Basket, Eurolega: Milano cede in casa al Fenerbahce 71-60. Si ferma la striscia di vittorie dell'Olimpia
di Massimo Pisa , di Massimo PisaMILANO - Ci voleva la nemesi Sasha Djordjevic per spezzare la striscia di cinque vittorie dell’Armani. Trionfatore con la Virtus della scorsa finale scudetto, il grande ex serbo espugna il Forum col Fenerbahce come fece in giugno, cavalcando la sua banda al doppio dell’energia anche in assenza dei dioscuri De Colo e Vesely. Milano inciampa per la settima volta in Eurolega, la terza in casa. Non è la classifica a preoccupare con un terzo posto solido in attesa dei recuperi. Ma è da un po’ che Datome e compagni fanno una fatica dannata non solo a segnare, ma ad eseguire trame sensate. Mai fluida, quasi mai lucida, l’Olimpia oggi è una squadra di sola lotta senza governo. E in serate come questa, da percentuali povere (43% da due e 32% da tre) quanto il gioco espresso, l’assenza di punte come Shields e Mitoglou si sente maledettamente.
La difesa migliore si vede poco
La patente di difesa migliore d’Europa dell’Armani, conce…
MILANO - Ci voleva la nemesi Sasha Djordjevic per spezzare la striscia di cinque vittorie dell’Armani. Trionfatore con la Virtus della scorsa finale scudetto, il grande ex serbo espugna il Forum col Fenerbahce come fece in giugno, cavalcando la sua banda al doppio dell’energia anche in assenza dei dioscuri De Colo e Vesely. Milano inciampa per la settima volta in Eurolega, la terza in casa. Non è la classifica a preoccupare con un terzo posto solido in attesa dei recuperi. Ma è da un po’ che Datome e compagni fanno una fatica dannata non solo a segnare, ma ad eseguire trame sensate. Mai fluida, quasi mai lucida, l’Olimpia oggi è una squadra di sola lotta senza governo. E in serate come questa, da percentuali povere (43% da due e 32% da tre) quanto il gioco espresso, l’assenza di punte come Shields e Mitoglou si sente maledettamente.
La difesa migliore si vede poco
La patente di difesa migliore d’Europa dell’Armani, concessi meno di 58 punti di media nelle ultime tre esibizioni, ma rischia di scadere nemmeno cinque minuti. Il bell’avvio di Ricci (8-2) viene cancellato dal suo secondo fallo e dall’ingresso dell’imprendibile Marko Guduric, creatore per sé e per gli altri. Il Fenerbahce legge benissimo sul pick’n’roll e i raddoppi, fabbrica triple comode per Booker e Hazer, ma soprattutto toglie ogni idea offensiva all’Olimpia, che affoga in una palude di palle perse (9 già all’11’) e tiracci incerti. L’onda turca monta fino al 14-30 di inizio secondo quarto e nemmeno l’esperienza di Rodriguez e Hines, paradossalmente i più confusi di tutti, offre appigli. L’Armani, quanto meno, esce dal pantano con due assalti frontali di Hall e Bentil, torna a costruire buoni tiri ma dietro continua a ballare al primo taglio del Fener. Tamponata l’emorragia per due-azioni-due, Milano torna a respirare con gli acuti di Hall, Bentil (ancora loro) e Delaney per il 31-38 del 18’. Dietro vola, finalmente, qualche sganassone, Guduric fa e disfa, il meno 9 della pausa lunga è perfino generoso per quanto visto nel primo tempo, compreso il dominio (6 a 13) dei turchi a rimbalzo.
Si chiude con un accenno di rissa
Senza energia dal solito Forum mezzo vuoto e freddino, l’energia per reagire l’Armani la trova dal suo capobanda Kyle Hines, che indica la via con due immediati rimbalzi d’attacco. La catechesi in spogliatoio di Messina e il quintetto piccolo col doppio play scatenano l’estro di Hall e Delaney, che pareggiano a 43 chiudendo un break interno da 20 a 5. Sprecati due palloni per il sorpasso, però, Milano torna a soffrire la contromossa di Djordjevic, che ributta nella mischia Guduric e Booker, ma soprattutto il ritrovato vigore del Fenerbahce a rimbalzo d’attacco. Rodriguez non trova guizzi, Daniels è braccato a vista, Melli pasticcia. Una benedetta tripla di Bentil sigla il 51-54 alla terza sirena.
Messina va ancora col doppio play ma l’attacco Armani continua a battere in testa e le seconde opportunità conquistate da Pierre e Polonara sono sale sulla ferita. Ogni costruzione è un’agonia, le forzature del “Chacho” e Delaney fanno scopa con quelle di Bentil e Melli. Il Fenerbahce non incanta ma ha un briciolo di lucidità in più: bastano un’entrata incontestata di Henry e una tripla senza ritmo di Guduric a fare partita. Si chiude con un accenno di rissa, col serbo e Polonara a provocare e i “saggi” Hines e Rodriguez (cui Djordjevic risponde con qualche parola di troppo) a cercare lo scontro fisico, senza trovarlo. Pessima scena. Sintomo di malessere.
Armani – Fenerbahce 60-71
ARMANI: Bentil 12, Delaney 11, Melli e Hall 9
FENERBAHCE: Guduric 17, Booker 14, Akpinar e Polonara 8