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Nba, Matt Damon cambia il nome dello Staples Center e fa infuriare Vanessa Bryant

(reuters)
Per un accordo ventennale da 700 milioni di dollari il tempio dello sport di Los Angeles si chiamerà "Crypto.com Arena". È stato l'attore, socio della compagnia e tifoso dei rivali dei Boston Celtics, a condurre la trattativa
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Questa storia risulterà incomprensibile a milioni di tifosi italiani che hanno fatto del fairplay finanziario e delle plusvalenze il cuore della loro passione. I fans di Lakers, Clippers, Kings e Sparks sono in lutto per l'addio a un nome: lo Staples Center di Los Angeles non si chiamerà più così, per la prima volta dal giorno della sua inaugurazione. Dal prossimo Natale diventerà Crypto.com Arena. Con un accordo ventennale da 700 milioni di dollari, la Aeg Worldwide, società proprietaria di una delle arene iconiche della Nba, ha ceduto i diritti del nome a una società di criptovaluta di Singapore. Sempre di sponsor si tratta, ma essendosi chiamato Staples dal giorno uno, era l'unico nome che i tifosi conoscevano.

La notizia è piaciuta ancora meno quando è emersa l'identità dell'autore che ha condotto la trattativa: secondo il Los Angeles Times, sarebbe stato l'attore Matt Damon, tifos…

Questa storia risulterà incomprensibile a milioni di tifosi italiani che hanno fatto del fairplay finanziario e delle plusvalenze il cuore della loro passione. I fans di Lakers, Clippers, Kings e Sparks sono in lutto per l'addio a un nome: lo Staples Center di Los Angeles non si chiamerà più così, per la prima volta dal giorno della sua inaugurazione. Dal prossimo Natale diventerà Crypto.com Arena. Con un accordo ventennale da 700 milioni di dollari, la Aeg Worldwide, società proprietaria di una delle arene iconiche della Nba, ha ceduto i diritti del nome a una società di criptovaluta di Singapore. Sempre di sponsor si tratta, ma essendosi chiamato Staples dal giorno uno, era l'unico nome che i tifosi conoscevano.

La notizia è piaciuta ancora meno quando è emersa l'identità dell'autore che ha condotto la trattativa: secondo il Los Angeles Times, sarebbe stato l'attore Matt Damon, tifoso dei rivali dei Boston Celtics, socio della compagnia proprietaria dell'impianto e testimonial del brand. Proprio quel Damon seduto in prima fila allo Stapels per gara 4 delle finali 2008, a cui il coach dei Lakers, Phil Jackson, aveva gridato "chiudete quella c... di bocca" dopo che lui e il suo amico, l'attore Mark Whalberg, avevano accompagnato con urla la clamorosa rimonta dei Celtics. E a Damon Kobe Bryant aveva detto, passadogli vicino, "non stasera, figli di p....".

Damon ha firmato una sponsorizzazione da record. Settecento milioni sono molti. Per capire: la SoFi ne ha pagati 600 per vedere il proprio nome per vent'anni nel nuovo stadio di Los Angeles delle franchigie di football Rams e Chargers, e la Intuit ne ha garantiti 500 per la nuova arena che ospiterà i Clippers. Ma le cifre non consolano i tifosi. Il famoso logo stampato sulla copertura dell'impianto - così tante volte immortalato dalle riprese aeree - verrà rimpiazzato prima della partita tra i Lakers e i Brooklyn Nets. I tifosi l'hanno presa male, perché il cambiamento segna un taglio con il passato, e con tutto quello che ha significato in questi ventidue anni, dall'inaugurazione di un impianto da ventimila posti che ospita partite di basket, hockey, incontri di wrestling, dove venne celebrato il funerale di Michael Jackson e i Motley Crue si esibirono per l'ultima volta, mettendo fine alla loro carriera.

 

In un colpo solo si passerà da anni di sudore e canestri a un futuro di criptomoneta. Il passato è passato. A cominciare da Kobe, scomparso nel 2020 con la figlia Gianna e altre sette persone in un incidente di elicottero. La vedova, Vanessa, ha commentato con amarezza la svolta del nome. Su Instagram ha postato una foto dell'arena con l'immagine di Kobe, e scritto un messaggio: "Forever known as 'The House That Kobe Built'". Per sempre conosciuta come la Casa che Kobe costruì. Con i suoi canestri, la voglia di vincere, gli anelli conquistati, ma anche con la cerimonia in suo ricordo.

Migliaia di tifosi hanno commentato indignati sui social. Bastava dire Staples per sentirsi parte di una comunità. Il nome era entrato nel cuore della gente, come dire Garden a New York, era anche sulle magliette dei tifosi. Da Natale dire "andiamo alla Crypto.com?" non sarà la stessa cosa. Tra dieci anni, forse. E se arriveranno nuove vittorie. E se nascerà un altro Black Mamba. Ma Crypto o no, l'Arena resterà la Casa che Kobe costruì. Riguardo a quella notte con Damon, i Boston poi vinsero 97-91, portando la serie sul 3-1 e poi vincendo il titolo per 4-2. Nei due anni successivi i Lakers si rifecero, vincendo l'anello e allungando il mito dello Staples.