Basket, Ramondino e i time-out irresistibili di Tortona
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoDi fronte a una corazzata come l'Armani, Tortona aveva solo una possibilità e l'ha cavalcata per tre quarti della finale di Coppa Italia: intensità e canestri difficili. Finché la palla è entrata, la Bertram Tortona è rimasta attaccata a Milano. Quando la stanchezza e i falli hanno iniziato a contare, la profondità dell'Olimpia ha fatto la differenza fino al 78-61 finale. Eppure, tutto quello che c'è stato, sul campo di Pesaro, è stato magnifico. La neopromossa che con un pugno di esordienti sfida la valanga di trofei dall'altra parte del campo. La storia di Riccardo Tavernelli, sempre a Tortona dalla C dilettanti alla finale di Coppa Italia. E quella ancora tutta da scrivere di Marco Ramondino, 40 anni ad agosto, origini campane, occhiali da nerd, una gavetta infinita e un frasario che si farà ricordare.
Di fronte a una corazzata come l'Armani, Tortona aveva solo una possibilità e l'ha cavalcata per tre quarti della finale di Coppa Italia: intensità e canestri difficili. Finché la palla è entrata, la Bertram Tortona è rimasta attaccata a Milano. Quando la stanchezza e i falli hanno iniziato a contare, la profondità dell'Olimpia ha fatto la differenza fino al 78-61 finale. Eppure, tutto quello che c'è stato, sul campo di Pesaro, è stato magnifico. La neopromossa che con un pugno di esordienti sfida la valanga di trofei dall'altra parte del campo. La storia di Riccardo Tavernelli, sempre a Tortona dalla C dilettanti alla finale di Coppa Italia. E quella ancora tutta da scrivere di Marco Ramondino, 40 anni ad agosto, origini campane, occhiali da nerd, una gavetta infinita e un frasario che si farà ricordare.
I time-out di Ramondino
Sì, e bastava ascoltare uno qualunque dei time-out del coach del Derthona, mentre saliva la mareggiata milanese e i suoi iniziavano ad accusare la fatica dell'altezza. A Tavernelli, reo di aver perso una palla sanguinosa: "L'aggià accidere". No, niente di cruento, Ramondino è così, un po' commedia all'italiana e un po' Boskov. Improvvisazione, come quando ha preso da parte Jp Macura, nato a Lakeville, Minnesota, biondo, chiarissimo di pelle come Larry Bird, totalmente digiuno della nostra lingua. Ramondino: "Sí capac è fà sul? O t serv à badante?" (Sei capace di farcela da solo? O ti serve la badante?). Jp l'ha guardato, chiedendosi quale fosse l'indicazione da seguire, lo schema, il modulo, zona 1-3-1 o cos'altro? Niente di tutto ciò o un po' di tutto, tutto insieme.
Giro d'Italia
Ramondino ha girato l'Italia per insegnare basket, è stato dovunque. Da Avellino a Tortona, e in mezzo Salerno, Ferentino, Jesi, Teramo, Bologna, Veroli, Casale. Dal 2018 il Derthona ha preso il volo: Supercoppa di A2, promozione, una A da prima metà della classifica, la Final 8 di Coppa Italia da sesta testa di serie che batte la terza (Trieste) e la seconda (la Virtus Bologna) e per trenta minuti su quaranta resta in gara con la numero uno. Gli occhiali si appannano, la camicia si bagna dopo due minuti, Ramondino sorride e inventa soluzioni. Bruno Mascolo, suo conterraneo, è uno dei simboli dell'incredibile Tortona. "La partita perfetta non esiste" è il motto di Ramondino: ossia, bisogna giocare con coraggio, tirare quando si può e difendere fino al tunnel degli spogliatoi. E ieri, dopo la sconfitta, grandi elogi a Messina, "finirà nella hall of fame di Springfield". Olloffeim, quella cosa lì. E onore a un papà che dopo la partita, raggiunto da suo figlio, gli ha semplicemente detto "sii cuntent". E adesso: "Adesso torniamo in palestra, vogliamo migliorare ancora". La stagione è ancora lunga, ci si vede più avanti, coach.