Lo scontro al vertice della Eastern Conference NBA se lo aggiudicano i Miami Heat primi in classifica, che tra le mura amiche costringono i Philadelphia Sixers, privi di un acciaccato Harden, a cadere dopo cinque vittorie di fila (99-82). Inutili i 22 punti e 15 rimbalzi di Embiid, dall'altra parte Butler e Herro ne firmano 21 a testa e permettono alla franchigia della Florida di consolidare il primo posto.
Ad Ovest invece i Golden State Warriors rimediano il quarto ko consecutivo e ottavo nelle ultime dieci gare, perdendo a Los Angeles per mano dei Lakers (124-116), che ritrovano il sorriso grazie ad un fenomenale LeBron James. Il 'Re' ne infila 56, andando a soli 5 punti dal pareggiare il massimo in carriera di 61 (era il 3 marzo 2014, vestiva la maglia degli Heat e aveva 29 anni contro i 37 di oggi). In 38 minuti e mezzo giocati James tira con il 61.3% dal campo (19 su 31), mandando a bersaglio 6 triple su 11 tentativi e rendendo vani i 30 dell'amico rivale Curry.
I gialloblù di Steve Kerr perdono anche il secondo posto della classifica, venendo scavalcati dai Memphis Grizzlies. Morant e compagni passano senza troppi problemi contro gli Orlando Magic (124-96), grazie ai 25 punti del fenomeno classe 1999 e ai 24 di Bane, più grande solo di un anno. Successo importante anche per i Dallas Mavericks contro i Kings (114-113), nonostante l'assenza di Luka Doncic, fermato da un problema all'alluce sinistro: ci pensa Finney-Smith allora a segnare dall'angolo la tripla decisiva che a 3 secondi dalla sirena finale permette ai texani di portare a termine una super rimonta dopo esser stati sotto di 19. Molto bene anche Dinwiddie con 36 punti realizzati, mentre a Sacramento non bastano i 44 messi a segno da Fox.