Basket: sputi, insulti e popcorn, così cambia il pubblico Nba
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Tutti parlano dei popcorn lanciati dal tifoso dei Sixers a Russell Westbrook, mentre veniva portato via per infortunio. Ma intanto nell'insospettabile tempio sacro del Madison Square Garden qualcuno prendeva a sputi la giovane star di Atlanta, Trae Young. Dopo quattordici mesi di partite giocate nella bolla di Disneyland, in arene prima vuote poi semivuote e adesso strapiene, i tifosi sembrano animali usciti dalle gabbie. Le partite della Nba si sono trasformate in corride. Il vecchio aplomb si è liquefatto. Il Garden è diventato il Colosseo. Chiunque sia passato dalle parti del tempio newyorkese farà fatica a immaginare il paragone: per anni le partite dei New York Knicsk erano placide rappresentazioni sportive, che finivano con sonore sconfitte, qualche mugugno e spalti che si svuotavano dieci minuti prima della fine. E sempre con la colonna finale di “New York State of Mind” cantata da Billy Joel.
NEW YORK - Tutti parlano dei popcorn lanciati dal tifoso dei Sixers a Russell Westbrook, mentre veniva portato via per infortunio. Ma intanto nell'insospettabile tempio sacro del Madison Square Garden qualcuno prendeva a sputi la giovane star di Atlanta, Trae Young. Dopo quattordici mesi di partite giocate nella bolla di Disneyland, in arene prima vuote poi semivuote e adesso strapiene, i tifosi sembrano animali usciti dalle gabbie. Le partite della Nba si sono trasformate in corride. Il vecchio aplomb si è liquefatto. Il Garden è diventato il Colosseo. Chiunque sia passato dalle parti del tempio newyorkese farà fatica a immaginare il paragone: per anni le partite dei New York Knicsk erano placide rappresentazioni sportive, che finivano con sonore sconfitte, qualche mugugno e spalti che si svuotavano dieci minuti prima della fine. E sempre con la colonna finale di “New York State of Mind” cantata da Billy Joel.
L’approdo ai playoff dopo otto anni, e la fine del lockdown, hanno riversato miigliaia di tifosi al Garden. Quindicimila. Non ci sono più i turisti, che seguivano con distacco le partite e passavano il tempo a farsi selfie, ora la gente tifa, urla, si esalta, intona cori da stadio, ma insulta, a ridosso del campo, a due metri dai giocatori. La partita di mercoledì notte è finita con il trionfo dei Knicks, che hanno pareggiato la serie con Atlanta, vincente al debutto, grazie a una rimonta che ha portato i padroni di casa, dopo l’intervallo, da -15 a più 9 (101-92), ma è ciò che è successo sugli spalti a conquistare l’attenzione dei media. Migliaia hanno urlato “fuck Trae Young” per tutta la partita. Un video di due secondi mostra il giovane All-Star in attesa della ripresa del gioco, sulla linea laterale, raggiunto probabilmente dallo sputo lanciato da un tifoso dei Knicks. La giovane stella non se ne è accorta, ma quando ha visto il video l’ha rilanciato su Twitter, chiedendo al rapper newyorkese 50cent "se tutto questo fosse okay". Il messaggio era accompagnato dall’emoticon delle grasse risate.
Sul risultato di 101-91 a 1’13’’ dalla fine, all’ennesimo coro “fuck Trae Young” che gli è arrivato dal pubblico assiepato a tre metri da lui, il giocatore ha provato a sorridere, ma quando, alla fine, ha lasciato il campo aveva l’aria infuriata. È andato via urlando “vi aspetto ad Atlanta”. “Spero che i nostri tifosi - ha commentato negli spogliatoi - siano pronti a portare la stessa energia, e spero che sia molto forte”. Aspettiamoci una corrida anche in Georgia, sapendo che, anche dovesse vincere le prossime due gare in casa, Young dovrà tornare nell’inferno del Garden.
I popocorn contro Westbrook
Scene burrascose anche a Philadelphia: mentre Westbrook lasciava il campo per un infortunio alla caviglia, un tifoso dei Sixers gli ha lanciato addosso popcorn. Il giocatore ha reagito furiosamente, trattenuto a stento da cinque persone dello staff. LeBron James ha lanciato un appello sui social: “Noi giocatori vogliamo vedere chi ha lanciato popcorn su Russ mentre stava lasciando i campo. Ci sono telecamere in tutta l’arena, dunque niente scuse”. The King ha lanciato l’hashtag #ProtectOurPlayers, proteggete i nostri giocatori. Molti hanno ironizzato, sostenendo quanto i popcorn siano inoffensivi, altri hanno consigliato LeBron a prendere atto che il clima è cambiato. Dopo il lockdown emergono rabbia e frustrazione. Alla fine il campione dei Los Angeles Lakers è stato accontentato: le telecamere hanno inquadrato alcuni tifosi, tra cui uno con cappellino rosso dei Sixers, che continuava a restare seduto impassibile, mentre altri, accanto, lo indicavano.
La direzione dell’arena ha comunicato che il tifoso è stato allontanato e espulso a tempo indeterminato. Westbrook ha promesso di provare a tornare in campo per gara 4, ma gli effetti del gesto dei popcorn dureranno più a lungo. “Ci sono certe cose - ha commentato - che superano il limite. So per certo che quel tipo non ci avrebbe provato se mi avesse incontrato per strada, perché sapete tutti che cosa sarebbe successo dopo. In queste arene dovete cominciare a tutelare i giocatori”. Molti si attendono decisioni anche a New York. Al Madison Square Garden, a dicembre, hanno bannato un giornalista per tutta la stagione per aver fotografato una fila di poltrone nell’ala destinata ai test Covid. Sorvolare su chi ha sputato non sarebbe un bel messaggio.