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Basket, Eurolega: Milano non sa più vincere, il Bayern passa 78-80

Mike James (lapresse)
Quinto ko in fila per l'Olimpia, soprassata nel finale dai tedeschi
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MILANO - La parola che sembrava cancellata, per l'Armani europea di quest'anno, torna prepotente con la quinta sconfitta consecutiva, la seconda in fila al Forum (78-80) contro un'avversaria diretta e abbordabile che mette per la prima volta la banda Pianigiani ai bordi della zona playoff, nel gruppone a 12 punti che va dal 7° all'11° posto. Vince il basket duro e ragionato di Radonjic, che impone le sue trappole e la coralità del suo Bayern, che esalta il talentone di Derrick Williams (21 punti), la pulizia di Koponen, e il gruppo di onesti gregarioni. Mike James, al di là dei suoi 17 punti e 8 assist, comincia a diventare un'enigma per Milano: non solo per il 5 su 18 al tiro o per la pessim qualità di alcune scelte, e nemmeno per certe pause difensive alla Jmes Harden.

E' che il suo basket tutto eroismi è un ottovolante lontano dalla cifra tecnica di Micov (16 e 5 rimbalzi) e del rientrante Nedovic, o dell'irriducibile Gudaitis (13 e 8). Pianigiani non pare avere molte alternative, di sicuro non ne cerca, né di rotazioni né tattiche, e oggi Milano è in conclamata involuzione. Fedele alla fama del suo santone Radonjic e al ruolino delle prime dodici giornate, la difesa del Bayern si conferma rebus complicatissimo: alta sul perimetro e compatta in area, annacqua le idee di James e soci che nei primi 9' spremono appena tre canestri dal campo. Col quintetto panchinaro, e un centrocampo vecchia scuola Jovic-Koponen-Dangubic, i bavaresi pure mettono la freccia del +5, con uno 0-9 tutto geometrie. Serve il jolly, e Pianigiani dal mazzo estrae Jerrells, che timbra le prime due triple di serata (la seconda dopo aver ubriacato in palleggio Jovic) e apre la scatola tedesca. C'è finalmente spazio per i tagli di Kuzminskas e Tarczewski (25-21) ma il Bayern ha anche talento:quello di Derrick Williams, scelta Nba numero 2 al draft 2011, è a 24 carati e le sue partenze in palleggio non trovano oppositori.

Non funziona il quintettino con Cinciarini e Nedovic accanto a un apatico James, non paga dividendi nemmeno il ritorno di Micov, il Bayern è più fisico e reattivo e scappa con l'ex Radosevic e l'imprendibile Williams (27-33 al 15'35"). Non c'è che affidarsi a San Bonus e lucrare qualche libero di esperienza contro l'aggresività di Djedovic e soci, e sfruttare il ritorno di Maodo Lo e dei suoi pasticci, che tolgono ritmo al'attacco ospite. L'aria da corrid sveglia James e Micov, l'Olimpia riaccosta e il 40-41 della pausa lunga, tirando col 35% da due e sotto 12-16 a rimbalzo, non è neanche malaccio. Soprattutto se poi l'Armani azzanna la ripresa attaccando l'area col dinamismo dei suoi lunghi Brooks e Gudatis. Ne guadagna in equilibrio, e anche se il Bayern morde ancora c'è più spazio per le triple di James e Nedovic che riportano l'Armani avanti (52-46 al 24'). Ma non abbastanza, perché tornano Williams e Radosevic e l'Armani torna a ballare a rimbalzo, e contro l'ala ex Arizona nemmeno i garretti di Brooks, il miglior difensore milanese, sono abbastanza: il 16esimo punto del 23 in rosso firma il 57-58 alla terza pausa.

Il Bayern lo dilata subito, quel margine, continuando a mordere e fuggire, a spaventare con Williams e a colpire con Koponen, trovando risorse nuove nel motorino Amaize (59-65). Risorse che Pianigiani non esplora, riproponendo lo stesso menu, gli stessi uomini. I suoi: l'inesauribile Gudaitis, la vecchia volpe Micov, luciferino nel trovare i canestri del controsorpasso dando fondo alla borsa dei trucchi. James e Williams provano a metterla sulla sfida tra pistoleri, al saloon, ma hanno bisogno delle spalle: Koponen e Jovic pungono, Micov e Nedovic rispondono con due triple di ghiaccio serbo sugli scarichi del play (78-74 al 39'). Finita? Affatto, perché il Bayern è più lucido, trova punti comodi con Barthel da sotto e Williams in contropiede mentre James, eroe solitario a novembre, vive la sua nemesi: ferro per la tripla sul meno 1, ferro per l'entrata del pari e rimane solo una tonnara a rimbalzo in cui si ammacca Jovic. Crisi aperta, ora lo si può dire, e trasferta durissima dopodomani in casa Panathinaikos.

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