro Reggio Emilia
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ROMA - In prima fila ci sono anche i lupi. Che non sono più quelli che neanche tre mesi fa sfioravano la finale scudetto (traguardo sfumato a gara 7 della semifinale con Reggio Emilia), ma non per questo hanno meno fame. Anzi. Pino Sacripanti, seconda stagione ad Avellino, spiega: ''Non siamo gli stessi, anzi abbiamo una taglia diversa e qualcosa in meno quanto ad esperienza. Però crediamo di aver fatto le cose per bene, in questa fase siamo ancora un cantiere aperto (Obasohan e Fesenko si sono aggregati alla squadra da pochi giorni dopo le qualificazioni europee, ndr) ci vorrà un po' di tempo ma vogliamo confermarci e se possibile fare meglio''. Sabato a Milano il primo appuntamento ufficiale della stagione, la semifinale di supercoppa contro Reggio Emilia.
 
I volti nuovi (6) sono più di quelli che c'erano già (5), un bilanciamento più che accettabile.
"A noi sarebbe piaciuto tenere anche Nunnally (mvp dell'ultimo campionato che ha monetizzato la grande stagione con un ricco contratto al Fenerbahce) e Cervi, purtroppo il mercato non ce l'ha permesso. Ma va bene così, siamo riusciti a ripartire da qualcosa di importante, da giocatori che conosciamo e ci conoscono, penso a Green, Ragland, Leunen ma anche Severini e Parlato che saranno molto importanti nel processo di inserimento dei nuovi".
 
Cosa ha in più, ma anche in meno la nuova Sidigas?
''Pensiamo sia una squadra con maggiore fisicità, più atletismo, una squadra un po' più arcigna sotto il punto di vista fisico del gioco. Di contro è un gruppo che non avrà l'esperienza di Veikalas, di Acker e di Buva".
 
E' un rischio?
"E' una scelta. Ci siamo mossi all'interno di un buon budget destinando molte risorse alla conferma di alcuni giocatori. Sappiamo che ci sono delle scommesse soprattutto sugli esterni ma allo stesso tempo credo che una volta trovata un'identità ben precisa tutti sapranno crescere all'interno del sistema di gioco''.
 
Come si migliora una stagione - l'ultima - in cui avete sfiorato la finale scudetto e giocato la finale di coppa Italia ?
"Mettendoci qualcosa in più, parlo di squadra e ambiente. Sarà una stagione diversa, non giocheremo più una partita a settimana, la Champions sarà un'esperienza entusiasmante ma toglierà inevitabilmente energie, potremo non essere sempre brillanti e magari inciampare qualche volta. Provare a riconfermarsi non deve diventare un problema ma uno stimolo".
 
Ha parlato di scommesse sugli esterni. Tre giocatori praticamente alla prima esperienza in Europa non rappresentano un azzardo?
"Ma è l'intera squadra ad essere una scommessa, non solo il pacchetto degli esterni. Prendete Fesenko, benché sia un giocatore di alta qualità non sempre ha fatto bene".
 
Il giocatore più atteso - Adonis Thomas- rappresenta anche la scommessa più grande.
"Adonis lo seguivo da tre anni, lo avevo notato quando ai tempi di Cantù vedevo Johnson Odom perché giocavano insieme nella D-League. È venuto fuori riguardando dei vecchi appunti, abbiamo cercato dove fosse finito e abbiamo scoperto che era fuori da un anno. È un giocatore molto interessante, ha grande forza fisica, sa fare un po' di tutto, ha un buon tiro, sa giocare spalle a canestro. Avrà bisogno di un po' di tempo per ritrovare il ritmo partita, ma penso possa diventare un giocatore molto importante per il campionato".
 
Sono due novità per l'Europa anche Randolph e Obasohan.
"Randolph è un giocatore di grande quantità perché sa fare tutto, è un buon difensore, un grande penetratore e sa giocare di squadra. Con lui pensiamo di aver aggiunto quell'energia in più sul perimetro che ci mancava. Anche lui dovrà capire che basket si gioca qui da noi, ma può crescere tanto. Obasohan giocava con Randolph ad Alabama, sono amici, questo li aiuterà molto nel processo di inserimento. È un giocatore con grande forza fisica, molto intenso, può giocare da guardia e da play".
 
Qualche certezza in più c'è sotto canestro, altro reparto rinnovato. 
"È vero che abbiamo perso Cervi ma è arrivato Cusin, che ho già avuto a Cantù e che con Riccardo si divide il ruolo in nazionale. Rispetto a Cervi è un po' più mobile, bravo nel chiudere l'area. Vicino gli abbiamo voluto mettere un giocatore che nonostante i centimetri siano più o meno gli stessi è un po' l'opposto. Fesenko è un giocatore d'area, che può darci un'altra dimensione. Dovremo essere bravi a sfruttare queste sue caratteristiche. Zerini potrà dare dei minuti a Leunen, ha grande esperienza e può ritagliarsi un ruolo importante".
 
Sarà un campionato in cui Milano farà corsa da sola?
"Quando si parla del mercato delle altre senza averle mai viste o affrontate si può sbagliare. La sensazione è che Milano sia nettamente superiore a tutti, però mi sembra che nonostante le difficoltà ci siano molte squadre che si sono attrezzate per disturbarla. Venezia è quella che secondo me si è rinforzata meglio, ma vedo bene anche Reggio Emilia, Sassari e Cantù. Noi speriamo di essere nel gruppo di squadre che proverà ad evitare che Milano faccia una cavalcata solitaria".

Ripartite da Reggio Emilia, curioso no?
"Lo scorso anno con loro c'è stata un bel po' di rivalità. In coppa Italia siamo arrivati in finale buttandoli fuori, in campionato loro sono arrivati in finale buttando fuori noi. Ripartiamo da dove abbiamo finito, senza dimenticare che noi siamo una squadra nuovo e loro i campioni uscenti''.
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