Sport

Basket, Europei: l'Italia fa il pieno di fiducia. Con l'Ucraina per le conferme

Ettore Messina (afp)
Tante note positive per Messina nel successo su Israele. ''E' solo la prima partita, siamo contenti, ma si riazzera tutto". Sabato il secondo match
1 minuti di lettura
TEL AVIV - Esorcizzati i timori dell'esordio, perché ogni prima partita di un torneo è una porta da spalancare su una stanza buia, l'Italia mette via due punti importanti e un pieno di fiducia che varranno a sostenerne il cammino. Israele era povera, ma mai era parsa così nuda nelle amichevoli d'approccio. E mentre quaggiù già ieri notte divampavano rumorosi processi ad una squadra capace di esalare 48 miseri punti, in una patria dove si beano di basket a cento all'ora, il dibattito azzurro dell'indomani verte invece sulle tare da fare ad un 69-48 pure diventato così tranciante solo nel finale, a sfidanti sedate. Israele esibiva, tranne l'Omri Casspi dei Warriors poi sfinito di fatica, troppi attori sul piano declinante di carriere neanche sontuose, ed era anche tra le poche squadre meno prestanti fisicamente dell'Italia. Che però il suo l'ha fatto, tanto da indurre Ettore Messina, uno che scolpisce parole con attenzione incline alla severità, a lodare un gruppo che è stato "calmo, determinato e responsabile in attacco". Insomma, promosso, malgrado qualche vistosa impazienza dello stesso coach, a giochi in corso, per troppe palle banalmente perse: 15, alla fine, a generare almeno metà degli altrettanti canestri israeliani. A questo giro non si è pagato, ma replicandole contro concorrenze più forti si potrebbe piangere. "E' solo la prima partita - ha completato il tecnico -, siamo contenti, ma domani si riazzera tutto".

Domani c'è l'esercizio obbligatorio: l'Ucraina da affrontare alle 17.30 somiglia tanto alla più debole delle sei e raddoppiare subito il bottino rafforzerebbe una classifica senza affanni, laddove la Lituania battuta dalla Georgia già ne ha, e così la Francia, tra le favorite, sorpresa nel girone di Helsinki dalla Finlandia. L'Italia sta trovando lo spartito, sa di dover molto confidare nel tiro da tre e con Israele, soprattutto con le punte designate Belinelli e Datome (6 e 4 triple, rispettivamente), l'ha fatto: 13 su 27. Poi, anche con la sua stazza limitata, ha stravinto la partita a rimbalzo, usando soprattutto attenzione e disciplina tattica nel tagliafuori. Resta il discorso iniziale della tara: e cioè quanto abbiano aiutato i peccati di Israele a disegnare la partita vincente. Nè pare questa una domanda da girare all'Ucraina, beninteso senza distrazioni, perché si può scivolare ovunque, quanto piuttosto agli scontri con le big annunciate Lituania e Georgia. Se ne riparlerà, per adesso c'è chi sta peggio.
I commenti dei lettori