Basket Nba, il coach chiama l'ovazione del pubblico: Nowitzki, notte speciale a Los Angeles
di GIANLUCA STROCCHI
Nowitzki riceve l'abbraccio di Thornwell (ap)
A 10" dalla fine del match tra i Clippers e Dallas l'allenatore della squadra di casa ha chiamato time out, preso il microfono e reso omaggio al 40enne campione tedesco che ha festeggiato la partita numero 1500 nella lega americana
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LOS ANGELES - Ventimila persone in piedi, ad applaudire un giocatore della squadra avversaria. E' stata la bellissima scena vissuta nella notte italiana allo Staples Center di Los Angeles, a pochi secondi dal termine del confronto fra i Clippers e i Dallas Mavericks, vinto per 121-112 dai padroni di casa. Un tributo nei confronti di Dirk Nowitzki, bandiera della franchigia texana dove ha vissuto qualcosa come venti stagioni in NBA, che raggiungeva la sua gara numero 1500 proprio in occasione della più che probabile ultima apparizione nell'impianto californiano. E allora, con un fuori programma ad effetto, Doc Rivers ha deciso che era giusto rendergli omaggio.
Doc Rivers chiede la standing ovation per Nowitzki
Quando sul cronometro mancano appena 9 secondi alla sirena conclusiva e il risultato è ormai al sicuro, il coach dei Clippers va al tavolo dei giudici di campo, chiede e ottiene un time-out e poi, anche e soprattutto, un microfono e pronuncia poche parole all'indirizzo del pubblico: "Uno dei più forti di sempre, Dirk Nowitzki", dice indicando il tedesco che, ignaro di tutto, attende la fine della partita all'altezza della linea del tiro libero. Il 40enne di Wurzburg risponde con un timido sorriso e alzando il pollice, per ringraziare del gesto dell'allenatore locale. Tutto ciò mentre gli spettatori celebrano con una lunga e sentita standing ovation il campione tedesco, settimo miglior marcatore della storia della Lega (con 31.340 punti) e anche il quarto per numero di partite disputate, alle spalle soltanto di Robert Parish, Kareem Abdul-Jabbar e John Stockton.
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Il tedesco: ''Non capivo all'inizio, è stato emozionante"
"All'inizio non ho capito cosa stesse facendo Doc - ammette il numero 41 dei Mavs, che ha messo a referto 12 punti e 5 rimbalzi in 26 minuti - e mi chiedevo: 'Cosa sta combinando? Perché vuole chiamare un time-out adesso, a partita finita?'. Poi ha preso in mano il microfono e allora ho realizzato: è stato un gesto molto gentile da parte sua, mi sono sentito onorato, è stato emozionante". Un tributo deciso all'istante, senza essere stato preparato. "No, non l'avevo programmato - conferma Doc Rivers - ma mi è sembrato bello farlo, visto che c'erano le condizioni giuste. A dire il vero ho il rimpianto di non aver fatto la stessa cosa per Dwyane Wade quando abbiamo giocato contro Miami, forse perché la partita era molto più in equilibrio ed ero concentrato su quello o forse perché sembra che Wade possa ancora giocare per altri cinque anni...". Complimenti per questo omaggio spontaneo arrivano anche dal collega Rick Carlisle: "Una delle cose più belle che abbia mai visto. So che probabilmente ci saranno ancora omaggi del genere ma questo è stato proprio originale: non avevo mai visto nulla di simile".
Gallinari: ''Un onore misurarsi con una leggenda del genere"
Anche Danilo Gallinari spende parole al miele per Nowitzki e per quanto accaduto. "Una leggenda, un giocatore fondamentale per e me per tutti noi giocatori europei, quelli della nostra generazione che sono cresciuti ispirandosi a lui. È stato bellissimo, un vero onore, giocarci contro per tutti questi anni. Una giornata così è allo stesso tempo felice e triste: felice perché è bello omaggiarlo - sono contento che Doc abbia avuto questa idea - ma triste perché ovviamente è l'ultima volta che abbiamo l'occasione di vederlo in campo con noi", il commento dell'azzurro.