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Doping, la Givova Scafati si difende: "Somministrati solo prodotti leciti"

I legali della società di A2: "Nel defermento non c'è un solo rigo in cui compaiono le parole doping o prodotto vietato"
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SALERNO - "Nel deferimento non c'è un solo rigo in cui compaiono le parole doping o prodotto vietato. Viene contestata la metodologia con cui sono stati somministrati dei prodotti leciti sulla base di una fotografia". È quanto ribadito oggi in conferenza stampa al PalaMangano di Scafati (Salerno) da legali della Givova Scafati, Vittorio D'Alessandro e Giovanni Allegro, dai medici Andrea Inserra e Renato Acanfora, dal direttore generale Gino Guastafierro e dal coach Marco Calvani.

La squadra salernitana di serie A2 di basket è finita sotto la lente della Procura nazionale antidoping che ha chiesto un anno di squalifica per giocatori Giorgio Sgobba e Gabriele Romeo, quattro anni per il medico sociale Andrea Inserra e sei mesi per l'allenatore Marco Calvani. Tutto è nato da una foto pubblicata su Facebook il 19 settembre scorso proprio dal tecnico nella quale i due giocatori appaiono mentre si fanno una flebo. Per questo episodio la Proc…
SALERNO - "Nel deferimento non c'è un solo rigo in cui compaiono le parole doping o prodotto vietato. Viene contestata la metodologia con cui sono stati somministrati dei prodotti leciti sulla base di una fotografia". È quanto ribadito oggi in conferenza stampa al PalaMangano di Scafati (Salerno) da legali della Givova Scafati, Vittorio D'Alessandro e Giovanni Allegro, dai medici Andrea Inserra e Renato Acanfora, dal direttore generale Gino Guastafierro e dal coach Marco Calvani.

La squadra salernitana di serie A2 di basket è finita sotto la lente della Procura nazionale antidoping che ha chiesto un anno di squalifica per giocatori Giorgio Sgobba e Gabriele Romeo, quattro anni per il medico sociale Andrea Inserra e sei mesi per l'allenatore Marco Calvani. Tutto è nato da una foto pubblicata su Facebook il 19 settembre scorso proprio dal tecnico nella quale i due giocatori appaiono mentre si fanno una flebo. Per questo episodio la Procura nazionale antidoping ha avanzato pesanti richieste di squalifica.

"Sono stato interpellato il martedì - ha raccontato il medico Andrea Inserra - perché i due giocatori avevano avuto una forma di gastroenterite abbastanza importante al punto che uno dei due non aveva nemmeno giocato. Ho praticato la terapia d'urgenza che andava praticata per la guarigione: una fiala di Plasil e una di Spasmex in soluzione fisiologica. È mia abitudine farli in infusione endovenosa nella quantità di 50 ml". Concetto ribadito anche dal medico Renato Acanfora: "Ci siamo limitati a curare dei pazienti che avevano problemi di vomito e diarrea, per cui siamo stati costretti ad adottare la somministrazione endovenosa del medicinale. Il nostro operato è stato assolutamente limpido e corretto".

Il legale Giovanni Allegro ha evidenziato che "la Procura antidoping ha mosso tali richieste sulla base di supposizioni, senza alcuna prova. Viene contestata la metodologia della somministrazione, che, secondo loro, per dei sintomi apparsi la domenica sera, il loro aggravarsi non avrebbe giustificato l'utilizzo dei medicinali utilizzati, ritenuti non urgenti, pur senza disporre di alcun dato empirico a sostegno di tale supposizione".
La Givova Scafati, dunque, è pronta a difendersi nelle sedi competenti per provare a far prevalere le proprie ragioni. "In 18 anni di partecipazione ai campionati professionistici - ha precisato l'avvocato Vittorio D'Alessandro -, mai questa società ha avuto atleti che sono stati trovati positivi, sebbene ogni anno vengano eseguiti almeno cinque o sei controlli". Il coach della Givova Scafati, Marco Calvani - deferito per omessa denuncia -, ha ammesso di aver commesso "una leggerezza nonostante i miei 29 anni di professionismo alle spalle, ma c'è assoluta trasparenza e limpidezza in quanto ho fatto. La mia rettitudine e trasparenza non può essere messa in discussione".

La Givova Scafati, adesso, attende l'udienza che sarà fissata entro 40 giorni dalla notifica del deferimento, per presentare la propria memoria difensiva. La decisione potrà, eventualmente, essere appellata dinanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport con sede a Losanna.