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Basket, finale scudetto; Pancotto: "Trento o Venezia? Vince chi saprà cogliere l'attimo"

Il decano degli allenatori ci presenta la sfida inedita che assegnerà il tricolore

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Cesare Pancotto, mille e più panchine in carriera, lei che ne ha viste così tante si aspettava una finale scudetto tra Venezia e Trento, due squadre che mai si erano spinte così in alto?
"Non me lo aspettavo e come me credo la maggior parte degli appassionati e addetti ai lavori. In finale però ci sono arrivate le migliori, in grande forma e molto motivate".
Perché Venezia può vincere lo scudetto?
"Perché ha portato alla massima espressione il suo progetto. Voleva arrivare alla finale e allo scudetto, rispetto a Trento è partita un po' prima".
Perché invece lo scudetto può vincerlo Trento?
"Perché ha saputo alzare il suo livello. Durante il girone di ritorno, dove ha perso solo tre partite, poi nei quarti con Sassari e infine nella semifinale con Milano. Il vero capolavoro".
In questo momento cosa ha in più la squadra di Buscaglia?
"In termini tecnici Trento ha una grande difesa che sa togliere all'avversario quello che io chiamo gioco fiducia, il gioco di squadra. Sa tenere bene gli uno contro uno sia con i piccoli sia con i lunghi, con i recuperi e i rimbalzi in attacco si procura tanti possessi, pur non avendo grandi percentuali al tiro".
Cosa ha in più la squadra di De Raffaele?
"Venezia in difesa ha capacità tattica di usare le zone, di togliere fluidità, punti di riferimento. Credo che vedremo una partita spettacolare, nuova, sarà una finale intrigante".
Quali giocatori potranno decidere la serie?
"Per me esiste il giocatore che sa indirizzare la partita e il giocatore che può cambiarla. Haynes e Peric sono i giocatori di Venezia che possono indirizzare la partita, Craft e Shields quelli di Trento. Tra i giocatori che invece possono cambiarla su tutti penso a Filloy, caposaldo di Venezia nei quarti e in semifinale. Per Trento Hogue, per capacità fisiche, e Forray, l'anima della squadra".
Trento può essere un modello da seguire?
"Trento è arrivata alla finale in poco tempo ma la sua crescita è stata omogenea. Non ha mai cambiato allenatore, mai cambiato politica societaria, non si è mai fatta prendere dall'emotività. Nel girone di andata stava andando male ma nessuno nel club si è sognato di mettere in discussione l'allenatore. Non c'è da copiare quello che Trento ha ottenuto, ma riflettere su come lo ha ottenuto".
Buscaglia è a Trento da tanti anni, De Raffaele è stato promosso un anno fa dopo l'esonero di Recalcati. La finale è un premio ad un lungo percorso di crescita.
"Hanno un percorso simile al mio. Fa davvero piacere vedere in finale due allenatori giovani, con un passato fatto di sudore, di ambizione, di tanto lavoro".
Che idea si è fatto del fallimento di Milano?
"E' chiaro che nessuno si aspettava di vedere Milano 'maltrattata' in quel modo da Trento. Aver fatto subito mea culpa è un buon punto di partenza per rilanciarsi".
Vincerà la finale chi...
"Chi avrà il controllo dei rimbalzi e delle palle vaganti, chi saprà individuare e vincere i momenti partita. Chi saprà cogliere l'attimo".
Pancotto quando la rivediamo in panchina?
"Spero presto. In questo momento sto investendo su me stesso, ho visto 170 squadre, ho fatto scouting. Il basket cambia ogni giorno e vederlo con sguardo diverso è un modo per crescere".
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