Mannion trova l'America a Bologna
di Walter Fuochi , di Walter FuochiBologna - Italiano di nascita senese, sulle orme di papà Pace che qui molte squadre attraversò, italiano di maglia azzurra, molto notata ai recenti Giochi di Tokyo, Nico Mannion sarà da oggi italiano anche di basket quotidiano. Lo giocherà, a vent'anni, da play titolare della Virtus Bologna che due mesi fa conquistava lo scudetto. Un blitz di mercato repentino e dirompente. Da poche ore, con l'arrivo di Chris Chiozza, s'erano ristretti gli spazi per Nico ai Warriors, dove lo scorso anno aveva esordito nella Nba, e l'offerta della Segafredo è stata calata irresistibile all'ora giusta: un buon contratto, la garanzia di una crescita vera nei selettivi tornei d'Europa e la prospettiva di poterci tornare più forte, nella lega dei sogni, fra un anno o due, l'hanno convinto.
Bologna - Italiano di nascita senese, sulle orme di papà Pace che qui molte squadre attraversò, italiano di maglia azzurra, molto notata ai recenti Giochi di Tokyo, Nico Mannion sarà da oggi italiano anche di basket quotidiano. Lo giocherà, a vent'anni, da play titolare della Virtus Bologna che due mesi fa conquistava lo scudetto. Un blitz di mercato repentino e dirompente. Da poche ore, con l'arrivo di Chris Chiozza, s'erano ristretti gli spazi per Nico ai Warriors, dove lo scorso anno aveva esordito nella Nba, e l'offerta della Segafredo è stata calata irresistibile all'ora giusta: un buon contratto, la garanzia di una crescita vera nei selettivi tornei d'Europa e la prospettiva di poterci tornare più forte, nella lega dei sogni, fra un anno o due, l'hanno convinto.
Il guanto di sfida lanciato dal patron Zanetti alla concorrenza va a lambire non solo il campo di gioco, con forti valenze simboliche e anche politiche. La suggestiva operazione di marketing sportivo riformerà in bianconero, accanto ad assi celebrati (e stagionati) come Belinelli e Teodosic, la coppia rivelazione dei ventenni play azzurri: classe 2001 Nico Mannion, classe 1999 Alessandro Pajola, alfieri inediti di un quinto posto olimpico che è stato un'impresa vera per il digiunante basket azzurro.
Adesso, quello stesso basket risorgente torna ad alzare la voce, riportando a casa uno dei suoi migliori cervelli in fuga, operazione forte e chiara da parte di un club in prima fila, nelle stesse ore, a invitare i palazzi del potere a un più attento ascolto sulle capienze delle arene, da spalancare a un pubblico vero (e vaccinato) e non solo a sparute percentuali. Contare medaglie è stato bello, contare di poter continuare sarà tanto più impegnativo. E fare ognuno la propria parte doveroso: riavere in Italia il miglior ventenne della cesta è già una gran bella parte.