Finals Nba, Golden State-Boston: sfida tra difese, aspettando Curry-Tatum
di Massimo Basile , di Massimo BasileLe due migliori difese del campionato contro Steph Curry e Jayson Tatum. Dopo sei settimane di playoff carichi di fuochi d'artificio e eliminazioni a sorpresa, da domani sera partono le finali Nba con la sensazione che le squadre meno favorite nelle conference siano quelle che, alla fine, avevano i numeri giusti.
Nonostante si sfidino due super attacchi, saranno le difese la chiave. I Boston Celtics ricordano a Steph Curry la sera in cui Marcus Smart gli finì addosso, facendogli girare il piede e rischiando di far deragliare l'intera stagione dei gialli. Non successe. Rispetto a quella volta non c'era ancora Jordan Poole, che esplose proprio nel mese di assenza di Curry, ma soprattutto non c'era quel clima leggero che ha portato in finale i Warriors, fino ad aprile messi in fondo ai pronostici dagli analisti. "Non siamo favoriti, ma abbiamo il nostro piano", disse Curry. "Siamo fuori dai pronostici - aggiunse il coach, Steve Kerr - ma abbiamo le …
Le due migliori difese del campionato contro Steph Curry e Jayson Tatum. Dopo sei settimane di playoff carichi di fuochi d'artificio e eliminazioni a sorpresa, da domani sera partono le finali Nba con la sensazione che le squadre meno favorite nelle conference siano quelle che, alla fine, avevano i numeri giusti.
Nonostante si sfidino due super attacchi, saranno le difese la chiave. I Boston Celtics ricordano a Steph Curry la sera in cui Marcus Smart gli finì addosso, facendogli girare il piede e rischiando di far deragliare l'intera stagione dei gialli. Non successe. Rispetto a quella volta non c'era ancora Jordan Poole, che esplose proprio nel mese di assenza di Curry, ma soprattutto non c'era quel clima leggero che ha portato in finale i Warriors, fino ad aprile messi in fondo ai pronostici dagli analisti. "Non siamo favoriti, ma abbiamo il nostro piano", disse Curry. "Siamo fuori dai pronostici - aggiunse il coach, Steve Kerr - ma abbiamo le nostre idee". Lo abbiamo visto.
Le due difese
A gennaio, dopo l'infortunio di Draymond Green, la prova difensiva di Golden State aveva raggiunto il suo minimo stagionale, ma ha finito per spingere la squadra a lavorare di più sugli schemi, un extra lavoro che ha prodotto la migliore performance nelle ultime sei settimane con una media punti concessa agli avversari, ai playoff, di 105.2 a partita. I Celtics, alla ricerca del 18° titolo, hanno fatto ancora meglio: hanno lasciato gli avversari di media a 105.1, nonostante abbiano affrontato macchine da canestri come Brooklyn Nets, Milwaukee Bucks e Miami Heat. Tutti discorsi utili ma relativi, se domenica sera il tiro di Jimmy Butler a venti secondi dalla fine fosse finistro a canestro. Ma la finale si annuncia spettacolare.
Horford l'uomo in più
I Warriors ricordano i vecchi Warriors che facevano incetta di titoli, e i Celtics una squadra in ascesa. I gialli hanno il miglior quoziente offensivo dei playoff, 116.1, dato non sorprendente se consideriamo che oltre a Curry c'è Klay Thompson, lo stesso Poole, e Andrew Wiggins che sembra aver trovato il suo ruolo sotto canestro. Se contro Dallas, Golden State ha potuto approfittare dell'assenza di un big man avversario sotto canestro, non sarà così con i verdi, che possono contare sul miglior Al Horford della stagione, alla sua prima finale Nba in carriera, reduce da una striscia di partite da sogno: le sue dimensioni e l'intelligenza sotto canestro hanno dato a Boston una grande chance contro Miami.
Palle perse e stanchezza
Altre domande che si porta questa sfida: i Celtics riusciranno a limitare le palle perse? Tatum ne ha perse 77 in diciotto partite dei playoff. Il secondo in classica è a 59. Quando i Celtics hanno vinto, si sono limitati a 12.8 palloni persi di media. Quando hanno perso, la media è salita a 16.3. Tra gli elementi da valutare ci sarà la stanchezza. Le stelle dei Celtics sono state spremute nelle ultime due serie: Tatum ha avuto una media di 41 minuti, Jaylen Brown e Al Horford 38. I Warriors hanno potuto avere una settimana di riposo, avendo chiuso la serie con Dallas 4-1.
Il fattore riposo
In programma ci sono sette partite in diciassette giorni, dal 2 al 19 giugno. A parte i due giorni di differenza tra gara 3 e gara 4 (mercoledì 8 giugno e venerdì 10) le altre partite prevedono un intervallo di tre giorni, fattore che in genere aiuta le squadre con i veterani ma che potrebbe dare una mano ai Celtics, che hanno sempre una grande dispersione di energia. I Warriors hanno fatto valere finora il riposo in più: sia contro Memphis sia contro Dallas, avevano due giorni di vantaggio. In entrambe le sfide, si sono aggiudicati Gara 1. La prima partita conterà. Il fattore campo conterà. Questo ci porta a una considerazione: tra domani e domenica le prime due partite possono dare una direzione alla finale.