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Basket Nba, LeBron trascina i Lakers. Milwaukee torna a vincere, ok Miami e Utah

LeBron James (Lakers) al tiro durante la sfida con Houston (reuters)
Il Prescelto segna 30 punti nel successo di misura di Los Angeles contro Houston, i Bucks ritrovano il sorriso dopo tre ko in fila. Heat e Jazz al comando delle due conference
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Dopo il successo di due giorni fa, i Los Angeles Lakers (5-3) forse si aspettavano di fare meno fatica contro i Rockets (1-6), ma per tre quarti rimangono sotto nel punteggio (anche di 11 lunghezze nel terzo periodo) e devono chiedere gli straordinari a LeBron James per sorpassare nell'ultimo periodo e imporsi 119-117. Jalen Green si inventa due triple nell'ultimo minuto per riaprire la sfida, ma l'ultima tripla per vincere nelle mani di Kevin Porter Jr. prende solo il ferro, regalando ai Lakers il terzo successo in fila.

A indicare la strada ai gialloviola non poteva che essere LeBron James: il Re segna 14 dei suoi 30 punti nel solo ultimo quarto, caricandosi la squadra sulle spalle con 10 assist e 13/21 dal campo in 36 minuti, propiziando il parziale di 24-9 nel quarto periodo per prendere il controllo della gara. A dargli man forte ci pensano i 27+9 di Anthony Davis e i 27 con 9 rimbalzi e 7 assist di Russell Westbrook, prima volta che i Big 3 vanno assieme sopra quota 20. Bene anche Carmelo Anthony con 15 punti e 3/5 da tre.

Due giorni dopo aver segnato appena 85 punti in tutta la partita, i Rockets ne segnano 70 nel solo primo tempo mettendo paura ai Lakers, grazie anche a una serata da 16 triple di squadra. Christian Wood gioca la solita partita produttiva (26 punti e 16 rimbalzi) a cui si aggiungono i 24 di Jalen Green e i 20 di Jae'Sean Tate, ma la squadra di coach Silas paga le 24 palle perse complessive e raccoglie la sesta sconfitta in sette partite di regular season disputate.

Prosegue senza intoppi la marcia dei Miami Heat (6-1), che si sbarazzano anche dei Mavericks (4-3) a domicilio per 125-110 e si confermano in vetta alla Eastern Conference con la quinta vittoria consecutiva. Dallas parte meglio ma viene ripresa già nel secondo quarto, al termine del quale gli Heat prendono il controllo delle operazioni rimanendo in vantaggio per tutta la ripresa chiudendo i conti con un parziale di 9-0 a metà ultimo quarto. Per la prima volta nella storia della franchigia gli Heat mandano quattro giocatori sopra quota 22 punti: il top scorer è Tyler Herro con 25, di cui 15 nel solo secondo quarto (nel quale gli Heat segnano 46 punti); seguito dai 23 di Jimmy Butler (15/17 ai liberi) e i 22 a testa di Kyle Lowry (6/9 da tre) e Bam Adebayo, in doppia doppia con 13 rimbalzi. L'ultima volta che gli Heat erano partiti 6-1 era il 2012-13, anno del loro terzo e ultimo titolo Nba.

Ai Mavericks non bastano i massimi stagionali di Luka Doncic (33 punti) e Jalen Brunson (25 partendo in quintetto) per evitare la prima sconfitta casalinga, dovendo fare a meno di Kristaps Porzingis (che dovrebbe presto tornare ad allenarsi) e di Maxi Kleber (fuori per uno strappo al muscolo obliquo). Trey Burke, unico giocatore non vaccinato dei Mavs, ha saltato la partita per aver mancato la 'finestra' per il tampone pre-partita per la seconda volta in quattro gare.

Soffrono più del previsto i Phoenix Suns (3-3), scivolati anche a -20 a metà secondo quarto contro i New Orleans Pelicans (1-7). Da lì in poi è il professor Chris Paul a salire in cattedra e spiegare pallacanestro, chiudendo con 14 punti e soprattutto 18 assist per propiziare la vittoria in rimonta per 112-100 dei suoi, armando la mano di Mikal Bridges (22 punti), Frank Kaminsky (17) e JaVale McGee (18), oltre a Devin Booker da 18 accendendosi solo nel finale con 9 punti in fila per chiudere i conti. Con questa ennesima prestazione eccezionale Paul ha scavalcato in un colpo solo Mark Jackson e Steve Nash, salendo al terzo posto nella classifica dei migliori assistman con 10.346 passaggi vincenti per i compagni, piazzandosi alle spalle degli irraggiungibili John Stockton (15.806) e Jason Kidd (12.091). Sesta sconfitta in sette partite per i Pelicans, che non riavranno Zion Williamson probabilmente per un altro mese e la cui stagione sembra già finita. A salvarsi dal grigiore Jonas Valanciunas (23 punti) e Josh Hart (16 punti).

Guidata da Giannis Antetokounmpo (28 punti, 9 assist e 8 rimbalzi) Milwaukee torna a vincere dopo una striscia di tre sconfitte superando a domicilio Detroit (117-89). Per i Bucks è il 15° successo di fila contro i Pistons. Nonostante le assenze (Middleton positivo al Covid, Holiday e Lopez infortunati) i campioni in carica hanno vita facile (16 punti a testa per Connaughton e Nwora, 12 per Portis e 11 per Robinson), Detroit (per Cunningham 6 punti con 2/14 al tiro) incassa la sesta sconfitta in sette partite.

Sesto successo in sette partite per Utah, che trascinata da Donovan Mitchell (36) e Mike Conley Jr. (30) supera Sacramento 119-113 confermandosi al comando della Western Conference. Per i Jazz ci sono anche 20 punti di Bogdanovic e 12 (con 20 rimbalzi) di Gobert. Ai Kings non bastano 7 giocatori in doppia cifra (Barnes 23).

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