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Basket, Nba: Golden State torna a far paura, schiantati anche i Clippers

I Warriors, dopo il rodaggio di inizio stagione, travolgono a domicilio i californiani e portano a casa la 15/a vittoria nelle ultime 16 parite: Curry senza triple per la seconda volta in un mese. Cleveland risponde battendo i Knicks. Successo per Charlotte e Belinelli, ko Gallinari. Atlanta si rialza dopo 7 ko di fila

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WASHINGTON - Signori e signore Golden State è tornata lo schiacciasassi della passata stagione. Dopo un inizio un po' così, coach Kerr ha trovato la quadratura del cerchio dopo l'arrivo in estate di Kevin Durant e i Warriors (19-3) sono tornati quelli di un anno fa: 19 vittorie in 22 partite, 15 nelle ultime 16. 16 come le gare con almeno 30 assist, oltre a una difesa che adesso inizia a fare davvero paura (in area Golden State ha dominato 58-38 tenendo gli avversari sotto il 40% dal campo). L'ultima vittima sacrificale dei vice-campioni sono i Los Angeles Clippiers (16-7). Allo Staples Center Curry e compagni si impongono 115-98 e questa volta non c'è bisogno di un Klay Thompson da 60 punti come contro Indiana, ma di una bella prova corale che porta in doppia cifra gli splash brothers (24 per Thompson, 19 per Curry, pur senza triple per la seconda volta in stagione), Green (22), Durant (16 più 8 rimbalzi e 7 assist) e Iguodala (10).

SERATACCIA PER I CALIFORNIANI - I Clippers alzano bandiera bianca e portano a casa la quinta sconfitta nelle ultime sette partite. Mai in partita, i californiani pagano la serataccia della difesa e dei suoi big. Col peggior Griffin della stagione (5-20 al tiro), un Chris Paul (15 punti) che si è limitato a fare il compitino e senza le triple di Redick (alla prima gara dopo 77 partite di fila senza un canestro dall'arco), Los Angeles sorride solo per Crawford, autore di 21 punti dalla panchina. Un confronto impietoso quello contro i Warriors in quello che avrebbe dovuto dire ai californiani se sono o meno in grado di lottare per il titolo. Il +20 a 50'' dalla prima sirena è l'emblema di un match in cui i padroni di casa sono rimasti in partita solo nei primi minuti di gioco. Nel terzo periodo il divario sale fino a 27 lunghezze e serve la serata positiva di Crawford per evitare che la differenza aumenti ulteriormente. Nel finale Curry e compagni si limitano a controllare il vantaggio abbassando i ritmi evitando di umiliare ulteriormente gli avversari.

VINCE BELI, PERDE IL GALLO - Con i 13 punti nei 28′ in cui è rimasto in campo, Marco Belinelli ha contribuito alla vittoria di Charlotte (13-9) 87-77 contro Detroit (12-12). Il bolognese ha dato vivacità alla squadra soprattutto nel quarto periodo, permettendo agli Hornets (terzi nella Eastern conference) di vincere la settima gara casalinga. Belinelli ha chiuso con il 50% dal campo (5/10) ed un +12 di valutazione. "Let's go @hornets!!! Big win tonight!!! ("Andiamo, Hornets, grande vittoria stanotte") il tweet dell'azzurro dopo la vittoria. Ancora una sconfitta, invece, per i Denver Nuggets (8-14) di Danilo Gallinari, battuti dai Brooklyn Nets (6-15) 116-111. La prestazione del cestista milanese non è stata delle migliori e per la prima volta in stagione non supera la quota dei 10 punti a referto (solo 5 e -24 di valutazione).
Marco Belinelli (ap)
CLEVELAND SBANCA NEW YORK - Madison Square Garden terra di conquista per i campioni in carica. Cleveland (15-5) travolge a domicilio i malcapitati New York Knicks (12-10) 126-94 dimostrando di aver cancellato le tre sconfitte di fila rimediate nelle ultime cinque partite. Il secondo successo consecutivo per i Cavs è merito del trio delle meraviglie: Irving va a referto con 28 punti, Love con 20 e l'immenso LeBron James chiude con 25 punti e 7 assist. Decisivi per la vittoria anche i 20 rimbalzi di Thompson. Nella grande Mela si capisce subito come andrà a finire con gli ospiti che dominano il primo quarto grazie ai 16 punti di Love che valgono la doppia cifra di vantaggio. La pausa dopo la prima sirena non rigenera i Knicks che incassano un parziale di 20-4 e di fatto escono dai giochi. Dopo l'intervallo il divario arriva sino al +23 che sale a 32 all'ultima sirena. Non servono ai newyorkesi i 16 punti di Jennings e i 15 di Lee.

ATLANTA TORNA AL SUCCESSO, BOSTON PASSA A ORLANDO - Dopo sette sconfitte di fila, Atlanta (11-15) ritrova il sorriso tra le mura amiche: 103-95 a Miami (7-15). A spingere gli Hawks dopo l'ultimo periodaccio sono i 21 punti di Millsap e i 23 di Howard che aggiunge anche 17 rimbalzi. Miami si affida a T. Jonhson (27 punti) e Dragic (21) e per poco non porta a casa la vittoria. Dopo essere andati sotto due volte di 15 punti, gli Heat si portano a -3 dai padroni di casa a 7' dalla fine. Sembra la rimonta giusta per sgretolare il già fragile morale degli avversari, ma Atlanta reagisce e grazie al contributo sotto canestro di Sefolosha riporta l'inerzia del match dalla sua parte allungando definitivamente (+10) a meno di 2' dal termine. Successo esterno anche per Boston (13-9): 87-117 a Orlando (10-13). Senza Thomas, i Celtics si lasciano trascinare dai 23 punti di Bradley e dai 17 di Crowder, ma è tutta la squadra a girare con sette giocatori in doppia cifra e il 51,2% al tiro. Il match si decide nel terzo quarto quando i Magic tirano malissimo dal campo, solo il 37%, e i bianco verdi si scatenano con 36 punti totali vincendo soprattutto il confronto nell'area.

LE ALTRE SFIDE - I "vecchi" di Houston contro i giovani dei Lakers. Al Toyota Center vince l'esperienza dei Rockets (15-7) che si impongono 134-95 con una bella prova dalla panchina: Eric Gordon infila 8 triple e chiude con 26 punti, uno in più del solito immenso James "Barba" Harden. Quarta sconfitta di fila per i giallo viola (10-14) nonostante i 24 punti di Williams. Milwaukee (11-9) rialza la testa dopo il ko contro San Antonio e batte in casa Portland (12-11) per 115-97: da segnalare la seconda tripla doppia stagionale, la settima in carriera, di Antetokounmpo (15 punti, 12 rimbalzi e 11 assist). Sacramento (8-13) sfrutta l'avvio stagionale non positivo di Dallas (4-17) e si impone 120-89 a domicilio chiudendo con un W il suo road trip spinta dai 24 punti di Cousins. Indiana (11-11) cancella la brutta prestazione contro Golden State passando, seppur a fatica, sul campo dei Phoenix Suns (6-16) per 109-94: 25 punti e 13 rimbalzi per Paul George.

I RISULTATI - Charlotte Hornets - Detroit Pistons 87-77, Orlando Magic - Boston Celtics 87-117, Brooklyn Nets - Denver Nuggets 116-111, Atlanta Hawks - Miami Heat 103-95, Milwaukee Bucks - Portland Trail Blazers 115-107, Houston Rockets - Los Angeles Lakers 134-95, New York Knicks - Cleveland Cavaliers 94-126, Dallas Mavericks - Sacramento Kings 89-120, Phoenix Suns - Indiana Pacers 94-109, Los Angeles Clippers - Golden State Warriors 98-115.
 
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