Dirà il finale di stagione se questa vittoria di Masnago (79-67) sarà stata decisiva o solo importante: intanto però la Fortitudo l'ha portato a casa, il presunto spareggio, vincendolo di netto, dopo esservi entrata malissimo, con un rischio immediato di affogarvi. E invece, risalita dai propri torpori, la Effe se l'è preso tuto, ben oltre pure il +6 che le serviva per ribaltare il -5 dell'andata, mettendo a posto i conti e anche una sostanza nitida, di questa lotta nel fango di coda. E' più forte di Varese e l'ha straziata, srotolando una trama anche sghemba, ma convincente. Pessimo il primo quarto, in equilibrio ritrovato il secondo, irresistibile il terzo, di saggia gestione l'ultimo.
Ha cantato l'attacco, e soprattutto ha soffocato la difesa, dopo l'avvio coi capogiri: il dato forte, da sottolineare in blu, sono i 20 punti segnati nei 20' centrali da una Varese confusa e infelice. Una Caporetto, ben dirottata dalla difesa che Dalmonte ha saputo di nuovo allestire lucrando sui limiti del nemico: chiusa l'area, a Scola e a chiunqe altro, gli spari dall'arco sono stati sempre meno precisi. Nessun varesino ha impensierito (resistibile anche il 6/10 dell'argentino, quasi tutto sparato in avvio), molti bolognesi hanno fatto la partita che serviva. Banks (8/14) con coltellate puntuali, Saunders con affondi duri (5/9), giocando a lungo da 4, Hunt con energia (4/4, 5 rimbalzi), Aradori con quantità (4/10), entrando dalla panchina come inedito sesto uomo. A lungo accoppiati, bene anche Baldasso e Fantinelli, così comeCusin, che quando la squadra funziona dietro il suo l'ha sempre fatto, per sè e per Totè, che colpito dalla febbre non ha messo piede in campo.
Quel che combina la Fortitudo nei primi 4 minuti è inenarrabile: palle perse, tiri affrettati, difesa di budini, l'immediato 15-4 interno proietta un 150 finale all'incasso da fucilazione alla schiena per tutti. Dalmonte la sfanga vedendo rianimarsi l'attacco, non la difesa, cui nonno Scola ha già appoggiato 12 puntoni. Il 26-19 del 10' è un pessimo approccio, per una gara da salvezza, sia o non sia uno spareggio: Varese che corre volentieri sfrutta tutte le giocate storte di Bologna (e le zero triple, contro 5). Ma nel secondo quarto, fra sprechi varesini (sciagurato Strautins) e risposte biancoblù, sia davanti che dietro, la Effe rialza la cresta: il 29-28 del sorpasso coincide con la prima bomba dopo 7 pali (Baldasso). Torna Scola, ma adesso alla Effe funzionano i raddoppi, in un match diventato avaro di gol. La Lavoropiù non la mette mai dall'arco (1/12 al tè), la Open non la mette più: 0/9 nella frazione. Totale: un 12-20 in prolungato equilibrio vede al riposo la Fortitudo davanti di uno. Brodo grasso, date le premesse iniziali.
La ripresa è un altro film. Varese non segna mai, "aiutata" pure da una Effe che adesso difende sul serio. L'Aquila allunga rubando palle e scappando in contropiede : +12 dopo 3'30" (38-50), e adesso è la Fortitudo, fatti 13 punti nei primi 4', a viaggiare alla media dei 130 sui 40' totali. Cusin firma il +15 alla terza sirena, visto un quarto da 8-22, tragico per la banda Bulleri. Nell'ultimo non può cambiare più nulla, solo l'entità dello scarto: +12, dopo anche un +18. Mezza salvezza in banca.
Varese-Fortitudo 67-79
Varese: Ruzzier 6, Douglas 12, Strautins 12, De Vico 3, Scola 19, Ferrero, De Nicolao 5, Jakovics 2, Beane 4, Egbunu 4. All. Bulleri
Fortitudo: Fantinelli 8, Banks 18, Saunders 15, Withers 2, Hunt 10, Baldasso 7, Aradori 15, Cusin 4. All. Dalmonte
Arbitri: Lo Guzzo, Attard, Pepponi.
Note: liberi: V 10/18, F 17/22. Da due: V 12/19, F 25/33. Da tre: V 11/36, F 4/22. Rimbalzi: V 37, F 36. Assist: V 13, F 17.
Parziali: 5' 17-8, 10' 26-19, 15' 30-31, 20' 38-39, 25' 41-53, 30' 46-61, 35' 56-71.