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Le pagelle di Italia-Estonia: Fontecchio ispirato, Mannion detta i tempi

(ansa)
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È un'Italia sfacciata e sicura di sè, da 7.5 in pagella, a fare il primo passo dentro il suo Europeo, contro la piccola Estonia, sempre dietro 40' su 40', aspettando che il secondo, contro la Grecia, possa raccontare di più, in un sabato sera a tribune festosamente ricolme. Per adesso Azzurra fa il suo, inclusivo pure della tara da legare alla povertà altrui, giocando un primo tempo forte e svelto (52 segnati) e una ripresa invece confusa, a freni fin troppo pigiati (31, stavolta). Domina a rimbalzo (43-27), tira con un 50% che s'annacqua coi minuti che scorrono, dopo iniziali prepotenze, insomma, vince largo e non rischia nulla. Pozzecco (voto 7) alla fine abbraccia tutti, idealmente anche il povero Gallinari, stangato da poche ore dalla feroce diagnosi emessa dal suo club americano, i Boston Cetics, che spiega come i danni ai legamenti del ginocchio lo mettano davanti a una stagione fuori campo, con minacce grevi sulla stessa carriera, e n…

È un'Italia sfacciata e sicura di sè, da 7.5 in pagella, a fare il primo passo dentro il suo Europeo, contro la piccola Estonia, sempre dietro 40' su 40', aspettando che il secondo, contro la Grecia, possa raccontare di più, in un sabato sera a tribune festosamente ricolme. Per adesso Azzurra fa il suo, inclusivo pure della tara da legare alla povertà altrui, giocando un primo tempo forte e svelto (52 segnati) e una ripresa invece confusa, a freni fin troppo pigiati (31, stavolta). Domina a rimbalzo (43-27), tira con un 50% che s'annacqua coi minuti che scorrono, dopo iniziali prepotenze, insomma, vince largo e non rischia nulla. Pozzecco (voto 7) alla fine abbraccia tutti, idealmente anche il povero Gallinari, stangato da poche ore dalla feroce diagnosi emessa dal suo club americano, i Boston Cetics, che spiega come i danni ai legamenti del ginocchio lo mettano davanti a una stagione fuori campo, con minacce grevi sulla stessa carriera, e non ai due mesetti del primo verdetto made in Italy. Il secondo choc in pratica duplica il primo, che già aveva accertato la sua rinuncia agli Europei. Andrà avanti chi può. Voti e giudizi, allora, della prima allegra notte al Forum, con l'83-62 del sereno esordio.

Fontecchio 8.5. Potrebbe tirare coi piedi, da qualsiasi distanza, e farebbe gol. Con le mani, il momento di grazia dura da un pezzo e promette di prolungarsi, se Simone apre subito con due triple, e ne abbatte tre di fila, come un tornado letale, sull'Estonia nell'unico attimo in cui questa ha rialzato la cresta (31-37, 16'). Dà così all'Italia, coi suoi 17 punti al riposo (5 triple), la certezza che la pratica sia già chiusa al tè (52-33, 31 punti azzurri nel secondo quarto) e può limitarsi nella ripresa a una schiacciata per i fotografi per chiudere a 19 punti in 24', con 7/10 al tiro e 5 assist.

Polonara 7.5. Il meno brillante, fin qui, degli azzurri, apre col botto e così continua, forse anche sollevato dal fatto che avrà larghi spazi, perché nello sport va così: i raggi di sole propri confinano spesso con le nubi nere altrui (il Gallo, già). È ovunque, nei suoi 17': anche 11 rimbalzi e 5 assist, oltre a 12 punti (4/7), sveglio, vivace e rapace.

Melli 7. L'architrave non deve sostenere stavolta pesi soverchi, contro avversari che disertano l'area. 17 punti (con 7/12) e 6 rimbalzi in 27', non sono queste le partite che lo obbligano a dare il massimo.

Datome 7. Il chirurgo è tornato. La difesa estone non è la Maginot, d'accordo, ma stile e mira del capitano a tratti risplendono. 11 punti con 5/8 in 20'.

Mannion 6.5. Sveglia Azzurra nel cuore del primo tempo, alza le marce, ispira un quintetto veloce e incisivo. Talvolta esagera, ma al cambio ci si guadagna sempre, fino a ritrovarlo come migliore dei tre registi. 12 punti con 5/10 in 17'.

Ricci 6. Segna anche tirando schiaffoni alla palla. Due volte.

Spissu 6. Di stima. Tenta di sveltire la regia, non ci piglia (0/5), cuce per gli altri, non sempre bene.

Tonut 6. Pure lui, di stima. Fin troppo altruista, 1/5 e 2 soli punti in 25' invitano la guardia titolare a dare un calcio alle timidezze.

Pajola, Tessitori, Biligha, Baldasso senza voto. Ritagli troppo brevi per essere giudicati.