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Basket, Nba: Towns come Shaq e Durant. E' lui la nuova stella della lega

Il rookie dell’anno 2016 è il più giovane giocatore ad aver segnato almeno 40 punti con la maglia di Minnesota: la squadra di coach Thibodeau, però, continua a perdere

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MINNEAPOLIS - Di due cose la Nba è certa: che Karl Towns sia una stella affermata della Lega, nonostante gli appena 21 anni di età, e che i Timberwolves siano una squadra perennemente destinata a non sfruttare le proprie risorse. Nella notte tra mercoledì e giovedì il lungo di Minnesota ha realizzato contro i Knicks una prestazione singola destinata a rimanere nella storia: 47 punti e 18 rimbalzi (con il 68% dal campo e ben 3 stoppate) sono un'enormità per un ragazzo del 1995. In una sola gara Towns è diventato il più giovane giocatore della storia dei T'Wolves a realizzare almeno 40 punti, e il quarto ventunenne a mettere insieme 40 punti e 15 rimbalzi, entrando in un club ristretto di cui fanno parte Shaquille O'Neal, Kevin Durant e Anthony Davis. Ha inoltre superato il suo mentore, Kevin Garnett, che per realizzare la sua prima gara da 40 con la maglia dei T'Wolves ci ha messo 353 partite, contro le 100 di Towns.

MINNESOTA, TROPPE SCONFITTE - Ma c'è un lato oscuro della luna. I suoi Timberwolves hanno perso in casa contro i non irresistibili Knicks per 106-104, una sconfitta che potrebbe pure essere comprensibile nella lunga stagione Nba, ma che inserita nel contesto di un inizio di stagione da 5/13 non può che preoccupare. La squadra allenata da coach Thibodeau è attualmente quartultima nella lega, penultima nella Western Conference, un inizio senza dubbio deludente di stagione. Per fortuna dei lupi, ci sono ancora 64 partite da giocare, un'enormità, e secondo molti giornalisti accreditati la squadra è sul punto di prendere il volo. Thibodeau è visto come una garanzia per far tornare la squadra i playoff dopo 12 anni di assenza: l'ex tecnico dei Bulls, ha infatti condotto la squadra di Chicago a 5 apparizioni consecutive in altrettante stagioni.

STELLA FUORI E DENTRO IL CAMPO - L'altra garanzia è proprio Karl Towns, che insieme ad Andrew Wiggins forma la coppia di prime scelte al draft di cui i T'Wolves si possono fregiare. Towns nella sua stagione da matricola ha fatto qualcosa di più che conquistare il titolo di rookie dell'anno. Ha risvegliato l'interesse nell'intristito mondo cestistico del Minnesota, rimettendo sulla mappa del basket americano le Twin Cities (Minneapolis-St.Paul, nomignolo derivato dalla condivisione dall'area urbana da parte delle due città). Towns è apprezzato da tutto il mondo Nba, ma non solo. Grazie alle sue qualità dialettiche fuori dal comune, è diventato in poco tempo il volto di videogiochi (Nba 2k), partecipando con due superstar come Michael Phelps e Marshawn Lynch (stella Nfl) a una convention di Call Of Duty. La dirigenza dei Timberwolves sfrutta la propositività dell'atleta per risollevare la faccia di una franchigia derelitta, affidata a uno degli ultimi proprietari della vecchia scuola, Glen Taylor, ex senatore e 'patriarcà del Minnesota. Towns veste le maglie dei giocatori più in voga degli Stati Uniti, va alle partite dei Vikings - la squadra Nfl di Minneapolis - e a quelle delle Lynx, la fortissima squadra di basket femminile strettamente affiliata ai Timberwolves, riscuotendo ovunque un enorme successo.

IL PROBLEMA RUBIO - Il punto è che per consacrarsi - e sembra strano dover già parlare di consacrazione per un ragazzo del 1995 - non si può prescindere dai risultati sportivi. Towns ha ancora alcuni limiti, non è un difensore particolarmente affidabile e... basta, ma quello che più gli manca è un contesto vincente. Affrontare una questione del genere può sembrare prematuro, ma non per un giocatore in grado di bruciare le tappe come pochi nella storia; Towns è un talento che sembra essere nella Nba da sempre. Con Wiggins e LaVine, due volte campione della gara di schiacciate trasformatosi in un paio d'anni in un realizzatore solidissimo, i Timberwolves hanno una base concreta. I problemi tecnici sono rappresentati giocatori figli della 'vecchia gestione' del gm David Kahn. Il playmaker spagnolo Rubio su tutti: tanto bravo a creare per i compagni, quanto inconsistente al tiro e in fase difensiva (un sostenitore della sua inaffidabilità è l'ex campione Nba Rip Hamilton).

DA GARNETT A TOWNS - La retorica del futuro roseo ha i giorni contati, perché coach Thibodeau è pronto a muovere delle pedine (gestisce anche il mercato) qualora la squadra non dovesse integrare. Fino a quel momento un intero Stato continuerà ad aggrapparsi al suo nuovo totem, prontamente formato - e sponsorizzato - da Garnett nella passata stagione. Un passaggio di testimone da chi iniziò la rivoluzione del gioco Nba a chi è destinato a cambiare il basket del prossimo decennio. Nella speranza che per vincere un titolo anche Towns non debba emigrare.
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