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Teodosic, il mago che fa sognare la Virtus Bologna

Milos Teodosic contro Milano 
Partita sfavorita, la squadra di Djordjevic ha bissato il successo su Milano, che appare invece svuotata e prive di energie. Trascinata dal suo re, il campione serbo migliore in campo in tutte e due le partite
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Tuttora imbattuta nei playoff, otto buone e nessuna cattiva, in un crescendo di prestazioni e di fiducia, la Virtus s'è presa a Milano un punto pesante, quello del 2-0 che può tanto avvicinarla allo scudetto dei suoi sogni. È pesante questo raddoppio sbocciato tutto fuori casa (come a Brindisi, in semifinale), ma è soprattutto, dopo un'altra partita di dominio sottile, non schiacciante, ma costante, una pietra sui cuori di Milano, di nuovo sorpresi e traditi da una prova grigia e cupa, senza gioco né mira, solo stretti nella trincea della difesa per sperare, fin quasi all'ultimo, di poterla catturare lì. E invece, nel quarto finale, al lungo equilibrio fra le duellanti è seguito lo sprofondo dell'Armani: tutto era ancora in palio, ma non potevano dare premi 13 soli punti nella frazione decisiva, due miseri canestri su azione (su 17 tiri), il primo a un minuto dalla fine, sul +10 ospite timbrato dalla quinta tripla n…

Tuttora imbattuta nei playoff, otto buone e nessuna cattiva, in un crescendo di prestazioni e di fiducia, la Virtus s'è presa a Milano un punto pesante, quello del 2-0 che può tanto avvicinarla allo scudetto dei suoi sogni. È pesante questo raddoppio sbocciato tutto fuori casa (come a Brindisi, in semifinale), ma è soprattutto, dopo un'altra partita di dominio sottile, non schiacciante, ma costante, una pietra sui cuori di Milano, di nuovo sorpresi e traditi da una prova grigia e cupa, senza gioco né mira, solo stretti nella trincea della difesa per sperare, fin quasi all'ultimo, di poterla catturare lì. E invece, nel quarto finale, al lungo equilibrio fra le duellanti è seguito lo sprofondo dell'Armani: tutto era ancora in palio, ma non potevano dare premi 13 soli punti nella frazione decisiva, due miseri canestri su azione (su 17 tiri), il primo a un minuto dalla fine, sul +10 ospite timbrato dalla quinta tripla nello stesso periodo (Teodosic, il re del match) di una nemica che era già scappata con il bottino.

Di nuovo dunque vince Bologna, la sfavorita, di nuovo delude una Milano che appare stanca, svuotata, incapace di uscire dalle trappole di una Segafredo che ha costruito il suo successo in difesa (l'attacco, in una partita con poche luci, ha a lungo imitato quello avversario), e poi con un decisivo strappo nei minuti finale quando Teodosic l'ha di nuovo trainata al successo. Già migliore di tutti in gara 1, il mago serbo s'è ripetuto in gara 2, incurante della staffetta di mastini che hanno provato a frenarlo: la sua ripresa (15 punti dei suoi 21 totali, sempre canestri decisivi) è stata in particolare irresistibile. Al suo fianco, la Virtus è stata più gruppo, con una larga prevalenza del manipolo italiano, in testa il capitano Ricci subito vispo, autore di 15 punti. Poi, pure qui come in gara 1, il veterano Markovic ha fatto  ricordare il suo unico canestro infilato come quello decisivo: si stava 63-64 per Bologna, che però non segnava da 4', quando il socio di Teodosic ha scagliato la tripla del +4, poi doppiata da un recupero difensivo (come in gara 1...) e da un assist per il +7 letale del giovane Pajola. Lì Milano s'è arresa e adesso è davanti a un baratro. 0-2 da recuperare, dopo un paio di prove mediocri per non dir pessime, due partite da giocare a Bologna, mercoledì e giovedì, dove adesso sognano che i quattro punti che servono siano vicini e in ogni caso hanno almeno il diritto di non sentirsi più una sorpresa, ma di essersi issati al rango di duellante di pieno diritto.