Basket, Sacchetti: ''Io ct azzurro, emozione senza fine''
di NICOLA APICELLAPresentato il tecnico che dopo l'Europeo prenderà il posto di Messina alla guida della Nazionale. Petrucci: ''Scelto lui perché è bravo e normale''
CAGLIARI - La scelta del luogo non è casuale. Ed è vero che è a Cagliari che l'Italia fa base nel cammino di preparazione verso l'Europeo di fine agosto, ma la Sardegna è la terra dove Meo Sacchetti ha conosciuto il momento più importante della sua carriera, con quel Triplete alla guida di Sassari - stagione 2014-2015 - che è diventato storia.
Dalla Sardegna parte la nuova avventura di Sacchetti ct della Nazionale, una squadra che prenderà in mano dopo l'Europeo, quando si chiuderà la seconda parentesi azzurra di Messina. A Meo toccherà guidare l'Italia in un percorso non semplice, quello delle qualificazioni ai Mondiali del 2019 in Cina da giocare nel bel mezzo della stagione - le famose finestre - senza i giocatori Nba e quasi sicuramente senza quelli di Eurolega. Il debutto è fissato per il 23 novembre a Torino contro la Romania.
Perché Sacchetti? E' il presidente Petrucci a spiegarlo …
Dalla Sardegna parte la nuova avventura di Sacchetti ct della Nazionale, una squadra che prenderà in mano dopo l'Europeo, quando si chiuderà la seconda parentesi azzurra di Messina. A Meo toccherà guidare l'Italia in un percorso non semplice, quello delle qualificazioni ai Mondiali del 2019 in Cina da giocare nel bel mezzo della stagione - le famose finestre - senza i giocatori Nba e quasi sicuramente senza quelli di Eurolega. Il debutto è fissato per il 23 novembre a Torino contro la Romania.
Perché Sacchetti? E' il presidente Petrucci a spiegarlo …
CAGLIARI - La scelta del luogo non è casuale. Ed è vero che è a Cagliari che l'Italia fa base nel cammino di preparazione verso l'Europeo di fine agosto, ma la Sardegna è la terra dove Meo Sacchetti ha conosciuto il momento più importante della sua carriera, con quel Triplete alla guida di Sassari - stagione 2014-2015 - che è diventato storia.
Dalla Sardegna parte la nuova avventura di Sacchetti ct della Nazionale, una squadra che prenderà in mano dopo l'Europeo, quando si chiuderà la seconda parentesi azzurra di Messina. A Meo toccherà guidare l'Italia in un percorso non semplice, quello delle qualificazioni ai Mondiali del 2019 in Cina da giocare nel bel mezzo della stagione - le famose finestre - senza i giocatori Nba e quasi sicuramente senza quelli di Eurolega. Il debutto è fissato per il 23 novembre a Torino contro la Romania.
Perché Sacchetti? E' il presidente Petrucci a spiegarlo aprendo la conferenza stampa: "Sono innamorato di Sacchetti per la sua normalità e quando Messina mi ha suggerito il suo nome, ho detto subito sì. A me piacciono gli allenatori normali e lui ha dimostrato di esserlo, con la sua bella famiglia e poi nel corso della sua carriera, prima come grande giocatore e poi come grande allenatore. Dove è andato ha vinto, in silenzio, senza recitare. E' il mio allenatore ideale, i filosofi, quelli che pensano di inventare la pallacanestro, i troppo bravi, mi fanno paura".
Meo, particolarmente emozionato ("e sono uno che non riesce a mascherare i sentimenti'') ha tante persone da ringraziare. Tira fuori un foglietto. Parte dagli allenatori: ''Il primo che ho avuto, Bob Rattazzi. E l'ultimo, che poi è diventato il mio procuratore, Virginio Bernardi. E ancora Gamba e Bianchini. Quello che però ha lasciato l'impronta su di me è stato Dido Guerrieri. Da lui ho imparato tanto, non solo da un punto di vista cestistico, è il suo modo di vedere la vita che è stato importante".
Tocca poi ai presidenti: ''Enzo Sindoni, mi ha voluto a Capo d'Orlando quando nessuno mi cercava, a lui che ha avuto questa visione sarò sempre grato. Poi la famiglia Mele che mi ha portato in questa splendida regione che è la Sardegna. Infine Stefano Sardara perché ha contribuito ai successi ottenuti con Sassari".
La panchina dell'Italia "è qualcosa di diverso per chi è stato anche giocatore della nazionale. E' un sogno che si realizza, il top della carriera per un allenatore".
Sui giocatori: ''Come diceva Guerrieri se hai giocatori bravi vinci, se non li hai non vinci. E' così, per vincere servono buoni giocatori. Non parlo di chi convocherò in questi due anni, mi piacerebbe però avere la possibilità di chiamare Donzelli, un ragazzo che ho avuto a Brindisi e che non è stato particolarmente fortunato, a lui mi piacerebbe dare un'opportunità''.
Ettore Messina ascolta, nella scelta di Sacchetti c'è il suo zampino: "Mi è stato chiesto di fare una lista di candidati - racconta -, c'erano tre-quattro allenatori italiani tutti di grande valore ma Sacchetti ha le caratteristiche che la Federazione e il presidente cercavano: italiano, esperto, che ha vinto a tutti i livelli, con una carica personale importante e con un passato fantastico da giocatore. Troverà in Brunamonti (attuale dirigente accompagnatore degli azzurri) la spalla ideale, sono contento per lui e per loro, sono sicuro che faranno molto bene".
Messina sta preparando un Europeo tra mille difficoltà, l'ultima il forfait di Gallinari: "Alcune cose sono cambiate, il talento e la personalità di Danilo non si possono sostituire, dobbiamo fare qualcosa di diverso e vedremo sul campo se sarà più o meno efficace. Ognuno dovrà fare un passetto avanti, c'è chi avrà più responsabilità, ma i ragazzi stanno lavorando con grande impegno. Abbiamo avuto un piccolo contrattempo con Datome ma dovrebbe risolversi in qualche giorno, per il resto vedremo la prova del campo".
Dalla Sardegna parte la nuova avventura di Sacchetti ct della Nazionale, una squadra che prenderà in mano dopo l'Europeo, quando si chiuderà la seconda parentesi azzurra di Messina. A Meo toccherà guidare l'Italia in un percorso non semplice, quello delle qualificazioni ai Mondiali del 2019 in Cina da giocare nel bel mezzo della stagione - le famose finestre - senza i giocatori Nba e quasi sicuramente senza quelli di Eurolega. Il debutto è fissato per il 23 novembre a Torino contro la Romania.
Perché Sacchetti? E' il presidente Petrucci a spiegarlo aprendo la conferenza stampa: "Sono innamorato di Sacchetti per la sua normalità e quando Messina mi ha suggerito il suo nome, ho detto subito sì. A me piacciono gli allenatori normali e lui ha dimostrato di esserlo, con la sua bella famiglia e poi nel corso della sua carriera, prima come grande giocatore e poi come grande allenatore. Dove è andato ha vinto, in silenzio, senza recitare. E' il mio allenatore ideale, i filosofi, quelli che pensano di inventare la pallacanestro, i troppo bravi, mi fanno paura".
Meo, particolarmente emozionato ("e sono uno che non riesce a mascherare i sentimenti'') ha tante persone da ringraziare. Tira fuori un foglietto. Parte dagli allenatori: ''Il primo che ho avuto, Bob Rattazzi. E l'ultimo, che poi è diventato il mio procuratore, Virginio Bernardi. E ancora Gamba e Bianchini. Quello che però ha lasciato l'impronta su di me è stato Dido Guerrieri. Da lui ho imparato tanto, non solo da un punto di vista cestistico, è il suo modo di vedere la vita che è stato importante".
Tocca poi ai presidenti: ''Enzo Sindoni, mi ha voluto a Capo d'Orlando quando nessuno mi cercava, a lui che ha avuto questa visione sarò sempre grato. Poi la famiglia Mele che mi ha portato in questa splendida regione che è la Sardegna. Infine Stefano Sardara perché ha contribuito ai successi ottenuti con Sassari".
La panchina dell'Italia "è qualcosa di diverso per chi è stato anche giocatore della nazionale. E' un sogno che si realizza, il top della carriera per un allenatore".
Sui giocatori: ''Come diceva Guerrieri se hai giocatori bravi vinci, se non li hai non vinci. E' così, per vincere servono buoni giocatori. Non parlo di chi convocherò in questi due anni, mi piacerebbe però avere la possibilità di chiamare Donzelli, un ragazzo che ho avuto a Brindisi e che non è stato particolarmente fortunato, a lui mi piacerebbe dare un'opportunità''.
Ettore Messina ascolta, nella scelta di Sacchetti c'è il suo zampino: "Mi è stato chiesto di fare una lista di candidati - racconta -, c'erano tre-quattro allenatori italiani tutti di grande valore ma Sacchetti ha le caratteristiche che la Federazione e il presidente cercavano: italiano, esperto, che ha vinto a tutti i livelli, con una carica personale importante e con un passato fantastico da giocatore. Troverà in Brunamonti (attuale dirigente accompagnatore degli azzurri) la spalla ideale, sono contento per lui e per loro, sono sicuro che faranno molto bene".
Messina sta preparando un Europeo tra mille difficoltà, l'ultima il forfait di Gallinari: "Alcune cose sono cambiate, il talento e la personalità di Danilo non si possono sostituire, dobbiamo fare qualcosa di diverso e vedremo sul campo se sarà più o meno efficace. Ognuno dovrà fare un passetto avanti, c'è chi avrà più responsabilità, ma i ragazzi stanno lavorando con grande impegno. Abbiamo avuto un piccolo contrattempo con Datome ma dovrebbe risolversi in qualche giorno, per il resto vedremo la prova del campo".