Basket: dal divano all'Nba, l'America sceglie le stelle a domicilio
di
Massimo Basile
Nico Mannion, 19 anni, è nato a Siena
Stanotte (alle 2 di giovedì ora italiana) il Draft delle promesse elegge 60 nuovi professionisti. Tutti i candidati connessi da casa. Occhi sull'azzurro Mannion. I 39 migliori giovani hanno già ricevuto
un kit per la prima intervista ufficiale
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NEW YORK. Stavolta niente tavoli da poker e meno giacche fosforescenti alla Elton John. Un conto era aspettare nella scintillante green room della Brooklyn Arena, un altro nella casa dei genitori. Stasera, quando in Italia saranno le due di notte (diretta tv su Sky), ci sarà il primo Draft virtuale della storia Nba, la "lotteria" dei giovani chiamati nella lega di basket più importante al mondo. L'appuntamento arriva sei mesi dopo la data originale, annullata per pandemia, e a un mese dall'inizio della nuova stagione, il 22 dicembre.
Sessanta ragazzi sugli oltre cento eleggibili verranno chiamati dal commissioner Adam Silver e accoppiati alla franchigia che li ha scelti. Trenta al primo giro, trenta al secondo con la differenza che se ti scelgono nel primo hai contratto garantito da milioni di dollari per tre anni. Con il secondo, non è detto.
Selezione spietata come un talent show e ricca di premesse vistose: la novità del remoto, la chance di Nico Mannion e LaMelo Ball, il giovane della bombastica famiglia Ball, su cui torneremo. Dagli studi Espn di Bristol, Connecticut, guardando dritto nella telecamera, Silver chiamerà i prescelti collegati da casa con sistema Microsoft. Per evitare i problemi di connessione emersi con il draft della lega femminile, sono state installate 19 stazioni satellitari in cinque Paesi, a 39 giocatori è stato inviato il kit con telecamera, trepiedi, bluetooth, fari spot, auricolari e pannello con scritto "Draft 2020" per le interviste. Più un mobiletto nero con dentro pallone personalizzato e cappellini delle trenta franchigie, da cui prendere quello da indossare per la celebrazione in streaming. Le prime cinque squadre a scegliere saranno Minnesota, Golden State, Charlotte, Chicago e Cleveland. L'azzurro Nico Manion, 19 anni, nato a Siena, figlio dell'ex giocatore di Cantù, Pace, e dell'ex pallavolista Gaia Bianchi, dovrebbe finire tra la 10ª e 30ª chiamata. Alla vigilia ha fatto un provino in Arizona per i Los Angeles Lakers, squadra per cui tifa. Può diventare il quarto giocatore italiano attualmente in attività nella Lega, dopo Gallinari, Belinelli e Melli. In gioco ci sono anche l'italoargentino Leandro Bolmaro, 20 anni, del Barcellona, e il camerunense di formazione e nazionalità sportiva italiane Paul Eboua della Stella Azzurra Roma. Nessuno sa dove andranno.
I giocatori verranno avvertiti sul cellulare dai loro agenti tre minuti prima della chiamata. A causa del virus, arrivano tutti da stagioni semi inesistenti. James Wiseman, 19 anni, centro di 2,16, tra i più attesi, ha fatto appena tre partite di college. Poi c'è LaMelo, ragazzo del 2001, dodici partite in Australia, 17 punti di media, rilascio del tiro a due mani tipo minibasket. Potrebbe finire in Minnesota, come restare fuori dai primi cinque, perché con lui devi prendere anche l'ingombrante padre. Il ragazzo che al liceo segnò 92 punti in una partita, e che ha 5,6 milioni di followers su Instagram, è figlio del sobrio LaVar Christopher Ball, 53 anni, ex giocatore di football che paragonò l'altro figlio, Lonzo, a Curry, e disse di poter stracciare Michael Jordan nell'uno contro uno. Nei ritagli di tempo ha litigato con metà degli allenatori del pianeta, autorizzato un reality sulla famiglia Ball stile Kardashian e fondato una lega aperta solo ai giovani che, come il figlio, non volevano andare al college. LaMelo entrerà nel grande circo proprio così: con un contratto milionario senza aver visto l'ombra di un'aula universitaria. E, in questo caso, passando direttamente dal salotto di casa.