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Calendario e stress, la Nba è già logora: un atleta su cinque out

(afp)
L'ultimo caso, lo scompenso cardiaco di LaMarcus Aldridge e il suo relativo stop, è stato uno shock negli Usa. Da 15 anni non c'erano così tanti infortuni: fermi 106 atleti sui 494
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Quello di LaMarcus Aldridge non può essere catalogato alla voce 'infortuni'. Il gigante dei Brooklyn Nets ha detto basta, con i suoi 211 centimetri di altezza, a 35 anni, dopo una notte di paura per uno scompenso cardiaco. Ma l'addio improvviso, annunciato giovedì mattina con una lettera pubblica, è arrivato come uno schiaffo nel momento psicologicamente più fragile della stagione Nba. Per la prima volta nella storia le cronache delle partite sono piene di riferimenti a mani rotte, dita lussate, rotule saltate, caviglie, cartilagini. Da quindici anni non c'erano così tanti infortuni ai legamenti crociati del ginocchio. Nell'elenco ufficiale della Nba, stilato tre giorni fa, risultavano fermi per infortunio 106 atleti sui 494, divisi in trenta squadre. Uno ogni cinque era out o in dubbio.

A un mese dalla fine della regular season, alle classifiche di rendimento su tiri da tre, punti e schiacciate, bisognerebbe aggiungere quelle de…

Quello di LaMarcus Aldridge non può essere catalogato alla voce 'infortuni'. Il gigante dei Brooklyn Nets ha detto basta, con i suoi 211 centimetri di altezza, a 35 anni, dopo una notte di paura per uno scompenso cardiaco. Ma l'addio improvviso, annunciato giovedì mattina con una lettera pubblica, è arrivato come uno schiaffo nel momento psicologicamente più fragile della stagione Nba. Per la prima volta nella storia le cronache delle partite sono piene di riferimenti a mani rotte, dita lussate, rotule saltate, caviglie, cartilagini. Da quindici anni non c'erano così tanti infortuni ai legamenti crociati del ginocchio. Nell'elenco ufficiale della Nba, stilato tre giorni fa, risultavano fermi per infortunio 106 atleti sui 494, divisi in trenta squadre. Uno ogni cinque era out o in dubbio.

A un mese dalla fine della regular season, alle classifiche di rendimento su tiri da tre, punti e schiacciate, bisognerebbe aggiungere quelle dei convalescenti. Tutte le star si sono dovute fermare, a cominciare da LeBron James, Anthony Davis, Giannis Antetokounmpo, James Harden, Kevin Durant, Joel Embiid, Victor Oladipo. Per qualcuno la stagione è già conclusa: Jamal Murray, di Denver, legamenti, come Thomas Bryant, di Washington, Spencer Dinwiddie, Brooklyn, e Markelle Fultz, degli Orlando Magic. Golden State aveva fermo da inizio stagione Klay Thompson, e ha perso il rookie numero due al draft 2020, James Wiseman, che si è infortunato, anche lui, al ginocchio.

Questa è la prima stagione del dopo Bubble, la 'bolla' di Disneyland in Florida, dove si è concluso l'ultimo campionato. E' la stagione che la Nba ha voluto far partire a tutti i costi, in mezzo alla pandemia, nel momento del picco massimo di contagi da Covid, scegliendo di ridurre le partite, dieci in meno rispetto alla tradizione, condensandole in un periodo più breve. La vita degli atleti è stata stravolta. Girano come panni nella lavatrice. Partita, volo, partita. Allenamento, quando si può, in palestre prenotate il giorno prima, o nelle hall degli hotel, o nell'anticamera dell'arena, o a bordo dei jet delle squadre dotati di sala massaggi.

Le misure rigide di protocollo anti-Covid, l'obbligo di essere tracciati, il rischio di essere fermati, come Durant, escluso a metà gara e isolato in una stanza perché un suo contatto era risultato positivo al test, hanno aumentato lo stress e svolto un ruolo in questo lungo elenco di infortuni, che sta privando lo show dei suoi maggiori interpreti, e rende incerta la corsa ai playoff. Il caso più evidente è quello dei campioni in carica dei Los Angeles Lakers: a inizio stagione filavano come un treno, poi sono arrivati i primi infortuni. Poi una catena di infortuni. Davis si è fatto male al tendine d'Achille, poi è toccato a Lebron, con la caviglia. E via via agli altri. In tredici partite ne hanno perse otto. Dei diciassette messi in lista, tre giorni fa risultavano infortunati, o in dubbio, in nove. Dennis Schroeder aveva un dolore all'inguine, Marc Gasol un problema al tendine del ginocchio, Andre Drummond a un dito del piede. Poi Gasol ha giocato contro Boston, è caduto, si è dislocato un dito della mano e se lo è riparato da solo, sotto lo sguardo inorridito di un avversario. Davis dovrebbe tornare in campo il 22 aprile, LeBron il 2 maggio.

Gli infortuni da stress hanno privato i New York Knicks del loro centro titolare, Mitchell Robinson, che in questa stagione si è fatto male non una, ma due volte: prima la frattura alla mano, poi al piede, facendo tutto da solo, durante un banale movimento di rotazione. Stagione finita. Denver è un'altra delle franchigie che potrebbero pagare caro l'ultimo ko: Murray si è infortunato al ginocchio dopo un'azione d'attacco. Campionato finito. Quarto giocatore in stagione a farsi male ai crociati.

Dal 2005 la media era di massimo tre infortuni di questo tipo in tutto il campionato, secondo i dati del sito di analisi www.instreetclothes.com. "Stiamo vedendo le conseguenze di una stagione condensata - ha spiegato al New York Times Jeff Stotts, curatore del sito web - temo che vedremo altri infortuni come questi ad aprile. Sembrano in aumento rispetto all'inizio della stagione". L'assenza di una vera preparazione sottopone gli atleti a maggiori rischi. Con i playoff in avvicinamento, molti cominciano a risparmiarsi. Paul George, star dei Los Angeles Clippers, dopo essere stato nominato giocatore della settimana nella Western Conference, ha annunciato che deciderà giorno per giorno se scendere in campo o no, dopo aver perso sette partite di fila a febbraio per problemi a un piede. Il suo compagno, Patrick Beverley, tornerà tra un mese dopo l'intervento chirurgico per la frattura alla mano sinistra. I Nets, considerati tra i favoriti a est, hanno potuto schierare raramente insieme i tre Big, Harden, Irving e Durant. L'ultimo ha saltato 23 partite di fila per un problema ai tendini della gamba sinistra ed è rientrato quando si è fermato Harden.