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Basket Nba, Mannion: "Io con Curry ed è tutto vero"

Nico Mannion con la maglia di Golden State
Nico Mannion con la maglia di Golden State 
La nuova stella italiana nel torneo che parte domani. "Steph mi incoraggia. Mi sembra irreale, sono ai Warriors dove iniziò mio padre che ora mi dice 'fai la storia'"
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NEW YORK. Natale lontano dalla famiglia ma vicino a Curry, Durant e Antetokounmpo. "Mi sembra tutto irreale", ripete Nico Mannion, 19 anni, in collegamento dal suo appartamento nella downtown di San Francisco. Domani sera comincia la nuova stagione Nba e parte l'avventura di questo ragazzo con cesta di capelli rossi e felpa nera. Alle spalle, la parete bianca e spoglia. I campioni dei Lakers sono i favoriti, ma ci sono almeno cinque franchigie che vogliono sorprendere. Tra queste, i Golden State Warriors dove è approdato Mannion, nato a Siena, figlio dell'ex Cantù Pace Mannion, e dell'ex pallavolista Gaia Bianchi, originaria di Guidonia. Con Danilo Gallinari, passato ad Atlanta, e Nicolò Melli, rimasto a New Orleans, Nico è il terzo giocatore italiano della lega. È il più giovane, è al debutto, ma sul parquet non sembra. In tre gare di preseason ha giocato 26' mettendo insieme 4 punti, 4 rimbalzi e 8 assist. Dice tuttobbene con accento laziale, ma preferisce parlare in inglese perché i pensieri scivolino più facilmente. Due minuti prima gli avevamo inviato il video del suo ultimo canestro, contro Justin James, dei Sacramento Kings: sei palleggi, di cui due sotto le gambe, uno dietro le spalle. Pazzo. "No - sorride - cerco di essere solo me stesso".

Ormai ci siamo: domani si parte.
"Mi sembra tutto irreale: sono ai Warriors, dove cominciò mio padre. Io credo nelle coincidenze".

Come trovare nello spogliatoio un certo Stephen Curry.
"Pazzesco. Mi incoraggia molto ed è un esempio. Lavora duro, sempre puntuale all'allenamento e ultimo a lasciare. Professionista, uno dei migliori".

In panchina c'è un altro fuoriclasse: Steve Kerr. Qual è la prima cosa che le ha detto?
"'Nico, sii solo te stesso, e fai quello che ti senti'".

Suo padre?
"Mi ha detto 'vai e fai la tua storia, allenati duramente, non fare confronti, vivi la tua vita e gioca a basket'. Mio padre ha fatto un grande lavoro con me fin da quando ero bambino: mi faceva vedere video, spezzoni di partite, parlavamo tanto di basket. Gli devo tutto".

Il suo modello?
"Steve Nash, fuoriclasse in tutte le zone del campo, ma anche per la personalità".

Lo incontrerà al debutto, altra coincidenza.
"Lui coach di Brooklyn, e in campo Kevin Durant e Kyle Irving".

Il 25, invece, a Milwaukee contro Giannis Antetokounmpo.
"Irreale".

È questo il suo Natale più bello?
"Sì e no. Sì perché lo passerò facendo ciò che sognavo. No, perché per la prima volta non sarà con la mia famiglia. Faremo un collegamento video mentre sarò in viaggio".

Lei è tifoso dei Lakers. Si è segnato la data di quando incrocerà LeBron?
"Mh... un attimo... a gennaio. Il 17?".

No, il 18.
"A dire il vero, ricordavo la data del 15 contro Phoenix, il mio ritorno in Arizona, dove ho giocato dall'high school".

Messaggi dagli altri giocatori italiani della Nba?
"Da uno... controllo un attimo sul cellulare (ride)... Ecco, sì, Danilo Gallinari. Mi ha mandato il messaggio subito dopo il Draft. Mi ha scritto 'congratulazioni'".

Il ct della Nazionale, Romeo Sacchetti, l'ha cercata?
"Non ricordo bene, può darsi, sono stati giorni intensi. Ma su Instagram mi scrivono molti italiani. Sono orgoglioso di rappresentare l'Italia, è sempre nel mio cuore".

Lei è nato a Siena e tra i suoi compagni c'è uno che si chiama Toscano, a proposito di coincidenze.
(ride) "Sì, Juan. L'ha detto anche mia madre: abbiamo un altro Toscano in squadra".

Jeremy Lin è atteso alla firma di un contratto di dieci giorni con Golden State. La preoccupa?
"So che giocherà nella G-League, non lo considero un problema. Io ho grande voglia di giocare, davvero grande voglia, so di essere un rookie ma darò tutto anche se saranno pochi minuti. Qui si è creata una buona chimica: ci sono ragazzi di talento, leader in campo e fuori. Vogliamo partire bene".

Riuscirà a dormire stanotte?
"Se è per questo, ho dormito poco già prima delle gare di pre-season. Ma mi aspettano 72 partite, dovrò imparare a reggere la pressione e pensare a una gara per volta"

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