✕

Nba nella cripto-era, Golden State vende pezzi di storia in cambio di bitcoin

E' la prima volta per una società sportiva. Dalla riproduzione del primo anello del '47 all'ultimo, conquistato nel 2018, da biglietti storici a celebrazioni di partite storiche, le riproduzioni digitali in numero limitato andranno a chi farà l'offerta più alta. Gli oggetti in vendita sono "token non fungibili", i cosiddetti NFT
2 minuti di lettura

Mentre il nostro calcio si aggrappa ai vecchi diritti tv per far tornare i conti, nella Nba sono entrati nella 'cripto era' e mettono in vendita le memorabilia in versione digitale. I Golden State Warriors, non a caso franchigia della Silicon Valley, da venerdì hanno messo all'asta pezzi di storia in cambio di bitcoin. E' la prima volta per una società sportiva. Dalla riproduzione del primo anello del '47 all'ultimo, conquistato nel 2018, da biglietti storici a celebrazioni di partite storiche, le riproduzioni digitali in numero limitato andranno a chi farà l'offerta più alta, nell'asta che si concluderà tra sabato e domenica. Chi si aggiudicherà con il prezzo più alto una delle venticinque riproduzioni digitale previste per ogni anello ne riceverà anche uno vero che gli verrà consegnato in occasione della prossima partita interna dei Warriors.

La parola chiave è blockchain. Attraver…

Mentre il nostro calcio si aggrappa ai vecchi diritti tv per far tornare i conti, nella Nba sono entrati nella 'cripto era' e mettono in vendita le memorabilia in versione digitale. I Golden State Warriors, non a caso franchigia della Silicon Valley, da venerdì hanno messo all'asta pezzi di storia in cambio di bitcoin. E' la prima volta per una società sportiva. Dalla riproduzione del primo anello del '47 all'ultimo, conquistato nel 2018, da biglietti storici a celebrazioni di partite storiche, le riproduzioni digitali in numero limitato andranno a chi farà l'offerta più alta, nell'asta che si concluderà tra sabato e domenica. Chi si aggiudicherà con il prezzo più alto una delle venticinque riproduzioni digitale previste per ogni anello ne riceverà anche uno vero che gli verrà consegnato in occasione della prossima partita interna dei Warriors.

La parola chiave è blockchain. Attraverso questo sistema si muovono soldi veri ma senza passare da banche, istituti finanziari e intermediari. Il tutto avviene attraverso le criptomonete o bitcoin. Per partecipare, bisogna creare un account nelle app MetaMask Wallet e OpenSea e pagare con moneta Ethereum. Due link rimandano ai tutor che guidano gli utenti a creare il loro portafoglio digitale. All'asta non accettano carte di credito. Gli oggetti in vendita sono "token non fungibili", i cosiddetti NFT, versioni digitali di oggetti in numero limitato che apparterranno a chi se li aggiudica. In Usa è un sistema molto sviluppato: un 'token' con l'immagine in esclusiva della schiacciata di LeBron James è stato battuto all'asta per l'equivalente in criptomoneta di 200 mila dollari.

Basta andare sul sito Gswnft.com per scoprire quanto lo sport americano sia avanti anni luce rispetto al nostro. Le offerte arrivano con un clic sul pc o sul cellulare. Fin dalle prime ore le quotazioni sono schizzate verso l'alto. Per uno dei venticinque anelli digitali di campioni del '56 hanno offerto 1.381 dollari, per quelli del '47 le offerte vanno da 800 dollari a 9 mila. Per l'ultimo della serie, riprodotto eccezionalmente in cinquanta copie, quello della vittoria dei Warriors di Steph Curry e Kevin Durant, hanno offerto anche più di 13 mila dollari. In più è stato messo all'asta un anello, in edizione singola, comprensivo dei sei titoli, che porta impressi tutti e sei i 'ring' di campioni. Un gioiello pacchiano ma che ha raccolto offerte equivalenti a 30 mila dollari. Al vincitore verrà consegnata anche una copia reale creata da una gioielleria di Beverly Hills, e sarà "l'unico al mondo", spiega il club, ad "avere questo pezzo di storia dei Warriors".

Ma c'è molto altro. Per celebrare le dieci partite più straordinarie della franchigia, i Warriors hanno realizzato altrettanti 'ticket' commemorativi, una sorta di targhe digitali, anche queste messe all'asta in numero limitato: da quella che ricorda la vittoria in gara 5 contro i Chicago Stags nel '47 a Philadelphia, dove i Warriors sono nati prima di trasferirsi, nel '62, a San Francisco a quella sui Detroit Pistons nel '56. E poi il successo in finale sui Chicago Bullets nel '75, contro Dallas nel 2007, i Cleveland Cavaliers nel 2015, la vittoria nel 2016 che valse il record di 73 successi in regular season, e, ancora, quelle del titolo con i Cavaliers nel 2017 e 2018 per finire con l'ultima partita giocata all'Oracle Arena e la prima nella nuova arena, entrambe contro i Los Angeles Clippers.

All'asta anche "The Golden Ticket" che dà diritto a vivere una giornata da giocatore, dalla firma di un simil contratto da professionista, "Warrior fo a Day", alla possibilità di stare a bordo campo e conoscere Curry, oltre a ricevere la maglietta. Qualcuno ha già offerto 20 mila dollari. Il ricavato globale della cripto asta finanzierà una solidarietà molto concreta: i soldi andranno alla fondazione del club, che sostiene progetti scolastici per i bambini meno fortunati nella Bay Area, Alameda e San Francisco, realizza campi di basket nelle zone più povere e ha donato, finora, 15 mila biglietti alle scuole e alle organizzazioni no-profit. In questi anni la fondazione ha raccolto 22 milioni di dollari.