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Milano-Bologna, lo scudetto del basket è una poltrona per due

Ettore Messina, coach dell'Olimpia Milano 
Il big match alle 16 su Raidue. Rinviata a Santo Stefano, la sfida torna in un pomeriggio feriale per andare in chiaro in tv. Al Forum capienza limitata al 35%
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BOLOGNA. Se un derby d'Italia esiste anche nel basket, fra le sue squadre più titolate, 44 scudetti in due, 28 l'Olimpia Milano, 16 la Virtus Bologna, una sua malconcia puntata va in scena oggi alle 16, dal Forum di Assago e sugli schermi di RaiDue. Assenze per infortuni e per Covid, oltre a quarantene in scadenza che in ogni caso spediranno in campo uomini con poca benzina nelle gambe, appaieranno le duellanti in questa prima sfida in maschera, in attesa di quelle vere per lo scudetto, a primavera. Fuori fra entrambe una decina di pezzi, Armani e Segafredo s'avviano a ranghi incompleti verso l'orario dimesso della giornata feriale, scelto per recuperare il match che saltò per il virus a Santo Stefano. Il basket l'ha barattato con un passaggio sulla tv in chiaro: in crisi di pubblico e denari, stangato dalla pandemia e non "ristorato" dal governo che ha anzi inflitto maldigerite capienze al 35%, indeciso ancora ieri se fermarsi o tirare…

BOLOGNA. Se un derby d'Italia esiste anche nel basket, fra le sue squadre più titolate, 44 scudetti in due, 28 l'Olimpia Milano, 16 la Virtus Bologna, una sua malconcia puntata va in scena oggi alle 16, dal Forum di Assago e sugli schermi di RaiDue. Assenze per infortuni e per Covid, oltre a quarantene in scadenza che in ogni caso spediranno in campo uomini con poca benzina nelle gambe, appaieranno le duellanti in questa prima sfida in maschera, in attesa di quelle vere per lo scudetto, a primavera. Fuori fra entrambe una decina di pezzi, Armani e Segafredo s'avviano a ranghi incompleti verso l'orario dimesso della giornata feriale, scelto per recuperare il match che saltò per il virus a Santo Stefano. Il basket l'ha barattato con un passaggio sulla tv in chiaro: in crisi di pubblico e denari, stangato dalla pandemia e non "ristorato" dal governo che ha anzi inflitto maldigerite capienze al 35%, indeciso ancora ieri se fermarsi o tirare avanti (la seconda, dopo un'informale assemblea di Lega), se l'è fatto piacere per forza. Resistere oggi, per ripartire domani. 

Eppure, la sfida più classica mantiene un suo largo fascino, unendo alla forza della tradizione l'odierna ricchezza delle due proprietà, le grandi firme della moda e del caffè, largamente fuori scala per il resto delle concorrenti. Giganteggia infine sulla lunga vigilia la statura, anche internazionale, dei due allenatori. Classe '59 Messina, classe '61 Scariolo, entrambi di radici familiari sicule (catanesi Ettore, poi cresciuto a Mestre, siracusane Sergio, pur nato a Brescia), i due hanno percorso grandi carriere, più in parallelo che in collisione, perdendosi spesso, e a lungo, di vista. Avvio e primi trionfi in grandi club (Bologna e Pesaro), poi Spagna e Russia, nazionali ed Nba come comuni territori professionali, data addirittura a trent'anni fa l'ultima sfida nel campionato italiano, vinto quattro volte dal primo, una dal secondo. Addolcita con gli anni la rivalità, a rinfrescarla c'è stata la recente Supercoppa di settembre, alzata dalla Virtus: sono così salite a cinque le vittorie di fila sull'Olimpia, divelta a giugno (però da Djordjevic) in una finale scudetto da 4-0. 

Qui oggi siamo, ripartendo da prima contro seconda, col primato in classifica in palio, visti i soli due punti a dividerle. Cinquanta milioni globali di budget a confronto (30 a 20, all'ingrosso, per l'Armani), stelle affermate e nascenti di qua e di là, stili di gioco diversi (la difesa di Milano, l'attacco di Bologna), che potrebbero pure allargarsi, in corso di stagione e a forze finalmente complete, a conflitto di principii e di sistemi. Andati e tornati dalla Nba dopo avervi invano sognato una panchina, ai due domatori frattanto sessantenni non resta che sfidarsi nel quartiere che conobbero da ragazzi, uniti anche dalla necessità di smentire chi vede lambire ogni longevità dal sospetto che il tocco da Re Mida abbia già prodotti i gioielli migliori. Trenta trofei in carriera Messina, con 4 Euroleghe come massimo brillio, 14 Scariolo, campione del mondo in carica come ct della Spagna e un anello Nba da vice a Toronto, solo essersi seduti su quel tesoro ne fa a tutt'oggi i migliori. Se non si vede un terzo incomodo nella sfida tra Olimpia e Virtus, astralmente lontane dal resto del basket, tanto meno si profila tra i due che guidano le astronavi.