Lakers, ora la ricostruzione nel segno del risparmio: LeBron pronto a lasciare, Westbrook in bilico
di Massimo Basile , di Massimo BasileLa sera del 21 marzo, primo giorno di primavera, i Lakers avevano passeggiato in casa dei Cleveland Cavaliers, l'ultima franchigia con cui LeBron James aveva vinto il titolo prima di trasferirsi a Los Angeles. Tutti hanno pensato: wow, sono ancora vivi. Poi sono arrivate sette sconfitte di fila, contro Philadelphia, New Orleans, Dallas, Utah, ancora New Orleans, Denver e, martedì notte, Phoenix. E tutti hanno esclamato: wow, sono davvero finiti. Sette sconfitte sono state sufficienti per decretare uno dei più grandi fallimenti storici della Nba: la squadra con uno dei giocatori più forti di tutti, unito a Anthony Davis e Russell Westbrook e a un'altra serie di nonnetti di classe, ha perso i playoff con ancora tre gare da disputare. Il filotto in una stagione disastrosa (31 vinte e 48 perse) è stato sufficiente per farsi superare da San Antonio e perdere l'ultimo posto utile, il decimo, per agganciare i playoff attraverso la formula dei 'play…
La sera del 21 marzo, primo giorno di primavera, i Lakers avevano passeggiato in casa dei Cleveland Cavaliers, l'ultima franchigia con cui LeBron James aveva vinto il titolo prima di trasferirsi a Los Angeles. Tutti hanno pensato: wow, sono ancora vivi. Poi sono arrivate sette sconfitte di fila, contro Philadelphia, New Orleans, Dallas, Utah, ancora New Orleans, Denver e, martedì notte, Phoenix. E tutti hanno esclamato: wow, sono davvero finiti. Sette sconfitte sono state sufficienti per decretare uno dei più grandi fallimenti storici della Nba: la squadra con uno dei giocatori più forti di tutti, unito a Anthony Davis e Russell Westbrook e a un'altra serie di nonnetti di classe, ha perso i playoff con ancora tre gare da disputare. Il filotto in una stagione disastrosa (31 vinte e 48 perse) è stato sufficiente per farsi superare da San Antonio e perdere l'ultimo posto utile, il decimo, per agganciare i playoff attraverso la formula dei 'play-in' in cui si giocano un posto quattro squadre che si sono classificate tra il 7° e il 10° posto.
LeBron pronto a lasciare LA
LeBron era fuori per infortunio, ma nello stesso giorno in cui i Lakers hanno toccato il punto più basso, The King aveva postato felicemente per i suoi oltre 50 milioni di follower su Twitter il cartellone della nuova stagione di 'The Shop', la serie tv in cui le star parlano di sport seduti alla poltrona di un barbiere. Se qualcuno pensa che sia il segno di quanto LeBron abbia poco sofferto l'umiliazione sportiva, lo stoppiamo subito: The King non solo ne ha sofferto parecchio, ma è andato oltre. Oltre i Lakers. A 37 anni The King vuole infilare un altro anello per completare la sua mano sinistra ingioiellata su cui sono già infilati quattro ring, conquistati con tre franchigie diverse, Miami (2), Cleveland e Lakers, e per farlo è pronto a lasciare Los Angeles. Per dove sarà il tormentone estivo. LeBron ha ancora un contratto da 44 milioni di dollari che scadrà nel 2023, ma se The King decide, The King fa. L'ipotesi che possa andarsene - e non prolungare l'accordo - viene rilanciata dai media specializzati da almeno tre mesi.
LeBron, Davis e Westbrook insieme solo per 21 partite
Lo dice la sua storia: LeBron se ne è andato sempre un attimo prima che le cose precipitassero. Lo fece da Miami, arrivata alla fine di un ciclo, e si è ripetuto a Cleveland, scomparsa dopo la partenza del campione. A Los Angeles, forse, l'addio arriva con un anno di ritardo: già l'anno scorso la squadra sembrava sazia per il titolo conquistato nel 2020. Davis si era presentato alla prima partita della nuova stagione in limousine. Non si è più ripreso dalla ubriacatura del successo. L'innesto di Westbrook, il più pagato del roster, anche di James, ha finito con il rendere il gioco ancora più confuso. Da potenziale star dei gialli, richiesto dallo stesso LeBron, Westbrook è diventato il meme virale dei tiri spadellati. Gli infortuni hanno avuto un peso: LeBron, Davis e Russell hanno giocato insieme solo 21 partite per un totale di 393 minuti. Ma non può bastare a spiegare tutto.
Lakers davanti all'ennesima rivoluzione
Dal 2013-14 a oggi i gialloviola hanno mancato i playoff sette volte su nove, un disastro per la franchigia della dinastia di campioni. I Lakers sono davanti all'ennesima rivoluzione: andrà via il coach, Frank Vogel, mai apparso davvero padrone del roster. Via il suo vice, David Fizdale, un signore con grande glamour ma più adatto ai lounge bar che alla palestra, già capace di distruggere la franchigia dei New York Knicks. Via, probabilmente, anche Carmelo Anthony, 37 anni e Dwight Howard, 36. Con un monte ingaggi di 292 milioni di dollari, più di metà squadra se ne andrà per essere sostituita con giocatori a salario minimo.
I candidati alla panchina
Tra i possibili candidati all'incandescente ruolo di coach ci sarebbe Quin Snyder, ex assistente a Los Angeles nel 2011-12, che ha svolto un eccellente lavoro con gli Utah Jazz. Alla domanda se ci sono i Lakers nel suo futuro, Snyder ha risposto: "Ora sono concentrato sui ragazzi e sulla squadra. Parlare di ipotesi in questo momento della stagione mi sembrerebbe irrispettoso". Il coach di Utah è candidato a prendere il posto di Popovich alla guida dei San Antonio Spurs. Un altro nome è quello di Doc Rivers, ex dei Clippers e ora a Philadelphia. E Mike Brown, assistente ai Golden State Warriors. Ma tutto ruoterà attorno a LeBron e al destino di Westbrook, che potrebbe finire in qualche scambio per animare un mercato al risparmio, ma da cui deve arrivare almeno un giocatore chiave. Russell potrebbe essere messo in una trade per arrivare a John Wall, degli Houston Rockets. Le prossime settimane porteranno una schiarita, ma già questo è un segno della rovina: nelle settimane in cui i Lakers si giocavano il titolo, avranno invece tutto il tempo per parlare di futuro.