✕

Basket, Pozzecco: ''Milano, ascolta Repesa. Gentile da Nba, diventerà una stella''

Il Poz sulle recenti polemiche di casa Olimpia: ''Senza difesa in Eurolega non vai da nessuna parte, fa strano sentirselo dire da me ma è la verità. Alessandro è pronto per il grande salto. Il mio futuro? Sto benissimo al Cedevita con Mrsic''
2 minuti di lettura
ROMA - Non è mai banale, Gianmarco Pozzecco. In Croazia, dove da due stagioni è assistente di Mrsic al Cedevita (''Veljko diventerà uno dei migliori d'Europa, sicuro'') ha ritrovato quella leggerezza che l'esperienza sulla panchina di Varese aveva almeno in parte scolorito. ''Zagabria è una città bellissima, il Cedevita un club serio. Non potevo trovare di meglio. E' quello che ci voleva. E poi c'è Veljko, un fratello".
Sul web è diventato subito virale un video in cui lei durante la sfida della scorsa settimana con il Partizan a Belgrado carica a modo suo i giocatori.
"Sul -17 Mrsic si è fatto espellere ed è toccato a me. L'abbiamo ribaltata e siamo usciti dal campo tra gli applausi dei tifosi di casa. Bellissimo''.
Dica la verita Poz, l'Italia non le manca neanche un po'?
"Sarei falso se dicessi di no. L'Italia è il mio paese, è …
ROMA - Non è mai banale, Gianmarco Pozzecco. In Croazia, dove da due stagioni è assistente di Mrsic al Cedevita (''Veljko diventerà uno dei migliori d'Europa, sicuro'') ha ritrovato quella leggerezza che l'esperienza sulla panchina di Varese aveva almeno in parte scolorito. ''Zagabria è una città bellissima, il Cedevita un club serio. Non potevo trovare di meglio. E' quello che ci voleva. E poi c'è Veljko, un fratello".
Sul web è diventato subito virale un video in cui lei durante la sfida della scorsa settimana con il Partizan a Belgrado carica a modo suo i giocatori.
"Sul -17 Mrsic si è fatto espellere ed è toccato a me. L'abbiamo ribaltata e siamo usciti dal campo tra gli applausi dei tifosi di casa. Bellissimo''.
Dica la verita Poz, l'Italia non le manca neanche un po'?
"Sarei falso se dicessi di no. L'Italia è il mio paese, è dove ho giocato, dove ho iniziato ad allenare e dove la gente mi apprezza. Ma qui sto bene, è la migliore scelta che potessi fare. Lavorare all'estero è un'opportunità che ogni allenatore dovrebbe prendere in considerazione''.
La richiamasse Varese?
"Ho sempre detto che un giorno a Varese ci tornerò. Come mi piacerebbe tornare a Capo d'Orlando, sono posti che porto nel cuore. Ma ora no, ora è il momento di restare in Croazia. La sa una cosa?".
Dica.
"Avevo bisogno di stare vicino ad una persona seria e umana come Mrsic, dopo avermi cambiato la vita da giocatore aiutandomi a vincere uno scudetto (quello della stella di Varese, ndr) lo ha fatto da allenatore. In più ho avuto la fortuna di arrivare in un club dove chi comanda conosce la pallacanestro ma lascia prendere decisioni a professionisti che lo fanno per loro. Varese è stata un'esperienza bellissima, emotivamente però ero troppo coinvolto. Ma è una scelta che rifarei mille volte, fosse solo per vivere certi momenti come la vittoria nel derby con Cantù".
Segue sempre la serie A?
"Come no. E credo che negli ultimi due-tre anni la situazione sia migliorata. Avevamo toccato il fondo, un po' alla volta stiamo risalendo. Dobbiamo però capire che il nostro non è più il campionato più affascinante e ripartire da questa consapevolezza per recuperare terreno. Resto dell'idea che serva un commissioner alla David Stern, uno che lavori nell'interesse di tutti. E poi bisogna cambiare le regole sugli italiani".
L'ultima proposta dei club è passare alla formula dei sette stranieri liberi da passaporto.
"Una follia. Ne parlavo qualche giorno fa con il mio amico Peppe Poeta, non è certo così che si aiuta il movimento. Contro il Partizan avevamo in campo quattro croati e un americano e così l'abbiamo ribaltata. Forse io sono un romantico, ma la rinascita definitiva non può non passare da un maggiore coinvolgimento degli italiani".
Parlando di italiani, sempre convinto che Alessandro Gentile sia l'unico per cui valga la pena pagare un biglietto in Italia?
"Ho enorme rispetto per Alessandro, ha un linguaggio del corpo particolare che spesso lo fa passare per quello che non è. A lui posso dare solo un consiglio".
Quale sarebbe?
"Mi sembra un giocatore fatto e finito per la Nba, mi piacerebbe vederlo all'opera in America e sono convinto che quando farà questo salto diventerà una stella''.
Milano stasera affronta la Stella Rossa, come giudica il recente sfogo di Repesa contro i suoi giocatori?
"Secondo me ha fatto bene. Milano sta dominando in Italia ma in Eurolega non puoi prescindere dalla difesa. Lo so che fa un po' strano sentirselo dire da me, ma è proprio vero, sono cambiato".