Basket, la Final Eight delle novità: sarà comunque una prima volta
dal nostro inviato NICOLA APICELLAOggi a Firenze le semifinali. Alle 18 Cremona-Torino, alle 20:45 Brescia-Cantù, a giocarsi il trofeo è rimasta solo una delle prime quattro teste di serie (la Germani) e quattro squadre che mai hanno alzato la coppa
FIRENZE - Certezza numero uno. Tre delle prime quattro teste di serie sono uscite ai quarti, terza volta da quando la coppa Italia viene assegnata con la formula della F8. Hanno rifatto subito le valigie la numero uno, Avellino, la numero 3, Milano e la numero 4, Venezia. Per capirci le tre che guidano la classifica.
Certezza numero due, chi domenica sera alzerà la coppa al Mandela Forum lo farà per la prima volta nella sua storia. Nessuna delle quattro semifinaliste infatti ha mai vinto il trofeo tricolore. Cremona è alla terza partecipazione e ha già eguagliato il suo miglior risultato, la semifinale persa nel 2016 con Milano. Torino è una debuttante, Cantù è arrivata tre volte in finale ma non si è mai tolta lo sfizio di portarsi la coppa casa, Brescia è alla seconda semifinale (in due partecipazioni) dopo quella persa con Sassari un anno fa. Oggi si gioca per prendersi la finale. Alle 18 Cremona-Torino, alle 20:45 Can…
Certezza numero due, chi domenica sera alzerà la coppa al Mandela Forum lo farà per la prima volta nella sua storia. Nessuna delle quattro semifinaliste infatti ha mai vinto il trofeo tricolore. Cremona è alla terza partecipazione e ha già eguagliato il suo miglior risultato, la semifinale persa nel 2016 con Milano. Torino è una debuttante, Cantù è arrivata tre volte in finale ma non si è mai tolta lo sfizio di portarsi la coppa casa, Brescia è alla seconda semifinale (in due partecipazioni) dopo quella persa con Sassari un anno fa. Oggi si gioca per prendersi la finale. Alle 18 Cremona-Torino, alle 20:45 Can…
FIRENZE - Certezza numero uno. Tre delle prime quattro teste di serie sono uscite ai quarti, terza volta da quando la coppa Italia viene assegnata con la formula della F8. Hanno rifatto subito le valigie la numero uno, Avellino, la numero 3, Milano e la numero 4, Venezia. Per capirci le tre che guidano la classifica.
Certezza numero due, chi domenica sera alzerà la coppa al Mandela Forum lo farà per la prima volta nella sua storia. Nessuna delle quattro semifinaliste infatti ha mai vinto il trofeo tricolore. Cremona è alla terza partecipazione e ha già eguagliato il suo miglior risultato, la semifinale persa nel 2016 con Milano. Torino è una debuttante, Cantù è arrivata tre volte in finale ma non si è mai tolta lo sfizio di portarsi la coppa casa, Brescia è alla seconda semifinale (in due partecipazioni) dopo quella persa con Sassari un anno fa. Oggi si gioca per prendersi la finale. Alle 18 Cremona-Torino, alle 20:45 Cantù-Brescia.
Cremona-Torino
Si sono affrontate in campionato lo scorso novembre al Palaruffini, sulla panchina della Fiat c'era Luca Banchi, le cose funzionavano a meraviglia e quella vittoria (88-80) portò Torino al secondo posto. Cos'è la Fiat oggi, dopo l'addio di Banchi e quello del su-o successore Recalcati lo ha detto chiaramente il giovane coach Paolo Galbiati dopo il successo nei quarti con Venezia: "Non sappiamo quali saremo perché siamo totalmente imprevedibili e questa è la bellezza di questi giocatori".
Cremona a questo punto ci prova, dopo aver eliminato Avellino, la numero uno del tabellone, ha dalla sua l'entusiasmo e la testa leggera di chi comunque andrà sarà un successo. Meo Sacchetti la coppa la conosce come le sue tasche, con Sassari l'ha vinta due volte e non certo da favorito. Al ct azzurro potrebbe riuscire un'altra impresa, alzare il trofeo da ottava del tabellone: mai successo.
Cantù-Brescia
Unica ad aver rispettato il pronostico che contro Bologna la vedeva favorita in virtù del secondo posto con cui si presentava al via, Brescia è adesso la testa di serie più alta (la numero 2) rimasta in gara. Andrea Diana, che ha festeggiato come meglio non poteva i 43 anni, ha messo un altro sigillo ad una stagione (finora) a dir poco clamorosa. Contro Bologna - che già orfana di Aradori ha perso per infortunio a metà partita anche Alessandro Gentile, parliamo dei due migliori realizzatori della Segafredo - la buona sorte ha indossato la maglia della Germani. Segnali da non sottovalutare.
Cantù ha già fatto un'impresa, nessuno le dava un centesimo e invece ha dominato la presuntuosa Milano giocando senza Crosariol e senza Culpepper, due che di solito Sodini spedisce tra i primi cinque e che insieme producono 27 punti a partita. Nel finale del quarto con l'Olimpia si è fatto male anche Thomas e quindi bisognerà fare la conta. Ma con questo entusiasmo può stupire ancora.
Certezza numero due, chi domenica sera alzerà la coppa al Mandela Forum lo farà per la prima volta nella sua storia. Nessuna delle quattro semifinaliste infatti ha mai vinto il trofeo tricolore. Cremona è alla terza partecipazione e ha già eguagliato il suo miglior risultato, la semifinale persa nel 2016 con Milano. Torino è una debuttante, Cantù è arrivata tre volte in finale ma non si è mai tolta lo sfizio di portarsi la coppa casa, Brescia è alla seconda semifinale (in due partecipazioni) dopo quella persa con Sassari un anno fa. Oggi si gioca per prendersi la finale. Alle 18 Cremona-Torino, alle 20:45 Cantù-Brescia.
Cremona-Torino
Si sono affrontate in campionato lo scorso novembre al Palaruffini, sulla panchina della Fiat c'era Luca Banchi, le cose funzionavano a meraviglia e quella vittoria (88-80) portò Torino al secondo posto. Cos'è la Fiat oggi, dopo l'addio di Banchi e quello del su-o successore Recalcati lo ha detto chiaramente il giovane coach Paolo Galbiati dopo il successo nei quarti con Venezia: "Non sappiamo quali saremo perché siamo totalmente imprevedibili e questa è la bellezza di questi giocatori".
Cremona a questo punto ci prova, dopo aver eliminato Avellino, la numero uno del tabellone, ha dalla sua l'entusiasmo e la testa leggera di chi comunque andrà sarà un successo. Meo Sacchetti la coppa la conosce come le sue tasche, con Sassari l'ha vinta due volte e non certo da favorito. Al ct azzurro potrebbe riuscire un'altra impresa, alzare il trofeo da ottava del tabellone: mai successo.
Cantù-Brescia
Unica ad aver rispettato il pronostico che contro Bologna la vedeva favorita in virtù del secondo posto con cui si presentava al via, Brescia è adesso la testa di serie più alta (la numero 2) rimasta in gara. Andrea Diana, che ha festeggiato come meglio non poteva i 43 anni, ha messo un altro sigillo ad una stagione (finora) a dir poco clamorosa. Contro Bologna - che già orfana di Aradori ha perso per infortunio a metà partita anche Alessandro Gentile, parliamo dei due migliori realizzatori della Segafredo - la buona sorte ha indossato la maglia della Germani. Segnali da non sottovalutare.
Cantù ha già fatto un'impresa, nessuno le dava un centesimo e invece ha dominato la presuntuosa Milano giocando senza Crosariol e senza Culpepper, due che di solito Sodini spedisce tra i primi cinque e che insieme producono 27 punti a partita. Nel finale del quarto con l'Olimpia si è fatto male anche Thomas e quindi bisognerà fare la conta. Ma con questo entusiasmo può stupire ancora.