MILANO - La Lega Basket prova a mediare con la FIP dopo le polemiche sulla proposta, elaborata nel corso dell'assemblea dei club dieci giorni fa, di poter tesserare fino a 12 stranieri per squadra con un sistema di luxury tax progressivo. Il presidente Egidio Bianchi reagisce alle critiche, in particolare del numero uno della Federazione Gianni Petrucci, spiegando il senso complessivo del progetto: "I punti vanno letti insieme, non possono essere usati in maniera strumentale", dice nel corso di una conferenza stampa convocata al Westin Palace Hotel, a fianco di Ario Costa, rappresentate dei club in consiglio federale.
RISPOSTA ENTRO FINE GENNAIO - La Lega Basket - che ha annunciato l'arrivo di Marco Aloi come responsabile marketing e commerciale - di fatto accantona l'idea di 12 stranieri per squadra e rilancia con una nuova piattaforma: sei stranieri e sei italiani, oppure 8 stranieri e quattro italiani con l'obbligo di pagare una tassa per tesserare i due stranieri in più (settimo e ottavo). "In questo modo ci sarà sicuramente un italiano in più rispetto alla situazione attuale". Ora Bianchi e Costa attendono una risposta di Petrucci nel più breve tempo possibile, con la speranza di non andare oltre la fine di gennaio. "Ma dovrà essere una risposta sul progetto complessivo - aggiunge Bianchi - non solo sul tema dell'eleggibilità degli stranieri. Sono tutti temi che vanno coordinati. Noi pensiamo che i nostri talenti non vengono protetti con un sistema di tipo protezionistico. Nella scora stagione, con le risorse raccolte in relazione ai Nuovi atleti svincolati, siamo arrivati a 1.6 milioni. Con la luxury tax contavamo di arrivare tra 2 e 2.5 milioni, fondi che possono essere destinati allo sviluppo dei vivai oppure alla premialità per le società che mandano in campo giovani italiani".
LE SOCIETA' FRANCHIGIA - In quest'ottica Bianchi lancia un'idea innovativa: le "società franchigia" in A2 con possibilità di interscambio dei giocatori di settimana in settimana con l'A1, come succede con le squadre B nel calcio nella Liga spagnola. "Stiamo studiando ancora le modalità applicative - precisa il presidente della Lega Basket - in particolare il numero dei giocatori tesserabili per le due società e delle occasioni nelle quali sarebbe possibile effettuare lo scambio. Tendenzialmente vorremmo riservare questa possibilità ai giovani italiani Under 25 in modo da favorire la crescita dei nostri talenti. Ma potrebbe esserci anche l'opportunità di sostituire un americano infortunato con un altro. Però, per realizzare questa riforma, occorre modificare lo statuto federale con nuove normative sul tesseramento". Bianchi non transige sull'equiparazione tra comunitari ed extracomunitari: "Gli stranieri sono stranieri e basta. Basta con l'abominio dei passaporti. Se un americano si fa dare il passaporto Ue, questo non risolve certo il problema dei nostri giovani".
"PETRUCCI ARROCCATO" - La Lega, felice per i buoni risultati degli spettatori nei palazzetti e dell'audience in tv, tende un ramoscello d'ulivo a Petrucci: "Possiamo diventare un modello per altri sport italiani se Lega e Federazione riusciranno a lavorare insieme senza sovrapposizioni - conclude Bianchi - per fare una riforma occorre che le parti si siedano insieme allo stesso tavolo con la volontà di arrivare a un risultato. Vedo Petrucci arroccato su alcune tematiche. Invece dovrebbe essere interessato allo sviluppo dello sport di base".
REPLICA FIP - La Federbasket ha affidato la sua replica ad un lungo comunicato. ''Nel 2017, allo scadere della convenzione firmata anni prima dagli allora presidenti Fip-Lega Dino Meneghin e Valentino Renzi, la Federazione su esplicita richiesta della Lega prorogò di un anno l'accordo sull'eleggibilità con la promessa, da parte dell'associazione delle società del massimo campionato, che sarebbe stato presentato un ampio progetto di ristrutturazione della stessa Lega. Nel mese di giugno 2017 la Legabasket ha presentato uno studio che prevedeva l'ampliamento del campionato di Serie A a 20 squadre con il blocco delle retrocessioni. La Fip, considerato l'alto numero di squadre partecipanti al campionato di A2, ha deliberato che con un piano pluriennale si arrivi a due promozioni e due retrocessioni" si legge nella nota.
"Nel mese di novembre dell'anno ancora in corso, la Legabasket Serie A ha presentato alla Fip un nuovo progetto, che prevede tra le altre cose la possibilità di ingaggiare anche dodici giocatori stranieri dietro il pagamento di una cosiddetta "luxury tax". Sempre quest'anno, durante il Consiglio Federale dello scorso aprile, la Fip ha deliberato che le gare dei playoff del campionato in corso siano disputate in impianti con capienza minima di 5.000 posti a sedere, disponendo che tale regola debba essere applicata anche alle gare della regular season nella prossima stagione (2018/2019). Nonostante la Fip abbia ricordato alla Legabasket tale adempimento con una comunicazione ufficiale agli inizi del mese di novembre, nessuna risposta è mai pervenuta sull'argomento da parte della stessa Lega. Al contrario, alcune società (Venezia, Sassari e Trento) hanno preso contatto con la Fip per trovare soluzioni idonee in attesa di poter adempiere alla norma. In ultimo, stupisce davvero il nuovo repentino cambio di rotta odierno circa l'impiego di giocatori stranieri (sei con possibilità di passare a otto dietro pagamento di una "luxury tax"). Tale proposta arriva ancora una volta senza un preliminare confronto con la Federazione. Nel corso del Consiglio Nazionale CONI dello scorso 19 dicembre, il presidente Fip Giovanni Petrucci ha rimarcato l'eccessivo impiego di giocatori stranieri nel nostro campionato ricevendo dal presidente CONI Giovanni Malagò esplicito impegno di appoggio alla linea federale per la tutela del patrimonio nazionale. Nel contempo la Fip sta studiando un progetto sull'impiego di giocatori italiani e attività giovanile che nelle prossime settimane verrà portato all'attenzione dell'associazione giocatori e delle altre parti interessate.
La Fip, con rammarico, è però costretta a registrare l'impossibilità di confrontarsi con la Legabasket Serie A su temi più ampi delle contingenze del momento e su un piano che coinvolga in toto il sistema basket".
LA CONTROREPLICA DELLA LEGA - Successivamente è arrivata una nuova presa di posizione della Lega che "prende atto della precisazione della Fip e ribadisce la sua posizione in merito all'aumento della capienza dei palasport della Serie A a 5 mila posti a sedere già da questi play off: una decisione assunta autonomamente dalla stessa Fip e alla quale la Lega e i suoi club comunque si adegueranno. Ugualmente la Lega specifica che già lo scorso 29 novembre, presentando alla Fip il suo progetto, aveva risposto sul tema prevedendo come eventuali deroghe andassero concesse solo 'a progetti che abbiano fattibilita' tecnica acclarata, copertura finanziaria definita e sostenibile e presentati per valutazione agli uffici competenti dei Comuni interessatì. In virtù di ciò, i club stanno definendo i progetti di adeguamento dei loro impianti, sui quali caso per caso dovrà essere effettuata una specifica valutazione".
"Stante la costante ed ampia disponibilità della Lega al confronto, confermata dai molteplici incontri intervenuti con il presidente Petrucci (a cui fra l'altro è stata manifestata la richiesta di un nuovo immediato incontro anche dopo l'assemblea del 18 dicembre sia dal presidente Bianchi che dal consigliere federale Costa), la Lega - prosegue la nota - mentre rigetta con forza l'accusa in merito alla impossibilità di confrontarsi su temi più ampi delle contingenze del momento, accoglie con soddisfazione la notizia che la Fip sta studiando un progetto sull'impiego di giocatori italiani e sull'attività giovanile che, per quanto riguarda la Serie A, dovrà comunque vedere la Lega come interlocutore obbligato".
"Si sarebbe auspicato al contempo che questo progetto fosse già stato presentato e discusso nelle numerose occasioni in cui Fip e Lega si sono confrontate in questi mesi e nelle quali la stessa Federazione ha ritenuto di ridurre il confronto a singoli temi come la capienza degli impianti e la eleggibilità dei giocatori senza sforzarsi, come invece sta facendo la Lega, di inserirli in un progetto articolato ed a lungo termine che coinvolga il sistema basket".
GIBA CHIEDE MENO STRANIERI - Anche la GIBA esprime la propria posizione. L’associazione giocatori pensa, ormai da anni, che un basket di maggiore qualità debba e possa passare da una riforma del movimento che dia più spazio ai giocatori di formazione italiana e che tenda a tesserare meno giocatori stranieri, ma davvero forti e quindi in grado di arricchire lo spettacolo offerto in campo dalle squadre della massima serie. I recenti pronunciamenti del CONI e della FIP, mediante i propri presidenti, ci spingono a insistere sulle nostre posizioni, che da anni portiamo avanti con proposte concrete. Dopo la prima richiesta presentata dalla Lega, di cui abbiamo avuto conoscenza dalla stampa e per noi totalmente inaccettabile, abbiamo letto oggi di una nuova proposta, per noi altrettanto inaccettabile. Riuniremo nei prossimi giorni il direttivo dell’Associazione Giocatori, ma possiamo dire fin da subito che i giocatori extracomunitari del massimo campionato di serie A devono diminuire, non aumentare, ricordando che chi gioca le Coppe ha sempre la possibilità di impiegare altri atleti non formati per quelle competizioni. Nell’evidenziare come la Federazione Italiana Pallacanestro, in particolare nella persona del Presidente Petrucci, è sempre stata attenta al parere e alle idee dei giocatori, anticipiamo che tra le nostre nuove proposte ci sarà l’ampliamento del numero dei club destinatari di premialità (in passato tre, poi cresciuti a quattro su nostro input), che chiediamo salgano a sei. Chiederemo inoltre un premio ad hoc per chi impiega tre o quattro stranieri e una previsione esplicita dei contratti di immagine, da depositare formalmente e in una percentuale prefissata e uguale per tutti. Rinnoviamo la fiducia nel lavoro che sta portando avanti la Federazione e ribadiamo la nostra immediata e totale disponibilità a partecipare ad un tavolo di lavoro che ragioni su idee chiare e attuabili circa la riforma del basket professionistico, dai settori giovanili fino all’accordo collettivo, tutelando il patrimonio della pallacanestro italiana e lavorando per migliorarlo.
RISPOSTA ENTRO FINE GENNAIO - La Lega Basket - che ha annunciato l'arrivo di Marco Aloi come responsabile marketing e commerciale - di fatto accantona l'idea di 12 stranieri per squadra e rilancia con una nuova piattaforma: sei stranieri e sei italiani, oppure 8 stranieri e quattro italiani con l'obbligo di pagare una tassa per tesserare i due stranieri in più (settimo e ottavo). "In questo modo ci sarà sicuramente un italiano in più rispetto alla situazione attuale". Ora Bianchi e Costa attendono una risposta di Petrucci nel più breve tempo possibile, con la speranza di non andare oltre la fine di gennaio. "Ma dovrà essere una risposta sul progetto complessivo - aggiunge Bianchi - non solo sul tema dell'eleggibilità degli stranieri. Sono tutti temi che vanno coordinati. Noi pensiamo che i nostri talenti non vengono protetti con un sistema di tipo protezionistico. Nella scora stagione, con le risorse raccolte in relazione ai Nuovi atleti svincolati, siamo arrivati a 1.6 milioni. Con la luxury tax contavamo di arrivare tra 2 e 2.5 milioni, fondi che possono essere destinati allo sviluppo dei vivai oppure alla premialità per le società che mandano in campo giovani italiani".
LE SOCIETA' FRANCHIGIA - In quest'ottica Bianchi lancia un'idea innovativa: le "società franchigia" in A2 con possibilità di interscambio dei giocatori di settimana in settimana con l'A1, come succede con le squadre B nel calcio nella Liga spagnola. "Stiamo studiando ancora le modalità applicative - precisa il presidente della Lega Basket - in particolare il numero dei giocatori tesserabili per le due società e delle occasioni nelle quali sarebbe possibile effettuare lo scambio. Tendenzialmente vorremmo riservare questa possibilità ai giovani italiani Under 25 in modo da favorire la crescita dei nostri talenti. Ma potrebbe esserci anche l'opportunità di sostituire un americano infortunato con un altro. Però, per realizzare questa riforma, occorre modificare lo statuto federale con nuove normative sul tesseramento". Bianchi non transige sull'equiparazione tra comunitari ed extracomunitari: "Gli stranieri sono stranieri e basta. Basta con l'abominio dei passaporti. Se un americano si fa dare il passaporto Ue, questo non risolve certo il problema dei nostri giovani".
"PETRUCCI ARROCCATO" - La Lega, felice per i buoni risultati degli spettatori nei palazzetti e dell'audience in tv, tende un ramoscello d'ulivo a Petrucci: "Possiamo diventare un modello per altri sport italiani se Lega e Federazione riusciranno a lavorare insieme senza sovrapposizioni - conclude Bianchi - per fare una riforma occorre che le parti si siedano insieme allo stesso tavolo con la volontà di arrivare a un risultato. Vedo Petrucci arroccato su alcune tematiche. Invece dovrebbe essere interessato allo sviluppo dello sport di base".
REPLICA FIP - La Federbasket ha affidato la sua replica ad un lungo comunicato. ''Nel 2017, allo scadere della convenzione firmata anni prima dagli allora presidenti Fip-Lega Dino Meneghin e Valentino Renzi, la Federazione su esplicita richiesta della Lega prorogò di un anno l'accordo sull'eleggibilità con la promessa, da parte dell'associazione delle società del massimo campionato, che sarebbe stato presentato un ampio progetto di ristrutturazione della stessa Lega. Nel mese di giugno 2017 la Legabasket ha presentato uno studio che prevedeva l'ampliamento del campionato di Serie A a 20 squadre con il blocco delle retrocessioni. La Fip, considerato l'alto numero di squadre partecipanti al campionato di A2, ha deliberato che con un piano pluriennale si arrivi a due promozioni e due retrocessioni" si legge nella nota.
"Nel mese di novembre dell'anno ancora in corso, la Legabasket Serie A ha presentato alla Fip un nuovo progetto, che prevede tra le altre cose la possibilità di ingaggiare anche dodici giocatori stranieri dietro il pagamento di una cosiddetta "luxury tax". Sempre quest'anno, durante il Consiglio Federale dello scorso aprile, la Fip ha deliberato che le gare dei playoff del campionato in corso siano disputate in impianti con capienza minima di 5.000 posti a sedere, disponendo che tale regola debba essere applicata anche alle gare della regular season nella prossima stagione (2018/2019). Nonostante la Fip abbia ricordato alla Legabasket tale adempimento con una comunicazione ufficiale agli inizi del mese di novembre, nessuna risposta è mai pervenuta sull'argomento da parte della stessa Lega. Al contrario, alcune società (Venezia, Sassari e Trento) hanno preso contatto con la Fip per trovare soluzioni idonee in attesa di poter adempiere alla norma. In ultimo, stupisce davvero il nuovo repentino cambio di rotta odierno circa l'impiego di giocatori stranieri (sei con possibilità di passare a otto dietro pagamento di una "luxury tax"). Tale proposta arriva ancora una volta senza un preliminare confronto con la Federazione. Nel corso del Consiglio Nazionale CONI dello scorso 19 dicembre, il presidente Fip Giovanni Petrucci ha rimarcato l'eccessivo impiego di giocatori stranieri nel nostro campionato ricevendo dal presidente CONI Giovanni Malagò esplicito impegno di appoggio alla linea federale per la tutela del patrimonio nazionale. Nel contempo la Fip sta studiando un progetto sull'impiego di giocatori italiani e attività giovanile che nelle prossime settimane verrà portato all'attenzione dell'associazione giocatori e delle altre parti interessate.
La Fip, con rammarico, è però costretta a registrare l'impossibilità di confrontarsi con la Legabasket Serie A su temi più ampi delle contingenze del momento e su un piano che coinvolga in toto il sistema basket".
LA CONTROREPLICA DELLA LEGA - Successivamente è arrivata una nuova presa di posizione della Lega che "prende atto della precisazione della Fip e ribadisce la sua posizione in merito all'aumento della capienza dei palasport della Serie A a 5 mila posti a sedere già da questi play off: una decisione assunta autonomamente dalla stessa Fip e alla quale la Lega e i suoi club comunque si adegueranno. Ugualmente la Lega specifica che già lo scorso 29 novembre, presentando alla Fip il suo progetto, aveva risposto sul tema prevedendo come eventuali deroghe andassero concesse solo 'a progetti che abbiano fattibilita' tecnica acclarata, copertura finanziaria definita e sostenibile e presentati per valutazione agli uffici competenti dei Comuni interessatì. In virtù di ciò, i club stanno definendo i progetti di adeguamento dei loro impianti, sui quali caso per caso dovrà essere effettuata una specifica valutazione".
"Stante la costante ed ampia disponibilità della Lega al confronto, confermata dai molteplici incontri intervenuti con il presidente Petrucci (a cui fra l'altro è stata manifestata la richiesta di un nuovo immediato incontro anche dopo l'assemblea del 18 dicembre sia dal presidente Bianchi che dal consigliere federale Costa), la Lega - prosegue la nota - mentre rigetta con forza l'accusa in merito alla impossibilità di confrontarsi su temi più ampi delle contingenze del momento, accoglie con soddisfazione la notizia che la Fip sta studiando un progetto sull'impiego di giocatori italiani e sull'attività giovanile che, per quanto riguarda la Serie A, dovrà comunque vedere la Lega come interlocutore obbligato".
"Si sarebbe auspicato al contempo che questo progetto fosse già stato presentato e discusso nelle numerose occasioni in cui Fip e Lega si sono confrontate in questi mesi e nelle quali la stessa Federazione ha ritenuto di ridurre il confronto a singoli temi come la capienza degli impianti e la eleggibilità dei giocatori senza sforzarsi, come invece sta facendo la Lega, di inserirli in un progetto articolato ed a lungo termine che coinvolga il sistema basket".
GIBA CHIEDE MENO STRANIERI - Anche la GIBA esprime la propria posizione. L’associazione giocatori pensa, ormai da anni, che un basket di maggiore qualità debba e possa passare da una riforma del movimento che dia più spazio ai giocatori di formazione italiana e che tenda a tesserare meno giocatori stranieri, ma davvero forti e quindi in grado di arricchire lo spettacolo offerto in campo dalle squadre della massima serie. I recenti pronunciamenti del CONI e della FIP, mediante i propri presidenti, ci spingono a insistere sulle nostre posizioni, che da anni portiamo avanti con proposte concrete. Dopo la prima richiesta presentata dalla Lega, di cui abbiamo avuto conoscenza dalla stampa e per noi totalmente inaccettabile, abbiamo letto oggi di una nuova proposta, per noi altrettanto inaccettabile. Riuniremo nei prossimi giorni il direttivo dell’Associazione Giocatori, ma possiamo dire fin da subito che i giocatori extracomunitari del massimo campionato di serie A devono diminuire, non aumentare, ricordando che chi gioca le Coppe ha sempre la possibilità di impiegare altri atleti non formati per quelle competizioni. Nell’evidenziare come la Federazione Italiana Pallacanestro, in particolare nella persona del Presidente Petrucci, è sempre stata attenta al parere e alle idee dei giocatori, anticipiamo che tra le nostre nuove proposte ci sarà l’ampliamento del numero dei club destinatari di premialità (in passato tre, poi cresciuti a quattro su nostro input), che chiediamo salgano a sei. Chiederemo inoltre un premio ad hoc per chi impiega tre o quattro stranieri e una previsione esplicita dei contratti di immagine, da depositare formalmente e in una percentuale prefissata e uguale per tutti. Rinnoviamo la fiducia nel lavoro che sta portando avanti la Federazione e ribadiamo la nostra immediata e totale disponibilità a partecipare ad un tavolo di lavoro che ragioni su idee chiare e attuabili circa la riforma del basket professionistico, dai settori giovanili fino all’accordo collettivo, tutelando il patrimonio della pallacanestro italiana e lavorando per migliorarlo.