WASHINGTON - "MVP! MVP!". Potrebbe essere una sfida tutta casalinga quest'anno per il titolo di miglior giocatore della Lega. Kevin Durant da una parte, Steph Curry dall'altra. Golden State (37-6) è tornata il rullo compressore di un anno fa, ma con un KD in più. L'ex Oklahoma spazza via Houston (33-13) con 32 punti (12/19 dal campo) aiutato dal più "vecchio" degli Splash Brothers che ha chiuso con 24 punti e 7 assist, quasi a voler smentire le voci su un problema di incompatibilità col nuovo compagno di squadra. Thompson, invece, si è limitato a soli 16 punti con un pessimo 7/18 al tiro.
HARDEN BLOCCATO, GOLDEN STATE ESCE ALLA DISTANZA - I Rockets alla fine si sono dovuti arrendere 108-125 e l'eroe di casa, l'altro serio candidato per il titolo di MVP, James Harden, per una sera ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla trappola difensiva preparata apposta per lui da coach Kerr. Il "Barba" ha chiuso con 13 tiri appena, andando in lunetta solo 5 volte, per un totale di 17 punti. Davvero briciole per uno abituato a sfondare spesso il muro dei 30. La chiave del match si gioca dall'arco dove Houston riesce a infilarne solo 7 su 35. Il match, in perfetto equilibrio fino alla ripresa, vede lo strappo decisivo in favore dei vicecampioni nel terzo quarto quando, Durant e Curry iniziano il proprio show personale dando il colpo di grazia ai padroni di casa: 99-79 alla terza sirena. I ritmi restano alti anche nell'ultimo periodo con i Warriors che non calano alla distanza trovando il massimo vantaggio a 3'20" dalla fine (+24).
CHARLOTTE TRAVOLGE TORONTO - Allo Spectrum Center di Charlotte fa rumore il tonfo clamoroso dei Toronto Raptors (28-15) . Gli Hornets di Marco Belinelli vincono a valanga imponendosi sul parquet di casa 113-78 sui canadesi e la 30enne guardia di San Giovanni in Persiceto finisce a referto con 6 punti in 21 minuti di impiego, impreziositi da un rimbalzo ed un assist. L'assoluto mattatore del match è il suo compagno di squadra Kemba Walker, top-scorer con un bottino personale di 32 punti. Nel quintetto ospite non bastano i 47 punti complessivi messi a segno dalla coppia Kyle Lowry-DeMar DeRozan.
PORTLAND PAGA DAZIO A PHILADELPHIA - Philadelphia (15-26) fa davvero sul serio. Quinta vittoria casalinga, la terza di fila nella serie, l'ottava nelle ultime 10. Numeri che da quelle parti mancavano da cinque anni. Vittima di turno i Portland Trail Blazers () di Lillard e McCollum che, nonostante i 46 punti in coppia, non riescono a impedire la sconfitta in casa dei 76ers per 93-92. A trascinare la franchigia della città dell'amore, nella sera in cui Embiid si limita a 18 punti, ci pensano Ilyasova (24) e Covington (22), con quest'ultimo decisivo nel finale con due triple che a 14" dalla sirena regalano il successo ai padroni di casa.
ORLANDO ROVINA LA FESTA AD ANTETOKOUNMPO - La festa di Giannis Antetokounmpo, diventato il primo giocatore di Milwaukee (20-22) a partire titolare all'All Star Game dal 1986, è rovinata dagli Orlando Magic (18-27) che si impongono 112-96 col greco marcato a uomo da Gordon che ne limita al massimo la fase offensiva: solo 17 punti per lui con 6/17 dal campo. Una marcatura asfissiante che innervosisce la stella dei Bucks che a 4'30" dalla fine commette il sesto fallo lasciando anzitempo la gara. Inutili i 25 punti di Parker.
CHICAGO KO, SACRAMENTO NEL TUNNEL - I rapporti tra Jimmy Butler e Chicago (21-23) sono ai minimi storici. La stella dei Bulls, dopo l'ennesima sconfitta, si è sfogato davanti alle telecamere: "Siamo disastrosi". Un'esternazione che non si riferisce solo al ko che i tori rossi rimediano ad Atlanta (25-18) per 102-93 in un match in cui gli Hawks dominano dall'inizio sino alla fine. Butler alla fine chiuderà con 19 punti perdendo la sfida a distanza con Schroder che ne infila 25. Settima sconfitta consecutiva, invece, per Sacramento (16-26) che perde a Memphis (26-19) 107-91 stesa dai colpi di Gasol (28 punti) e Randolph (20). L'equilibrio si spezza definitivamente nel terzo periodo quando i Grizzlies infilano un parziale di 12-2 che permette loro di chiudere il terzo parziale sul +19. L'ultimo quarto serve solo per le statistiche.
INDIANA KO CON I LAKERS, RISCATTO NETS - Indiana (22-20) va a corrente alterna. I Pacers, dopo il successo su Sacramento, cedono in passo in casa dei Los Angeles Lakers (16-31) per 108-96 rimediando la seconda sconfitta in nove partite. I californiani, trascinati dai 27 punti di Williams, trovano il primo successo dopo cinque sconfitte consecutive nonostante l'infortunio dopo poco più di 1′ di D'Angelo Russell. Agli ospiti non bastano i 21 punti di Paul George e i 20 di Jefferson. Il ko di profila all'inizio dell'ultimo periodo quando Williams, con 10 punti nei primi 6′, permette ai padroni di casa di portare il proprio vantaggio sul +20. Vantaggio non più colmabile. Sconfitte interne per Dallas e New Orleans. I Mavs (14-29) devono arrendersi a Utah (28-16) per 112-107 al termine di un tempo supplementare colpita dai 27 punti di Gobert. I Pelicans (17-27), invece, cedono a sorpresa ai Brooklyn Nets (9-33) che sembrano non soffrire le assenze di Booker e Kilpatrick. Alla fine i newyorkesi vincono 143-114 con i 46 punti combinati di Bogdanovic e Lopez. Era dal 1982 che i Nets non mettevano a segno così tanti punti.
I RISULTATI - Charlotte Hornets-Toronto Raptors 113-78; Orlando Magic-Milwaukee Bucks 112-96; Philadelphia 76ers-Portland Trail Blazers 93-92; New Orleans Pelicans-Brooklyn Nets 114-143; Atlanta Hawks-Chicago Bulls 102-93; Houston Rockets-Golden State Warriors 108-125; Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 107-91; Dallas Mavericks-Utah Jazz 107-112 d1ts; Los Angeles Lakers-Indiana Pacers 108-96.
HARDEN BLOCCATO, GOLDEN STATE ESCE ALLA DISTANZA - I Rockets alla fine si sono dovuti arrendere 108-125 e l'eroe di casa, l'altro serio candidato per il titolo di MVP, James Harden, per una sera ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla trappola difensiva preparata apposta per lui da coach Kerr. Il "Barba" ha chiuso con 13 tiri appena, andando in lunetta solo 5 volte, per un totale di 17 punti. Davvero briciole per uno abituato a sfondare spesso il muro dei 30. La chiave del match si gioca dall'arco dove Houston riesce a infilarne solo 7 su 35. Il match, in perfetto equilibrio fino alla ripresa, vede lo strappo decisivo in favore dei vicecampioni nel terzo quarto quando, Durant e Curry iniziano il proprio show personale dando il colpo di grazia ai padroni di casa: 99-79 alla terza sirena. I ritmi restano alti anche nell'ultimo periodo con i Warriors che non calano alla distanza trovando il massimo vantaggio a 3'20" dalla fine (+24).
CHARLOTTE TRAVOLGE TORONTO - Allo Spectrum Center di Charlotte fa rumore il tonfo clamoroso dei Toronto Raptors (28-15) . Gli Hornets di Marco Belinelli vincono a valanga imponendosi sul parquet di casa 113-78 sui canadesi e la 30enne guardia di San Giovanni in Persiceto finisce a referto con 6 punti in 21 minuti di impiego, impreziositi da un rimbalzo ed un assist. L'assoluto mattatore del match è il suo compagno di squadra Kemba Walker, top-scorer con un bottino personale di 32 punti. Nel quintetto ospite non bastano i 47 punti complessivi messi a segno dalla coppia Kyle Lowry-DeMar DeRozan.
PORTLAND PAGA DAZIO A PHILADELPHIA - Philadelphia (15-26) fa davvero sul serio. Quinta vittoria casalinga, la terza di fila nella serie, l'ottava nelle ultime 10. Numeri che da quelle parti mancavano da cinque anni. Vittima di turno i Portland Trail Blazers () di Lillard e McCollum che, nonostante i 46 punti in coppia, non riescono a impedire la sconfitta in casa dei 76ers per 93-92. A trascinare la franchigia della città dell'amore, nella sera in cui Embiid si limita a 18 punti, ci pensano Ilyasova (24) e Covington (22), con quest'ultimo decisivo nel finale con due triple che a 14" dalla sirena regalano il successo ai padroni di casa.
ORLANDO ROVINA LA FESTA AD ANTETOKOUNMPO - La festa di Giannis Antetokounmpo, diventato il primo giocatore di Milwaukee (20-22) a partire titolare all'All Star Game dal 1986, è rovinata dagli Orlando Magic (18-27) che si impongono 112-96 col greco marcato a uomo da Gordon che ne limita al massimo la fase offensiva: solo 17 punti per lui con 6/17 dal campo. Una marcatura asfissiante che innervosisce la stella dei Bucks che a 4'30" dalla fine commette il sesto fallo lasciando anzitempo la gara. Inutili i 25 punti di Parker.
CHICAGO KO, SACRAMENTO NEL TUNNEL - I rapporti tra Jimmy Butler e Chicago (21-23) sono ai minimi storici. La stella dei Bulls, dopo l'ennesima sconfitta, si è sfogato davanti alle telecamere: "Siamo disastrosi". Un'esternazione che non si riferisce solo al ko che i tori rossi rimediano ad Atlanta (25-18) per 102-93 in un match in cui gli Hawks dominano dall'inizio sino alla fine. Butler alla fine chiuderà con 19 punti perdendo la sfida a distanza con Schroder che ne infila 25. Settima sconfitta consecutiva, invece, per Sacramento (16-26) che perde a Memphis (26-19) 107-91 stesa dai colpi di Gasol (28 punti) e Randolph (20). L'equilibrio si spezza definitivamente nel terzo periodo quando i Grizzlies infilano un parziale di 12-2 che permette loro di chiudere il terzo parziale sul +19. L'ultimo quarto serve solo per le statistiche.
INDIANA KO CON I LAKERS, RISCATTO NETS - Indiana (22-20) va a corrente alterna. I Pacers, dopo il successo su Sacramento, cedono in passo in casa dei Los Angeles Lakers (16-31) per 108-96 rimediando la seconda sconfitta in nove partite. I californiani, trascinati dai 27 punti di Williams, trovano il primo successo dopo cinque sconfitte consecutive nonostante l'infortunio dopo poco più di 1′ di D'Angelo Russell. Agli ospiti non bastano i 21 punti di Paul George e i 20 di Jefferson. Il ko di profila all'inizio dell'ultimo periodo quando Williams, con 10 punti nei primi 6′, permette ai padroni di casa di portare il proprio vantaggio sul +20. Vantaggio non più colmabile. Sconfitte interne per Dallas e New Orleans. I Mavs (14-29) devono arrendersi a Utah (28-16) per 112-107 al termine di un tempo supplementare colpita dai 27 punti di Gobert. I Pelicans (17-27), invece, cedono a sorpresa ai Brooklyn Nets (9-33) che sembrano non soffrire le assenze di Booker e Kilpatrick. Alla fine i newyorkesi vincono 143-114 con i 46 punti combinati di Bogdanovic e Lopez. Era dal 1982 che i Nets non mettevano a segno così tanti punti.
I RISULTATI - Charlotte Hornets-Toronto Raptors 113-78; Orlando Magic-Milwaukee Bucks 112-96; Philadelphia 76ers-Portland Trail Blazers 93-92; New Orleans Pelicans-Brooklyn Nets 114-143; Atlanta Hawks-Chicago Bulls 102-93; Houston Rockets-Golden State Warriors 108-125; Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 107-91; Dallas Mavericks-Utah Jazz 107-112 d1ts; Los Angeles Lakers-Indiana Pacers 108-96.