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Un faccia a faccia tra Russell Westbrook e Anthony Davis (ansa)

Basket, una montagna di dollari: la pandemia non sfiora il mercato Nba

In attesa della firma di Anthony Davis, le franchigie non badano a spese per battere la concorrenza. Una situazione in controtendenza rispetto al resto del mondo dello sport

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NEW YORK - Essere formalmente senza squadra, ma seduti su una montagna di dollari e senza la fretta di firmare. A 27 anni è la situazione di Anthony Davis, il centro campione dei Los Angeles Lakers: può chiudere il contratto più ricco della sua carriera, ma vuole prima capire cosa farà Giannis Antetokounmpo. L'asso dei Milwaukee Bucks tra un anno potrebbe essere libero e, nel caso Davis optasse per un contratto meno lungo, lascerebbe ai Lakers la casella aperta per un altro super contratto, e dunque diventare più appetibile per Giannis. Questi sono i giorni in cui i cosiddetti "free agent", i giocatori liberi da contratto o autorizzati dalle società a "sollecitare" un accordo con altre franchigie, possono vedere moltiplicare i loro guadagni e le fortune delle franchigie.

In ballo quasi 200 giocatori, di cui una cinquantina si è già sistemata. Il valore complessivo degli accordi firmati ha superato gli 800 milioni di dollari. E manca ancora quello che Davis firmerà con i Lakers. Eppure se chiedeste a qualsiasi manager quale è la parola d'ordine in tempi di pandemia, vi risponderà: spendere con saggezza. Mentre in Europa la pandemia rischia di mandare in bancarotta decine di società, a ogni livello, e i club italiani di calcio chiedono aiuto al governo o non sono in grado di pagare gli stipendi ai giocatori, la lega americana di basket continua a essere il giardino dei re. Spendono centinaia di milioni in contratto e lo fanno con "saggezza". Okay, James Harden ha rifiutato l'offerta di Houston da 50 milioni a stagione, che ne avrebbe fatto il più pagato del circuito, mentre Donovan Mitchell, Bam Adebayo e Jayson Tatum hanno firmato quinquennali da 195 milioni. Ma anche i senza squadra non se la passano male.

Il più in vista è Chris Paul: a 35 anni il leader degli Oklahoma Thunder è andato a Phoenix con un biennale da 85,5 milioni di dollari. Con lui è partito Danilo Gallinari, 32, che ha trovato l'intesa con gli Atlanta Hawks con un triennale da 61,5 milioni. Gli anni garantiti sono due e non tre: l'ultimo, come ha rivelato un giornalista di The Atlantic, Chris Kirschner, prevede solo 5 milioni certi, ma il Gallo saprà affrontare l'"incertezza" del futuro. Gli Hawks hanno preso anche Bogdan Bogdanovic, che ha firmato un quadriennale da 72 milioni, e Rajon Rondo con un biennale da 18 milioni. Con più di 150 milioni impegnati su tre giocatori, una franchigia non di prima fascia come Atlanta ha mandato il segnale di volersi tirare fuori dall'anonimato.

La vera sorpresa di questi giorni è il passaggio di Gordon Hayward da Boston ai Charlotte Hornets: a 30 anni, con un passato segnato da infortuni, 52 partite giocate nella scorsa stagione, a Hayward è stato offerto un contratto di quattro anni per complessivi 120 milioni. E mentre Marco Belinelli va in controtendenza e torna in Italia (triennale con la Virtus Bologna), Fred VanVleet, 26 anni, uno dei protagonisti del titolo vinto dai Toronto Raptors nel 2019, libero da mesi, alla fine ha trovato l'accordo con la sua società: per lui quadriennale da 85 milioni di dollari. Per celebrare l'evento, VanVleet ha dato l'annuncio su Twitter utilizzando tre piccoli eloquenti emoticon: tre sacchetti gialli pieni di dollari tipo quelli di Paperon de Paperoni.

I Brooklyn Nets hanno bloccato Joe Harris, uno dei giocatori più solidi nel tiro da tre, facendogli firmare un nuovo accordo da 75 milioni, mentre Brandon Ingram, approdato un anno fa a New Orleans nell'affare per il passaggio di Anthony Davis ai Lakers, guadagnerà 158 milioni di dollari in cinque stagioni. Se a Philadelphia hanno puntato su Seth Curry e Danny Green per aumentare la qualità nel tiro da tre (i Sixers sono finiti la scorsa stagione al 22° posto nella specialità), ma hanno anche preso Dwight Howard per un anno, a 2,5 milioni, a Los Angeles hanno fatto le cose abbastanza in grande: i Lakers di LeBron James hanno inserito Marc Gasol (2 anni, 5 milioni), Montrezl Harrell (2 anni, 19) e, soprattutto, Dennis Schroeder, da Oklahoma, sesto uomo tra i più incisivi nella scorsa stagione. La prossima stagione guadagnerà 15,5 milioni. Dall'altra parte, i Clippers hanno preso Serge Ibaka, ex compagno di Kawhi Leonard, garantendogli un biennale da 19 milioni di dollari, almeno 6 in più di quanto gli aveva offerto Brooklyn. Ma si sa come funzionano le cose lì: quando le franchigie vogliono battere la concorrenza, "saggiamente" non vanno per il sottile. 
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