Nba Finals, Milwaukee sbanca Phoenix e fa il sorpasso: ora ha il primo match point
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK. Quando a 16 secondi e 7 decimi dalla fine, con i Bucks avanti 120-119, Jrue Holiday ha sradicato il pallone dalle mani del migliore dei Suns, Devin Booker, è scappato in contropiede e servito un pallone baciato per l'alley oop di Giannis Antetokounmpo, il basket ha mostrato al mondo la legge universale dello sport: puoi essere il favorito, il più brillante della stagione, quello con il quoziente intellettivo più alto d'America, i migliori fuoriclasse, un coach calmo come un monaco tibetano, ma quando il pallone scotta l'estetica dei numeri non conta più. Contano i campioni dei secondi decisivi.
Nba Finals, Bucks al primo match point
Nella notte di Gara 5, quella che doveva assegnare il match point a …
NEW YORK. Quando a 16 secondi e 7 decimi dalla fine, con i Bucks avanti 120-119, Jrue Holiday ha sradicato il pallone dalle mani del migliore dei Suns, Devin Booker, è scappato in contropiede e servito un pallone baciato per l'alley oop di Giannis Antetokounmpo, il basket ha mostrato al mondo la legge universale dello sport: puoi essere il favorito, il più brillante della stagione, quello con il quoziente intellettivo più alto d'America, i migliori fuoriclasse, un coach calmo come un monaco tibetano, ma quando il pallone scotta l'estetica dei numeri non conta più. Contano i campioni dei secondi decisivi.
Nba Finals, Bucks al primo match point
Nella notte di Gara 5, quella che doveva assegnare il match point a una delle due finaliste, ha vinto la sfavorita, Milwaukee, capace di sbancare per la prima volta il campo di Phoenix (123-119), capace di infliggere ai Suns la terza sconfitta di fila, cosa che a Phoenix non succedeva da gennaio, ribaltando i pronostici, ammutolendo gli analisti che avevano dato il team di Arizona a un passo dal titolo. Milwaukee, aveva sentenziato un commentatore di Espn, era la "squadra più stupida della storia". Bene, gli stupidi adesso hanno la palla in mano: per Gara 6 i Bucks hanno la possibilità di riportare il titolo in Wisconsin, cinquant'anni dopo la prima e unica volta.
A Phoenix tre partite in una
Il colpo di mano è arrivato al termine di una partita che ne ha contenute almeno altre tre: la prima aveva visto i Suns dominare nel primo quarto, chiuso a +16 (37-21), con 14 canestri realizzati su 19 tentativi; la seconda è stata dominata dai Bucks che hanno ribaltato il risultato con un parziale di 43-24 che li aveva portati all'intervallo avanti di 3, 64-61. Poi un terzo quarto ancora per Milwaukee (36-29 il parziale, 100-90 il risultato) e il quarto che ha visto i Suns prima naufragare, poi risalire, infine arrivare al pallone del soprasso. Ma lì si è fatto rubare l'attimo il migliore dei padroni di casa, Booker, autore di 40 punti con il 17 su 33 al tiro. E ad annebbiargli la vista è stato Holiday, il grande protagonista inatteso, capace di mettere a segno 27 punti con 3-6 da tre e 13 assist. Con lui i 32 punti di Antetokounmpo, i 29 di Khris Middleton, i 14 di Pat Connaughton. Dall'altra parte 21 per Chris Paul, tornato protagonista, sotto gli occhi del suo amico LeBron James, dopo due partite in cui aveva sofferto i continui cambi difensivi dei Bucks, e Deandre Ayton, 20 punti. Dal secondo quarto il parziale dei Bucks è stato impressionante: 79 a 53, con 38 punti della coppia Middleton-Holiday. Insieme a Giannis, i tre hanno superato, ognuno, i 25 punti, risultato che li pone come il sesto trio nella storia Nba a ottenere una prestazione simile in una sola notte. Ma la storia della partita dice che, al netto degli errori, delle fiammate, a 16 secondi dalla fine, se Holiday non si fosse staccato dai suoi compiti difensivi, per mettere le mani sull'avversario di Pj Tucker, forse nella giocata dell'anno, poteva esserci un finale diverso.
Nba Finals, Chris Paul: "Non è ancora finita"
"È stata una scelta fantastica - ha commentato nel dopo gara Antetokounmpo - e il passaggio che Jrue mi ha servito è stato l'emblema di quanto si sentisse in fiducia". "Non so cosa dire - ha aggiunto, ancora incredulo, il coach dei Bucks, Mike Budenholzer - Holiday ha avuto un'intuizione grandiosa e poi quella giocata con Giannis contro la loro difesa...". E ora? Booker e Paul, in sala conferenze, sono apparsi svuotati. "Non è finita - ha detto CP3 - rivedremo il filmato della partita per capire dove abbiamo sbagliato". Ma se questo non è un colpo da ko, allora nessuno sa quale possa essere. I Suns, che in questi playoff avevano chiuso tutte le serie senza mai faticare, potrebbe accusare l'assenza di quell'allenamento mentale che, invece, sembra aver reso più forti i Bucks, reduci dalla vittoria in 7 gare contro i Brooklyn Nets e in 6 contro Atlanta. Phoenix ha i numeri per vincere in trasferta e giocarsi tutto in casa, ma deve imparare a soffrire, e a farlo di squadra, e non ha più molto tempo. Martedì si torna di nuovo in campo.