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Basket, Ramondino e i time-out irresistibili di Tortona

Marco Ramondino, 39 anni (fotogramma)
Le frasi del tecnico della Bertram, in dialetto campano, rivolte ai giocatori americani durante la coppa Italia. Una neopromossa che mette paura alla corazzata Milano e una stagione ancora tutta da scrivere
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Di fronte a una corazzata come l'Armani, Tortona aveva solo una possibilità e l'ha cavalcata per tre quarti della finale di Coppa Italia: intensità e canestri difficili. Finché la palla è entrata, la Bertram Tortona è rimasta attaccata a Milano. Quando la stanchezza e i falli hanno iniziato a contare, la profondità dell'Olimpia ha fatto la differenza fino al 78-61 finale. Eppure, tutto quello che c'è stato, sul campo di Pesaro, è stato magnifico. La neopromossa che con un pugno di esordienti sfida la valanga di trofei dall'altra parte del campo. La storia di Riccardo Tavernelli, sempre a Tortona dalla C dilettanti alla finale di Coppa Italia. E quella ancora tutta da scrivere di Marco Ramondino, 40 anni ad agosto, origini campane, occhiali da nerd, una gavetta infinita e un frasario che si farà ricordare.

Di fronte a una corazzata come l'Armani, Tortona aveva solo una possibilità e l'ha cavalcata per tre quarti della finale di Coppa Italia: intensità e canestri difficili. Finché la palla è entrata, la Bertram Tortona è rimasta attaccata a Milano. Quando la stanchezza e i falli hanno iniziato a contare, la profondità dell'Olimpia ha fatto la differenza fino al 78-61 finale. Eppure, tutto quello che c'è stato, sul campo di Pesaro, è stato magnifico. La neopromossa che con un pugno di esordienti sfida la valanga di trofei dall'altra parte del campo. La storia di Riccardo Tavernelli, sempre a Tortona dalla C dilettanti alla finale di Coppa Italia. E quella ancora tutta da scrivere di Marco Ramondino, 40 anni ad agosto, origini campane, occhiali da nerd, una gavetta infinita e un frasario che si farà ricordare.

I time-out di Ramondino

Sì, e bastava ascoltare uno qualunque dei time-out del coach del Derthona, mentre saliva la mareggiata milanese e i suoi iniziavano ad accusare la fatica dell'altezza. A Tavernelli, reo di aver perso una palla sanguinosa: "L'aggià accidere". No, niente di cruento, Ramondino è così, un po' commedia all'italiana e un po' Boskov. Improvvisazione, come quando ha preso da parte Jp Macura, nato a Lakeville, Minnesota, biondo, chiarissimo di pelle come Larry Bird, totalmente digiuno della nostra lingua. Ramondino: "Sí capac è fà sul? O t serv à badante?" (Sei capace di farcela da solo? O ti serve la badante?). Jp l'ha guardato, chiedendosi quale fosse l'indicazione da seguire, lo schema, il modulo, zona 1-3-1 o cos'altro? Niente di tutto ciò o un po' di tutto, tutto insieme.

Giro d'Italia

Ramondino ha girato l'Italia per insegnare basket, è stato dovunque. Da Avellino a Tortona, e in mezzo Salerno, Ferentino, Jesi, Teramo, Bologna, Veroli, Casale. Dal 2018 il Derthona ha preso il volo: Supercoppa di A2, promozione, una A da prima metà della classifica, la Final 8 di Coppa Italia da sesta testa di serie che batte la terza (Trieste) e la seconda (la Virtus Bologna) e per trenta minuti su quaranta resta in gara con la numero uno. Gli occhiali si appannano, la camicia si bagna dopo due minuti, Ramondino sorride e inventa soluzioni. Bruno Mascolo, suo conterraneo, è uno dei simboli dell'incredibile Tortona. "La partita perfetta non esiste" è il motto di Ramondino: ossia, bisogna giocare con coraggio, tirare quando si può e difendere fino al tunnel degli spogliatoi. E ieri, dopo la sconfitta, grandi elogi a Messina, "finirà nella hall of fame di Springfield". Olloffeim, quella cosa lì. E onore a un papà che dopo la partita, raggiunto da suo figlio, gli ha semplicemente detto "sii cuntent". E adesso: "Adesso torniamo in palestra, vogliamo migliorare ancora". La stagione è ancora lunga, ci si vede più avanti, coach.