Basket, Eurolega: l'Olimpia si rialza subito, 74-70 allo Zalgiris Kaunas
di Massimo Pisa , di Massimo PisaUn cuore grande come quello di Bruno Carù, il luminare dei muscoli cardiaci del basket e non solo, che curava Fucka e Morandotti come Nwankwo Kanu, restituendolo all’Inter. All’Olimpia, il professore appena scomparso e sempre sorridente – soprattutto quando la curva gli dedicava il classico “Alè, alè, alè Carù!” – è stato nello staff medico per tre decenni: sorriderà anche dalla sua nuvola vedendo questa squadra sa sputare sangue, non molla pur distillando canestri con fatica, concedendone sempre uno in meno. L’Armani consolida il suo terzo posto in Lituania senza incantare, come le capita molto spesso recentemente. Lo Zalgiris la fa sudare, il calore della sua arena in verde spinge il fanalino di coda in Eurolega ma Milano ha testa e uomini per riprendere il suo cammino. Come Kyle Hines, che benedice “la classica partita di coppa, dura ovunque, vinta di squadra”. Come Malcolm Delane…
Un cuore grande come quello di Bruno Carù, il luminare dei muscoli cardiaci del basket e non solo, che curava Fucka e Morandotti come Nwankwo Kanu, restituendolo all’Inter. All’Olimpia, il professore appena scomparso e sempre sorridente – soprattutto quando la curva gli dedicava il classico “Alè, alè, alè Carù!” – è stato nello staff medico per tre decenni: sorriderà anche dalla sua nuvola vedendo questa squadra sa sputare sangue, non molla pur distillando canestri con fatica, concedendone sempre uno in meno. L’Armani consolida il suo terzo posto in Lituania senza incantare, come le capita molto spesso recentemente. Lo Zalgiris la fa sudare, il calore della sua arena in verde spinge il fanalino di coda in Eurolega ma Milano ha testa e uomini per riprendere il suo cammino. Come Kyle Hines, che benedice “la classica partita di coppa, dura ovunque, vinta di squadra”. Come Malcolm Delaney, che stampa 20 punti aiutati dai 15 di Daniels, tiratore ritrovato. E poi l’esperienza e la qualità dei soliti noti, da Rodriguez a Melli (10 rimbalzi, come Hines), senza dimenticare i gregari: stavolta sono Bentil e Alviti a portare la pagnotta a casa.
L'Olimpia soffre...
Il rovescio della medaglia è che, anche contro un avversario modesto e fuori dalla corsa playoff, l’Olimpia fatica. Le assenze (Shields e Mitoglou, Datome e Kell) le tolgono qualità, Hall e Ricci sono appannati, ma la mancata fluidità dell’attacco è difetto noto. Non fa eccezione la serata alla Zalgirio Arena, cominciata subito in salita (14-7 al 7’), almeno fino a quando Troy Daniels non si è ricordato del suo pedigree Nba: 11 punti senza errori sparati in 3’25” a cavallo della prima pausa, circolazione che col “Chacho” in regia guadagna in qualità e un vantaggio (18-26 al 13’) che sembrava già di garanzia. Non è stato così, soffrendo sempre le folate mancine del play tascabile Lekavicius e il gregariato di un gruppo che sa cosa fare, anche se il talento latita. Pari a 35 all’intervallo, con la vena di Daniels esaurita e l’Armani che indugia troppo a tirare da fuori quando, al contrario, fa più male in area. Ma è superiore a rimbalzo: sarà una chiave (36 a 26) anche nel secondo tempo.
...ma alla fine la risolve
Che va a strappi, spezzettato nel ritmo e nella leadership. Cresce Delaney, almeno quando si mette in proprio come realizzatore e non pasticcia in regia. Dà una bella mano Alviti al posto di Ricci, che proprio non riesce a contenere Lekavicius sui cambi. Batte un colpo Daniels, con tripla dall’angolo e tiro libero aggiuntivo (49-53 al 29’), ma l’Armani non si stacca, non decolla, va pure sotto a inizio ultimo quarto. Melli, fin lì sontuoso solo in difesa, va a prendersi dalla spazzatura rimbalzi fondamentali, Delaney è ancora torrido al tiro e la coppia Rodriguez-Hines sigilla i possessi finali, fino al +7 a 28” dalla sirena. Ettore Messina è comunque soddisfatto: “Loro sono organizzati in attacco, ci accoppiavamo male ma abbiamo trovato il modo di non soffrire i mismatch. Poi i miei veterani, con le giocate nel finale, me l’hanno vinta”. E tanto basta.
Zalgiris – Armani 70-74
ZALGIRIS: Lekavicius 16, Cavanaugh 13, Ulanovas 9
ARMANI: Delaney 20, Daniels 15, Hines 11 (10 rimbalzi), Rodriguez 10 (5 assist)