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Eurolega, Milano batte l'Efes e pareggia i conti. Emergenza infortuni: fuori anche Rodriguez e Delaney

(fotogramma)
Armani fa sua gara 2 grazie a una grande prestazione offensiva e si porta sull'1-1. Messina però, a Istanbul, dovrà fare a meno di molti giocatori
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Aggrappata con unghie, denti e ogni estremità residua al suo destino, l'Armani si regala una notte di orgoglio antico e una possibilità alla roulette di Istanbul. Dovrà contare chi le rimane, tra una settimana, avendo perso per strada Rodriguez - scavigliato a 4' dalla fine dopo una partita da re - e Delaney per una botta al costato, finiti in fondo alla panchina accanto a Datome in borghese e a Melli in stampelle. Ma la partita per cuori forti che Messina sognava è arrivata comunque, ribaltando negli ultimi 3 minuti l'Efes che sembrava ormai padrone, sul 59-63, con Larkin e Micic ad affondare le loro lame.

E invece. Invece Shavon Shields guida il quintetto senza playmaker, che si nutre delle stoppate lunari di Hines su Singleton e Micic e cancella l'ultimo vantaggio esterno di Larkin con le triple di Hall e Bentil, prima che l'esterno di passaporto danese completi una ripreda da dominatore con le ultime due rasoiate. Uno a uno, col con…

Aggrappata con unghie, denti e ogni estremità residua al suo destino, l'Armani si regala una notte di orgoglio antico e una possibilità alla roulette di Istanbul. Dovrà contare chi le rimane, tra una settimana, avendo perso per strada Rodriguez - scavigliato a 4' dalla fine dopo una partita da re - e Delaney per una botta al costato, finiti in fondo alla panchina accanto a Datome in borghese e a Melli in stampelle. Ma la partita per cuori forti che Messina sognava è arrivata comunque, ribaltando negli ultimi 3 minuti l'Efes che sembrava ormai padrone, sul 59-63, con Larkin e Micic ad affondare le loro lame.

E invece. Invece Shavon Shields guida il quintetto senza playmaker, che si nutre delle stoppate lunari di Hines su Singleton e Micic e cancella l'ultimo vantaggio esterno di Larkin con le triple di Hall e Bentil, prima che l'esterno di passaporto danese completi una ripreda da dominatore con le ultime due rasoiate. Uno a uno, col contributo di tutti compresi Ricci e Tarczewski, il Forum finalmente colmo e vociante, e la speranza di poter riportare la serie ad Assago, alla bella, vista soprattutto la capacità di tenere i campioni d'Europa sotto ritmo. Soprattutto, la voglia di non morire, nemmeno quando il funerale sembrava apparecchiato.

La formazione a sorpresa di Messina

Cronaca. Messina cambia quattro quinti di quintetto, lanciando Rodriguez e Bentil, e la rimescolata al mazzo produce un'Armani energica e frenetica, che ringhia in difesa ma rischia di ingolfare il motore. Micic salta regolarmente Shields e con Dunston costruisce il precoce 4-10, ma dal time out esce un uomo solo al comando: 5 minuti di "Chachismo" in cui Rodriguez crea, slalomeggia, scippa e tripleggia, trascinando i suoi al 19-17 della prima pausa col canario già a quota 11 punti e 3 assist. La staffetta dei playmaker trova Delaney in costante lotta con i suoi fantasmi, ma vivo. Battono un colpo anche Daniels e Tarczewski e non appena l'Efes accelera - è il momento di Larkin - toccando il +6, la difesa milanese torna a rassodarsi attorno a Hines. Coi gomiti, digrignando i denti, sbagliando tiri liberi (6 su 10 alla pausa), Milano torna sotto e impatta (33-33) proprio alla sirena col primo squillo di Shields, che scippa Micic e si fa tutto il campo prima di colpire dalla distanza. Nel tunnel rientra una squadra convalescente però in partita, capace di fare appena meglio a rimbalzo (20 a 18) e di limitare a 4 le palle perse, anche se il 41% da due e il 30% da tre raccontano mani ancora tremule.

Rodriguez guida l'attacco

La prodezza allo scadere arma la mano di Shields, finalmente sciolto e capace di trovare le sue piazzole: 11 punti in fila dell'ala portano l'Armani sul +7, e anche se i turchi ritrovano il canestro dopo quasi 6' di digiuno, c'è di nuovo Rodriguez a comandare un attacco che finalmente canta, almeno fino alla tripla di Ricci del 53-43 al 27'. Poi, però, l'Olimpia torna a singhiozzare, limitandosi a spingardate storte da fuori, senza più forza per attaccare l'area dell'Efes. I campioni non incantano, resistono con la concretezza di Bryant ma il destino sembra premiarli a 6' dalla fine quando Rodriguez atterra sul piede di Singleton e si gira la caviglia. Delaney è già fuori, Daniels esala l'ultima tripla ma quando Micic segna in tuffo il canestro del sorpasso, e Larkin i tiri liberi dell'allungo, la fine sembra nota. Ma non per questa Olimpia, tutta corazòn.

Messina: "Orgogliosi, a Istanbul senza paura"

Ettore Messina ne è, giustamente "estremamente orgoglioso per quello che abbiamo fatto, non so bene cosa dire sugli infortuni perché contrastano con l'umore della vittoria. Grandissimi i tifosi, grandissima l'atmosfera, Shields e Chacho sono stati incredibili. Intanto godiamoci questa vittoria, anche se resto preoccupato per il futuro". Shields mostra la faccia migliore: "In gara 1 mancavano cuore e desiderio, oggi abbiamo reagito e meritato. Ora proveremo a portarne via almeno una ad Istabul"

Il tabellino

Armani - Efes 73-66 (serie 1-1)

ARMANI: Rodriguez 17 (5 assist), Hall 5, Shields 21 (8 rimbalzi), Bentil 5, Hines 5; Delaney 3, Daniels 6, Ricci 3, Tarczewski 7. Coach: Messina.

EFES: Larkin 19, Simon 2, Anderson 2, Moerman 4, Dunston 4; Micic 18, Beaubois 2, Bryant 7, Singleton 3, Pleiss 5. Coach: Ataman.