Eurolega: Maccabi-Milano 75-58, ma l'Olimpia è già ai play-off
di Massimo Pisa , di Massimo PisaNella sera in cui diventa ufficiale il suo ritorno ai playoff, l'Armani manda da Tel Aviv i suoi segnali più preoccupanti. Sgonfia, come già in campionato a Brescia, ingolfata e troppo molle per un quarto e mezzo, più tosta ma troppo gregaria per completare la sua rimonta in uno Yad Eliahu come al solito caldissimo, e modestissima in un secondo tempo da 21 punticini segnati. Passa il Maccabi, rimesso in corsa dall'esclusione delle squadre russe, e passa proprio sul terreno di Milano: più squadra, più compatta anche rinunciando ai suoi talenti egoisti (WIlbekin e Williams su tutti) ma capace di togliere a Milano i suoi pochi riferimenti offensivi attuali, che prescindono ancora dai convalescenti Mitoglou e Shields. Il lungo greco dà forfeit in extremis, l'esterno di passaporto danese è un fantasma sul parquet. Il "Chacho" Rodriguez è cotto come Datome, Delaney in evidente down, Daniels sempre etereo, i lunghi…
Nella sera in cui diventa ufficiale il suo ritorno ai playoff, l'Armani manda da Tel Aviv i suoi segnali più preoccupanti. Sgonfia, come già in campionato a Brescia, ingolfata e troppo molle per un quarto e mezzo, più tosta ma troppo gregaria per completare la sua rimonta in uno Yad Eliahu come al solito caldissimo, e modestissima in un secondo tempo da 21 punticini segnati. Passa il Maccabi, rimesso in corsa dall'esclusione delle squadre russe, e passa proprio sul terreno di Milano: più squadra, più compatta anche rinunciando ai suoi talenti egoisti (WIlbekin e Williams su tutti) ma capace di togliere a Milano i suoi pochi riferimenti offensivi attuali, che prescindono ancora dai convalescenti Mitoglou e Shields. Il lungo greco dà forfeit in extremis, l'esterno di passaporto danese è un fantasma sul parquet. Il "Chacho" Rodriguez è cotto come Datome, Delaney in evidente down, Daniels sempre etereo, i lunghi danno pochissimo a parte Melli. E il clou della stagione si avvicina.
Primo quarto d'ora da incubo
Il peccato originale dell'Olimpia sono i primi 15 minuti da orrore difensivo, squarciata a ripetizione dal ritmo del Maccabi, in inusuale canotta bianca. Schiacciano nel nulla Williams, Zizic ed Evans, Messina chiama time out già dopo un minuto e mezzo, l'unico vantaggio firmato Delaney (8-9 al 4') dura niente e anche l'ambiente ci mette del suo nel condizionare la terna arbitrale. Che nega a Melli e Hines due canestri buoni, puniti da altrettante triple di Williams e dell'ex Nunnally, l'Olimpia passa mezzo primo quarto a buttare via palloni e scheggiare ferri e si ritrova sotto 23-11, travolta pure a rimbalzo.
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Messina rimedia, ma è già tardi
Uno dopo l'altro, i fini dicitori di Messina - Daniels, Rodriguez, Datome, Bentil - rivelano la loro inconsistenza, la prima metà del secondo quarto è un altro festival di schiacciate e contropiedi casalinghi e l'Armani affonda sul 39-23, prima che Messina trovi un quintetto solido, col ritorno della coppia Melli-Hines sotto e la tigna di Grant a centrocampo. Ecco, finalmente, cinque minuti di Olimpia vera, quella che costringe i padroni di casa a ragionare, a impantanarsi negli uno contro cinque di Wilbekin e Williams, che sfrutta finalmente le triple di Delaney e Hall, che pesca sulla sirena il jolly da otto metri del 40-37.
Maccabi travolgente
All'intervallo, rimesse a posto anche le percentuali e i rimbalzi, la via della rimonta sembra segnata. Un paio di giocate di Melli fanno annusare il sorpasso (42-41), Messina riprova la carta del convalescente Shields, che però è lontanissimo da una forma accettabile. Ma è tutta Milano, lì, a crollare, incapace di costruire un tiro pulito, una trama significativa, un'iniziativa estemporanea. Fiorisce invece il Maccabi delle seconde linee: Evans, Thomas, le scorribande di Ziv, le schiacciate selvagge di Reynolds. La faccia di Messina si spegne progressivamente come la partita dei suoi, il conto delle palle perse (19 alla fine) lievita come i contropiedi degli israeliani, che esondano sul +19 mentre il centrocampo milanese scolpisce i ferri dello Yad Eliahu (7 su 34 da tre, sotto al 21%). Venerdì l'Armani sarà in casa dell'Efes campione d'Europa, vittorioso in rimonta sul Real Madrid, che le insidia il quarto posto a quattro punti di distanza. Se ha un colpo da sparare, l'Olimpia, quella è la sera giusta.
Maccabi - Armani 75-58
MACCABI: Reynolds e Nunnalli 14, Zizic 12
ARMANI: Hall 11 (2 su 9 da tre), Melli 10 (e 12 rimbalzi), Shields 9 (1 su 7 da tre)